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Come individuare i rifiuti pericolosi

L’individuazione dei rifiuti pericolosi avviene prima che essi siano allontanati dal luogo di produzione e permette la loro gestione a norma di legge

Rows of oil barrels
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Individuare se i rifiuti siano pericolosi è o non è necessario in ragione dei diversi obblighi correlati:
• deposito temporaneo;
• trasporto;
• stoccaggio;
• recupero o smaltimento;
• autorizzazioni;
• sanzioni.

Per la corretta individuazione dei rifiuti pericolosi si seguono le istruzioni date dal D.L. “Competitività” n. 91/2014 convertito in legge n. 116/2014 ed entrato in vigore dal 18 febbraio 2015, anche se poi in parte modificato, per l’entrata in vigore del Regolamento CE n. 1272/2008 Parte IV, dal 1° giugno 2015 (che disapplica anche l’Allegato D alla Parte IV del D.Lgs. n. 152/2006).

“b-bis) all’Allegato D alla Parte IV è premessa la seguente disposizione:
‘Classificazione dei rifiuti:
1. La classificazione dei rifiuti è effettuata dal produttore assegnando ad essi il competente codice CER, applicando le disposizioni contenute nella decisione 2000/532/CE.
2. Se un rifiuto è classificato con codice CER pericoloso “assoluto’, esso è pericoloso senza alcuna ulteriore specificazione.
Le proprietà di pericolo, definite da H1 ad H15, possedute dal rifiuto, devono essere determinate al fine di procedere alla sua gestione.
3. Se un rifiuto è classificato con codice CER non pericoloso ‘assoluto’, esso è non pericoloso senza ulteriore specificazione
4. Se un rifiuto è classificato con codici CER speculari, uno pericoloso ed uno non pericoloso, per stabilire se il rifiuto è pericoloso o non pericoloso debbono essere determinate le proprietà di pericolo che esso possiede.

 

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Le indagini da svolgere per determinare le proprietà di pericolo che un rifiuto possiede sono le seguenti:
• individuare i composti presenti nel rifiuto attraverso:
– la scheda informativa del produttore;
– la conoscenza del processo chimico;
– il campionamento e l’analisi del rifiuto;
• determinare i pericoli connessi a tali composti attraverso:
– la normativa europea sulla etichettatura delle sostanze e dei preparati pericolosi;
– le fonti informative europee ed internazionali;
– la scheda di sicurezza dei prodotti da cui deriva il rifiuto;
• stabilire se le concentrazioni dei composti contenuti comportino che il rifiuto presenti delle caratteristiche di pericolo mediante comparazione delle concentrazioni rilevate all’analisi chimica con il limite soglia per le frasi di rischio specifiche dei componenti, ovvero effettuazione dei test per verificare se il rifiuto ha determinate proprietà di pericolo.
5. Se i componenti di un rifiuto sono rilevati dalle analisi chimiche solo in modo aspecifico, e non sono perciò noti i composti specifici che lo costituiscono, per individuare le caratteristiche di pericolo del rifiuto devono essere presi come riferimento i composti peggiori, in applicazione del principio di precauzione.
6. Quando le sostanze presenti in un rifiuto non sono note o non sono determinate con le modalità stabilite nei commi precedenti, ovvero le caratteristiche di pericolo non possono essere determinate, il rifiuto si classifica come pericoloso.
7. La classificazione in ogni caso avviene prima che il rifiuto sia allontanato dal luogo di produzione”.

La procedura sopra descritta riporta allo schema logico raffigurato nelle flow-chart.

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Procedura per corretta individuazione dei rifiuti pericolosi

Le caratteristiche di pericolo di cui sopra sono individuate secondo i precetti dettati dal regolamento UE n. 1357/2014 .

Esse sono:
• HP1 esplosivo
• HP2 comburente
• HP3 infiammabile
• HP4 irritante – irritazione cutanea e lesioni oculari
• HP5 tossicità specifica per organi bersaglio (STOT)/tossicità in caso di aspirazione
• HP6 tossicità acuta
• HP7 cancerogeno
• HP8 corrosivo
• HP9 infettivo
• HP10 tossico per la riproduzione
• HP11 mutageno
• HP12 liberazione di gas a tossicità acuta
• HP13 sensibilizzante
• HP14 ecotossico
• HP15 rifiuto che non possiede direttamente una delle caratteristiche di pericolo summenzionate ma può manifestarla successivamente.

Le HP sono attribuite sulla base della presenza di sostanze all’interno del rifiuto che presentano indicazioni di pericolo H specifiche in concentrazione superiore a valori di soglia indicati e sulla base di metodi prova descritti nel regolamento (CE) n. 440/2008 oppure in altri metodi di prova e linee guida riconoscibili a livello internazionale.

Altra peculiarità dei rifiuti pericolosi consiste nel divieto di miscelazione statuito dall’art. 187 del D.Lgs. n. 152/2006: “È vietato miscelare rifiuti pericolosi aventi differenti caratteristiche di pericolosità ovvero rifiuti pericolosi con rifiuti non pericolosi. La miscelazione comprende la diluizione di sostanze pericolose”. Tale divieto va rispettato durante l’intero ciclo di gestione del rifiuto, dal deposito temporaneo alla destinazione.

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