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Come affrontare una diagnosi energetica passo dopo passo

Illustriamo i passi di una diagnosi energetica tipo per la riqualificazione nel caso di un 'condominio committente', avvalendoci di software specifici

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approfondimento a cura dell’ing. Annamaria Castagna – Servizio di Assistenza Tecnica Logical Soft

La diagnosi energetica ha come fine quello di valutare l’efficienza e le condizioni d’uso dell’involucro e dell’impianto di un edificio, così da proporre interventi di miglioramento energetico profittevoli attraverso l’analisi dei costi di intervento, dei risparmi e dei tempi di ammortamento dell’investimento iniziale. In questo articolo proviamo a illustrare in modo semplice ma efficace i principali passi della diagnosi energetica, avvalendoci del software Modulo Diagnosi di Termolog.

Se consideriamo come obiettivo la riqualificazione energetica del “condominio committente” possiamo riassumere i passi della diagnosi attraverso i seguenti punti:

1. Il clima
L’evolversi della temperatura esterna e le condizioni climatiche sono spesso differenti da quelle utilizzate in condizioni standard per la valutazione dei fabbisogni nel caso di certificazione energetica di un edificio: l’innalzamento della temperatura degli ultimi anni contrasta tipicamente con le temperature medie definite su base statistica dalla norma UNI 10349 datata 1994 (attualmente in revisione).
Ecco quindi che la diagnosi parte con l’analisi del sito in cui è inserito l’edificio e prevede che si raccolgano i dati climatici reali del contesto.

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Confronto tra temperature esterne standard e reali nel Modulo Diagnosi di Termolog

La prima richiesta del Modulo è quella di specificare le temperature esterne medie mensili reali. Nel grafico si può vedere il confronto tra i valori standard e quelli reali ottenuti mediando i dati degli ultimi tre anni.

2. Le condizioni reali di utilizzo dell’edificio
Ogni singolo condomino riflette le proprie abitudini e le proprie sensazioni nell’utilizzo dell’impianto: sono noti i fenomeni di furto di calore tra unità immobiliari o ancora la necessità degli inquilini dei piani limite, al piano terra e in copertura, di tenere temperature interne più alte per aumentare la sensazione del calore percepito.
Nel calcolo del fabbisogno energetico ideale per le valutazioni di certificazione e progetto, nel caso di edificio con destinazione d’uso residenziale, si fissa la temperatura interna degli ambienti a 20°C, costante per tutte le 24 ore della giornata.
La consuetudine invece rivela tutt’altro comportamento e l’utilizzo reale si allontana dal mantenere costante la temperatura interna che avrà il minimo solitamente nelle ore notturne e il massimo in quelle dove si riscontra la presenza di persone all’interno dell’unità immobiliare. Solo un sopralluogo accurato e le informazioni dettate dalle abitudini dell’utenza possono rivelare al tecnico che redige la diagnosi i dettagli importanti per modellare le caratteristiche interne.

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Il Modulo permette di specificare un profilo di temperatura interna orario per ogni unità immobiliare

La possibilità di specificare le condizioni d’uso reali dell’edificio si realizza per il servizio di riscaldamento attraverso l’indicazione della temperatura mantenuta all’interno dell’appartamento, ad esempio rilevando quanto riportato dal cronotermostato. Il grafico mostrato all’interno del Modulo Diagnosi rappresenta l’oscillazione della temperatura rilevata per una delle tre unità immobiliari modellate nell’esempio.

Oltre al fattore temperatura interna assume un peso rilevante anche la portata di ventilazione che circola all’interno dell’unità immobiliare. Il ricambio d’aria degli ambienti avviene considerando due componenti:
– continua, ottenuta attraverso la permeabilità degli infissi e attraverso le prese d’aria esterne;
– discontinua, con il controllo da parte dell’utente, ad esempio, tramite l’apertura delle finestre, oppure tramite la ventilazione meccanica comandata dall’utente.

Se la componente continua è influenzata dalla tipologia di infissi, dalla tenuta all’aria e dalle condizioni in cui si trovano, quella discontinua è più complessa da stimare e dipende dalle attività compiute dall’utente all’interno dell’appartamento. In letteratura esistono diversi metodi che consentono di ricavare il ricambio d’aria orario a partire dalle dimensioni e dalle caratteristiche degli infissi nonché dalle ore di apertura e chiusura dei serramenti: in questo modo è possibile costruire il proprio modello energetico valutando in dettaglio le componenti di ventilazione.
Il fine ultimo di questi primi due passaggi è proprio quello di costruire un modello di calcolo che permetta di determinare un consumo di combustibile molto vicino al reale consumo dell’edificio. Solo in questo modo le possibili soluzioni di miglioramento energetico saranno realistiche, ovvero calibrate su un modello energetico che è molto vicino alla realtà.

3. I consumi effettivi: le bollette
Come è possibile sostenere che il modello energetico che è stato realizzato attraverso la diagnosi è vicino alla realtà? Come è stato già anticipato la modalità più efficace è quella di confrontare il valore relativo al consumo di combustibile calcolato con le condizioni d’uso dell’edificio e l’effettivo consumo. Per fare questo è necessario specificare i consumi reali registrati attraverso le bollette energetiche.
Poiché spesso le condizioni climatiche esterne o le problematiche interne all’impianto possono condizionare i consumi, è sempre consigliato mediare i valori delle ultime annualità, così da evitare le situazioni limite e portarsi su un valore medio che fa da riferimento per l’edificio.

4. Valutare le soluzioni di miglioramento energetico
L’ultimo passaggio è definito dalla valutazione degli scenari di miglioramento energetico possibili. Questi possono riguardare l’intero sistema edificio-impianto o soltanto le sue parti, involucro o impianto.
La valutazione deve contemplare diversi aspetti come la fattibilità tecnica, l’investimento economico iniziale, i bonus fiscali a cui si può accedere, il tempo di ammortamento dell’investimento e non da ultimo il guadagno economico per il condominio il cui scopo è godere di una bolletta meno onerosa. Non è la regola che l’intervento che ottimizza il rapporto costi-benefici sia il migliore intervento da mettere in atto, ma è sicuramente un buon punto di partenza per analizzare un ventaglio di proposte da sottoporre alla committenza.
Si può ragionevolmente pensare che la coibentazione della copertura porterà ad un beneficio per tutto l’edificio condominiale, così come la sostituzione del generatore con un sistema più performante, ma come quantificare questo risparmio in termini economici ed energetici è proprio l’obiettivo della diagnosi energetica. Trovando un buon compromesso tra onere di investimento e risparmio annuo, il tecnico che si occupa della diagnosi non solo otterrà la possibilità di vedere realizzato il proprio progetto, ma avrà la possibilità di affiancare i condomini nelle future gestioni dell’energia.

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Lo strumento confronta dei Moduli Certificatore e Progettista a servizio della diagnosi energetica

Grazie allo strumento confronta è possibile valutare semplicemente diverse soluzioni di miglioramento energetico e verificare, anche nel caso di diagnosi energetiche, il potenziale salto di classe ottenuto dall’intervento.
Nell’esempio proposto si considera un intervento di circa 34 mila euro che permette al condominio un risparmio sul costo di combustibile di poco più di mille euro; se si ipotizza di rateizzare l’intervento in cinque anni e si considera il recupero fiscale del 65%, dopo i primi cinque anni il bilancio economico sarà positivo. Al sesto anno si passa da un costo di in bolletta di euro 6.000 mantenendo il vecchio impianto, agli euro 1.900 realizzato l’intervento di miglioramento energetico.

Il Modulo Contabilizzazione di TERMOLOG EpiX 6 è lo strumento che ti garantisce di sfruttare al meglio le opportunità che offre la contabilizzazione di calore per edifici condominiali, dal rilievo dello stato di fatto, alla definizione del progetto di termoregolazione alla gestione delle spese per i servizi di climatizzazione invernale, estiva e ACS, in conformità alla UNI 10200:2013.
Il Modulo permette di rilevare facilmente i corpi scaldanti per ciascun locale dell´edificio e di calcolare le potenze installate secondo l´appendice D della UNI 10200 o in funzione dei dati dichiarati dal produttore grazie ad un ricco archivio di corpi scaldanti, valvole termostatiche, ripartitori e testine. Il programma genera la tabella millesimale in funzione della potenza dei corpi scaldanti o del fabbisogno energetico valutato in condizioni standard, importando i dati automaticamente dagli altri moduli di Termolog o introducendo manualmente i valori calcolati con qualsiasi altro software.

Il tema della contabilizzazione del calore sarà al centro del fitto calendario di seminari ospitati da Mce 2016 – Mostra Convegno Expocomfort (dal 15 al 18 marzo) e organizzati da Wolters Kluwer in collaborazione con SACERT e Logical Soft – il Forum dell’Energia SACERT. Il programma articola, nei 4 giorni di manifestazione, convegni, approfondimenti e seminari tecnici dedicati ai progettisti con i massimi esperti del settore. Tutti gratuiti.

Presso lo stand di oltre 130 mq, collocato al Padiglione 1, sarà allestita la sala convegni in grado di ospitare 60/70 posti a sedere. L’accesso ai seminari dà diritto a un biglietto per la fiera.

Per consultare il programma e per iscriversi gratuitamente, clicca qui.

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