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Conversione decreto fiscale: nuove misure per l’ambiente e il territorio

Tra le novità "5 per mille" alle aree protette, regime di sostegno alla cogenerazione per teleriscaldamento e un fondo dedicato alla sicurezza antisismica e al contrasto del dissesto idrogeologico

decreto fiscale
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La conversione in legge n. 172/2017 del “Decreto fiscale” (D.L. 16 ottobre 2017, n. 148) collegato alla Legge di Stabilità 2017,  non dimentica la tutela dell’ambiente e del territorio.

Previste risorse per la bonifica-rigenerazione del comprensorio di Bagnoli e di Matera, “Capitale europea della cultura 2019”, e introdotta la destinabilità del “5 per mille” IRPEF anche alle aree protette.  A queste novità si aggiunge  il regime di sostegno alla cogenerazione per teleriscaldamento e un nuovo fondo dedicato alla messa in sicurezza degli edifici pubblici e al contrasto del dissesto idrogeologico.

 

Bonifica ambientale e rigenerazione urbana: rilancio del sud

Il testo dell’art. 17 rimane invariato rispetto alla versione entrata in vigore con la pubblicazione del DL 16 ottobre 2017, n. 148.

La norma, pertanto, per l’anno 2017:

  • (art. 17, co. 1) assegna 27 milioni di euro al “Soggetto attuatore”, per la continuazione degli interventi del programma di bonifica ambientale e di rigenerazione urbana dell’area di rilevante interesse nazionale nel comprensorio di Bagnoli-Coroglio (ved. art. 33 del D.L. n. 133/2014, c.d. “decreto Sblocca Italia”);
  •  (art. 17, co. 2) trasferisce 3 milioni di euro al Comune di Matera, per interventi urgenti di bonifica ambientale e rigenerazione urbana strumentali o complementari agli interventi previsti per la città di Matera designata “Capitale europea della cultura 2019” (ved. art. 7, comma 1-bis, del D.L. n. 91/2017, c.d. “Decreto Mezzogiorno”).
  • (art. 17, co. 3, e art. 20, co. 5 e 7) conferma che i 30 milioni complessivi occorrenti per il finanziamento verranno reperiti utilizzando quota parte dei proventi delle aste delle quote di emissione di CO2 (ex art. 19 del D.Lgs. n. 30/2013), originariamente destinati al Ministero dell’Ambiente.

 

SIC: competenze dei comuni

Un’altra novità è contenuta nell’art. art. 17-bis: l’attribuzione ai comuni delle valutazioni di incidenza di opere edilizie minori, da realizzare nei siti di importanza comunitaria, anche per i siti che interessano il territorio di più comuni.

Il “decreto fiscale”, previa modifica dell’art. 57 della legge 28 dicembre 2015, n. 221 prevede infatti una semplificazione delle procedure in materia di siti di importanza comunitaria (SIC).

L’art. 57 (comma 1) stabilisce che i comuni con popolazione superiore a 20.000 abitanti nel cui territorio ricade interamente il SIC facciano le valutazioni di incidenza (VINCA) dei seguenti interventi minori:

  • manutenzione straordinaria
  • restauro e risanamento conservativo
  • ristrutturazione edilizia, anche con incrementi volumetrici o di superfici coperte inferiori al 20 % delle volumetrie o delle superfici coperte esistenti
  • opere di sistemazione esterne
  • realizzazione di pertinenze e volumi tecnici.

Il nuovo comma 1-bis che viene inserito nell’art. 57 prevede che, ai fini di acquisire le necessarie risorse, la competenza per i suddetti provvedimenti sia esercitata dal comune sul cui territorio andrebbero eseguiti i suddetti interventi, anche quando il sito ricade sul territorio di più comuni, assicurando l’adeguata competenza nell’effettuazione delle valutazioni.

 

“5 per mille”: anche le aree protette fra i destinatari

Il Decreto Fiscale convertito prevede un nuovo articolo (17- ter) che novella la disciplina della quota del 5‰ dell’imposta sulle persone fisiche (IRPEF) relativa alle dichiarazioni dei redditi. Grazie all’aggiunta di un nuovo comma, 1-bis, all’articolo 16 (Entrate dell’Ente parco ed agevolazioni fiscali) della legge quadro sulle aree protette (legge n. 394/1991), si dà la possibilità al contribuente di destinare tale quota al sostegno egli enti gestori delle aree protette, a decorrere dall’anno 2018.

Il compito di stabilire le modalità di accesso al contributo, di formazione degli elenchi degli enti ammessi e quelle di riparto e di erogazione delle somme viene rimesso a un decreto attuativo, di natura non regolamentare, nello specifico un DPCM che dovrà essere adottato entro 30 giorni dall’entrata in vigore della modifica legislativa (su proposta del MATTM e di concerto con il MEF).

Sicurezza edifici pubblici, dissesto idrogeologico: un fondo dedicato

Un nuovo fondo dedicato alla messa in sicurezza degli edifici pubblici e al contrasto del dissesto idrogeologico è previsto dall’articolo 17 quater co. 1-2.

Vengono assegnati ai comuni contributi soggetti a rendicontazione a copertura delle spese di progettazione definitiva ed esecutiva, relativa ad interventi di opere pubbliche, nel limite di 5 milioni di euro per il 2017. Fino al 2017, l’emendamento al decreto fiscale riprende tale e quale la manovrina che cambia a partire dal 2018. Per il 2018 e il 2019, infatti, potranno accedere al bonus anche i sindaci delle zone a rischio sismico 2, sempre “per spese di progettazione definitiva ed esecutiva” ma “relativa a interventi di miglioramento e adeguamento antisismico di immobili pubblici e messa in sicurezza del territorio dal dissesto idrogeologico”. Il limite viene incrementato rispettivamente a 25 e a 30 milioni, per il 2018 e per 2019.

 

Leggi anche: Dissesto idrogeologico: i risultati del questionario Legambiente sui Comuni

 

Sostegno alla cogenerazione per teleriscaldamento

L’articolo 19-decies stabilisce che “gli interventi su unità di cogenerazione che non rientrano nella definizione di rifacimento ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera b), del decreto del Ministro dello sviluppo economico 5 settembre 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 218 del 19 settembre 2011, ma che comportano un incremento della producibilità termica finalizzato al mantenimento o raggiungimento di un assetto di sistema di teleriscaldamento efficiente ai sensi dell’articolo 2, comma 2, lettera tt), del decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102, e che si abbinano ad un’estensione della rete in termini di aumento della capacità di trasporto, accedono al regime di sostegno di cui all’articolo 6, commi 1 e 2, del decreto legislativo 8 febbraio 2007, n. 20, secondo i valori di rendimento fissati nel regolamento delegato (Ue) 2015/2402 della Commissione, del 12 ottobre 2015”.

Al Ministro dello sviluppo economico è assegnato il compito di definire criteri e modalità di accesso al regime di sostegno con apposito decreto da emanare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione.

 

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