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La consulenza ambientale e le nuove professioni green

Perché la green economy ci chiamerà - anzi, ci ha già chiamato a una nuova concezione della professione. E come possiamo essere protagonisti

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di Andrea Quaranta

La rete pullula di brevi articoli in cui si parla, con una certa, ma giustificata, enfasi, dei “100 lavori del futuro”, quasi tutti legati alla green economy, “dalla A dell’account esperto in marketing ambientale alla Z dello zoonomo sostenibile”.
Si tratta, per lo più, di sintetiche elencazioni di mestieri che spesso, nella realtà di tutti i giorni, si tende a riassumere con il concetto di “consulenza ambientale”, un termine molto generico che non è in grado di far comprendere appieno – a volte neanche agli addetti ai lavori – di che cosa stiamo parlando.
Basta digitare la stringa “consulenza ambientale” su un qualsiasi motore di ricerca (non solo) specialistico e subito compaiono centinaia di risultati eterogenei: dagli agenti agli ingegneri, dai chimici ai tecnici ambientali, dai giuristi ai biologi, passando per le svariate figure di “consultant”.
Ciò disorienta sia chi è alla ricerca di una consulenza, sia chi vuole proporre la sua professionalità.

Le nuove professioni verdi: come orientarsi

Per chi vuole intraprendere una carriera nel settore ambientale, dunque, non è sempre facile orientarsi nei meandri dell’offerta, anche perché i mestieri legati allo sviluppo sostenibile sono in parte nuovi, e poco – o male – conosciuti, nonostante in Italia gli occupati con competenze green rappresentino più del 13% della forza lavoro (secondo i dati forniti dall’ottavo rapporto della Fondazione Symbola e Unioncamere).
Per questo motivo Ingegneri.info ha deciso di dedicare spazio alle nuove professioni verdi, per aiutare a capire come l’ambiente rappresenti un’ottima opportunità professionale e a destreggiarsi fra offerta di lavoro e modalità per accedere a eventuali corsi, necessari per accedere ai nuovi green works. Lavori verdi che sono – vale la pena sottolinearlo fin da subito – connotati da una spiccata multidisciplinarietà e da una forte carica di innovazione.
Elementi, questi ultimi, in grado non solo di aprire nuovi scenari e di far fronte ai cambiamenti del mercato, ma anche di dare impulso alla riconversione di professioni tradizionali.
L’idea di partenza è quella di descrivere le specificità di ogni singola figura professionale verde, nuova o riconvertita che sia, al fine di valutare il suo grado di appeal nell’odierno mercato del lavoro, per poi dettagliare cosa occorre fare per entrare a far parte dello specifico green work: formazione ed esperienza.
L’analisi si completa con l’indicazione degli sbocchi professionali, delle attività che vengono concretamente svolte, delle eventuali associazioni di categoria cui fare riferimento e di ogni altra notizia utile a monitorare l’evoluzione della singola figura professionale.
Insomma, un vademecum allo stesso tempo snello e dettagliato, in grado di guidare il lettore nei meandri di questo settore, così essenziale per far crescere la nostra economia all’insegna della sostenibilità.

I green jobs

E così, a fianco dei:
– tecnici e dei progettisti esperti di energie rinnovabili (che hanno avuto un boom qualche anno fa, quando gli incentivi sulle rinnovabili erano piuttosto cospicui);
– degli operatori nel settore del riciclo;
– degli energy manager;
– degli esperti dell’efficientamento energetico;
– di coloro che devono gestire i rifiuti all’interno dell’azienda,
nelle pagine di Ingegneri.info parleremo anche di:
– responsabili tecnici;
– di ecomanager;
QHSE manager;
– responsabili di sistemi di gestione;
– progettisti di sistemi di gestione;
ecoauditor;
– tecnici di monitoraggio ambientale;
designer di prodotti green;
eco industrial designer;
mobility manager;
eco cool hunter;
eco brand manager;
– intermediari di rifiuti;
– addetti al turismo sostenibile;
manager del governo del territorio;
– promoter specializzati in finanza verde;
product manager;
– assicuratori ambientali;
– chimici ambientali;
– finanzieri ambientali;
– avvocati ambientali;
– architetti ambientali;
– geometri ambientali;
– valutatori ambientali;
– certificatori ambientali;
– giornalisti ambientali;
project manager ambientali;
risk manager ambientali;
– giuristi ambientali;
– ingegneri ambientali.
Non si tratta di un elenco esaustivo, ma soltanto indicativo della vastità del settore, e della conseguente necessità di fornire una bussola: in ambito ambientale l’approccio alla definizione dei profili professionali è molto elastico, e la figura tipica – a prescindere dall’ambito e della specializzazione – è, come si è fatto cenno, per lo più ibrida, multidisciplinare ed estremamente malleabile.
Servono soft skills – soprattutto competenza e vision – molto forti: per questo motivo, occorre prepararsi ed approfondire la conoscenza e le dinamiche di questo settore.
Non solo per sapere di cosa ha bisogno il mercato, oggi, ma soprattutto per conoscere le tendenze per il futuro, e gestirle nel modo più appropriato.

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