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Consumo di suolo, in Lombardia si allunga la fase transitoria

Previsti accordi di programma a carattere regionale con disposizioni per la riduzione del consumo di suolo e per la riqualificazione del suolo degradato.

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Con la legge regionale n. 16 del 26 maggio 2017 (Gazzetta regionale n. 22 del 30 maggio 2017), sono state introdotte modifiche all’articolo 5 della legge regionale n. 31 del 28 novembre 2014, Disposizioni per la riduzione del consumo di suolo e per la riqualificazione del suolo degradato (Gazzetta regionale n. 49 del 1 dicembre 2014). La legge precedente invece, la numero 15 del 26 maggio, aveva modificato le disposizioni in materia antisismica.
In base a tali modifiche, la Regione dovrà provvedere all’adeguamento del Piano Territoriale Regionale (Ptr), che individua i criteri e gli indirizzi per contenere il consumo di suolo, entro il 31 dicembre 2017. Le province e la Città metropolitana di Milano avranno due anni per l’adeguamento dei loro Piani Territoriali di Coordinamento Provinciale (Ptcp), quindi dovranno essere adeguati i i Piani di Governo del Territorio (Pgt) comunali, con due novità:
• i Comuni potranno approvare varianti più restrittive (sul fronte del consumo di suolo) di quelle regionali (varianti in riduzione) o potranno prevedere l’applicazione del bilancio ecologico non superiore a zero;
• il termine previsto per il convenzionamento del piano attuativo una volta approvato è prolungato a diciotto mesi.

Gli Accordi di Programma di rilevanza regionale
Ampliamenti di attività economiche esistenti saranno consentiti con Accordi di Programma (AdP) in variante, di rilevanza regionale, cioè il consumo di suolo generato da queste varianti sarà calcolato a livello regionale e provinciale e non nella contabilità comunale.
La Circolare Anci n. 188 del 4 settembre 2017 riporta la risposta della Regione Lombardia a quesiti posti in merito alle modifiche apportate all’art. 5 della Lr 31/2014 dalla Lr n. 16 del 26 maggio 2017.
In particolare, con riferimento alla possibilità di attivare piani attuativi su aree di trasformazione dopo il 1 giugno 2017, i Comuni (sulla premessa che il Documento di piano sia vigente o prorogato) sono tenuti a deliberare solo la decisione di non mantenere la previsione o di modificarla.
Infatti, in merito alle previsioni di trasformazione non tempestivamente attivate, la nuova disciplina non contempla più la sospensione obbligata disposta dal Consiglio comunale. L’Amministrazione comunale, dal 2 giugno 2017, può legittimamente promuovere scelte diverse, a mezzo di variante al Pgt, sempre nel rispetto di quanto disposto sulle varianti che possono essere approvate nella fase transitoria.

La Regione Lombardia conferma che la “possibilità di attivazione dei piani attuativi, mantenendo la relativa previsione del documento di piano” non dev’essere intesa come obbligo in capo all’Amministrazione comunale di pronunciarsi, anche solo in senso confermativo, in merito a previsioni urbanistiche fintanto che sono vigenti.
In altre parole, fino alla scadenza del documento di piano, eventualmente prorogato nei termini consentiti, le previsioni di trasformazione non tempestivamente attivate possono essere attuate e dunque essere oggetto di istanza di approvazione del relativo piano attuativo secondo la disciplina ordinaria.

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