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Come si misura il consumo di suolo?

La Camera ha dato l'ok al ddl sul consumo di suolo. Ma cosa si intende esattamente con questa espressione? E come si calcola il consumo di suolo netto?

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Il 12 maggio 2016 la Camera ha licenziato l’atteso disegno di legge ddl sul contenimento del consumo del suolo e riuso del suolo edificato. Punto di arrivo di una discussone durata più di due anni, il testo sul consumo di suolo ha già diviso sia gli schieramenti politici che il mondo delle professioni tecniche, suscitando varie perplessità.

Ma che cosa si intende per “consumo di suolo” e come si misura? In sostanza, per consumo di suolo si intende un fenomeno associato alla perdita di una risorsa ambientale fondamentale, dovuta all’occupazione di superficie originariamente agricola, naturale o semi-naturale, con conseguente incremento della copertura artificiale di terreno, legato alle dinamiche insediative. Un processo prevalentemente dovuto alla costruzione di nuovi edifici, capannoni e insediamenti, all’espansione delle città, alla densificazione o alla conversione di terreno entro un’area urbana, all’infrastrutturazione del territorio.

Il concetto di consumo di suolo deve, quindi, essere definito come una variazione da una copertura non artificiale (suolo non consumato) a una copertura artificiale del suolo (suolo consumato).

Per copertura del suolo (Land Cover) si intende la copertura biofisica della superficie terrestre, comprese le superfici artificiali, le zone agricole, i boschi e le foreste, le aree semi-naturali, le zone umide, i corpi idrici, come definita dalla direttiva 2007/2/CE. La forma più evidente di copertura artificiale è l’impermeabilizzazione del suolo; le altre forme comprendono la perdita totale della “risorsa suolo” attraverso l’asportazione per escavazione (comprese le attività estrattive a cielo aperto), e la perdita parziale della funzionalità della risorsa a causa di fenomeni quali la contaminazione e la compattazione dovuti alla presenza di impianti industriali, infrastrutture, manufatti, depositi permanenti di materiale o passaggio di mezzi di trasporto.

L’uso del suolo (Land Use) è, invece, un riflesso delle interazioni tra l’uomo e la copertura del suolo e costituisce quindi una descrizione di come il suolo viene impiegato in attività antropiche. La direttiva 2007/2/CE lo definisce come una classificazione del territorio in base alla dimensione funzionale o alla destinazione socioeconomica presenti e programmate per il futuro (ad esempio ad uso residenziale, industriale, commerciale, agricolo, silvicolo, ricreativo).

Il consumo di suolo netto è valutato attraverso il bilancio tra il consumo di suolo e l’aumento di superfici agricole, naturali e semi-naturali dovuti a interventi di recupero, demolizione, de-impermeabilizzazione, rinaturalizzazione o altro.
Sistema di classificazione per la valutazione del consumo di suolo.

Suolo consumato Suolo non consumato
Edifici, capannoni
Strade asfaltate
Strade sterrate
Piazzali, parcheggi, cortili e altre aree pavimentate o in terra battuta
Sede ferroviaria
Aeroporti e porti (solo le banchine, le piste, le aree di movimentazione merci e mezzi e le altre aree impermeabili)
Aree e campi sportivi impermeabili
Serre permanenti
Campi fotovoltaici a terra
Aree estrattive non rinaturalizzate, discariche, cantieri
Altre aree impermeabili
Alberi o arbusti in aree urbane
Alberi o arbusti in aree agricole
Alberi o arbusti in aree naturali
Seminativi
Pascoli, prati, vegetazione erbacea
Corpi idrici
Alvei di fiumi asciutti
Zone umide
Rocce, suolo nuovo, spiagge, dune
Ghiacciai e superfici innevate permanenti
Aree sportive permeabili
Altre aree permeabili in ambito urbano
Altre aree permeabili in ambito agricolo
Altre aree permeabili in ambito naturale

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