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Pianificazione dello spazio marittimo: in G.U. il decreto

La crescita vertiginosa della domanda di spazio marittimo per nuove attività ha reso necessario un intervento normativo per una pianificazione più coerente e razionale

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La crescita vertiginosa della domanda di spazio marittimo per nuove attività, dall’energia rinnovabile agli impianti di acquacoltura, rende più che mai necessaria una pianificazione più coerente e razionale.

Numerose sono infatti le attività che competono per lo stesso spazio e le stesse risorse nelle zone costiere e marittime: si pensi alla  pesca, agli impianti di acquacoltura e alle zone marine protette, ma anche a infrastrutture marittime quali cavi, condutture, rotte di navigazione, impianti per l’estrazione di petrolio e gas naturale e impianti eolici.

 

La pianificazione dello spazio marittimo

La pianificazione dello spazio marittimo (PSM) è un elemento fondamentale della strategia della dell’Unione europea per la crescita blu e della politica marittima integrata. Essa consente di meglio comprendere la distribuzione delle risorse marine e offre agli investitori maggiori certezze in merito alle prospettive di sviluppo economico.

Fulcro della politica comunitaria di pianificazione dello spazio marittimo è la direttiva 2014/89/Ue, finalizzata a supportare gli Stati membri nello sviluppo di piani intesi a favorire un migliore coordinamento delle diverse attività che si svolgono in mare e a garantirne quanto più possibile l’efficacia e la sostenibilità.

 

Il recepimento in Italia della direttiva sulla PSM: il D.Lgs. n. 201/2016

Il decreto legislativo 17 ottobre 2016, n. 201 che istituisce un quadro per la pianificazione dello spazio marittimo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 260 del 7/11/2016 ed entrerà in vigore il 22 novembre 2016.  In attuazione della direttiva 2014/89/Ue, esso contribuirà a evitare potenziali conflitti tra i vari usi del mare e a creare un contesto stabile e attraente per gli investitori, favorendo in tal modo una crescita sostenibile.

Nello specifico, il provvedimento mira a favorire la gestione di un ambito particolarmente complesso, quale è quello marittimo, sul quale insistono attività diversificate tra di loro.

 

Cos’è la PSM?

La pianificazione dello spazio marittimo consiste nello stabilire quando e dove svolgere le attività umane in mare (pesca, acquacoltura, trasporti marittimi, porti, ambiente marino, ricerca marina, energia offshore, cantieristica navale, industrie legate al mare, sorveglianza marittima e turismo marittimo) e coinvolge tutte le parti interessate al mare.

Si tratta di uno strumento fondamentale di attuazione della politica marittima integrata (PMI) dell’Unione europea.

 

Gli obiettivi perseguiti con l’intervento normativo, pertanto, sono:

  • creare maggiore coerenza tra le diverse attività che si svolgono in mare;
  • sviluppare migliori strumenti regolamentari e trasversali (vigilanza marittima integrata, pianificazione dello spazio marittimo (P.S.M.), gestione integrata delle zone costiere (G.I.Z.C.), creazione di una base di dati e conoscenze integrata in ambito marino, strategie marine regionali);
  • sfruttare in maniera ecologicamente ed economicamente sostenibile ed efficiente il potenziale dei mari e del settore marittimo;
  • evitare la duplicazione del lavoro tra le diverse autorità nazionali o regionali degli Stati membri in materia di regolamentazione;
  • facilitare la necessaria pianificazione coordinata delle attività marittime concorrenti e della gestione strategica delle zone marine, che deve essere elaborata ed attuata mediante un approccio ecosistemico e multidisciplinare;
  • garantire l’applicazione dell’approccio ecosistemico, stabilito dalla direttiva quadro dell’Unione europea sulla strategia per l’ambiente marino;
  • raccogliere informazioni affidabili e statistiche comparabili per l’elaborazione delle politiche marittime a tutti i livelli.

L’obiettivo di lungo periodo è quello di fornire un’opportunità per stimolare la crescita e l’occupazione.

 

I prossimi step…

Quanto alla governance, il decreto prevede l’istituzione di un Tavolo interministeriale, che definisce le linee guida per la stesura dei piani di gestione dello spazio marittimo, individuando le aree marittime di riferimento, nonché quelle terrestri rilevanti per le interazioni terra-mare, e di un Comitato tecnico presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con il compito di elaborare per ogni area marittima individuata, i piani di gestione dello spazio marittimo. I piani elaborati dal comitato tecnico sono poi sottoposti alla valutazione del Tavolo.

 

Campo di applicazione

Il decreto si applica alle acque marine della regione del Mare Mediterraneo, mentre non si applica:

  • alle acque costiere o parti di esse che rientrano nelle pianificazioni urbane e rurali disciplinate da vigenti disposizioni di legge,
  • alle attività il cui unico fine è la difesa o la sicurezza nazionale;
  • alla pianificazione urbana e rurale.

La pianificazione dello spazio marittimo sarà attuata attraverso l’elaborazione di piani di gestione, che individuano la distribuzione spaziale e temporale delle pertinenti attività e dei pertinenti usi delle acque marine che possono includere:

  •  zone di acquacoltura;
  • zone di pesca;
  • impianti e infrastrutture per la prospezione, lo sfruttamento e l’estrazione di petrolio, gas e altre risorse energetiche, di minerali e aggregati e la produzione di energia da fonti rinnovabili;
  • rotte di trasporto marittimo e flussi di traffico;
  • zone di addestramento militare;
  • siti di conservazione della natura e di specie naturali e zone protette;
  • zone di estrazione di materie prime;
  • ricerca scientifica;
  • tracciati per cavi e condutture sottomarine;
  • turismo;
  • patrimonio culturale sottomarino.

L’autorità competente è il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

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