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Criteri Ambientali Minimi: novità su base d’asta e materiali riciclati

Incremento dell’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi, rilancio del mercato dei materiali ricavati da riciclo sono gli obiettivi dei due D.M. 24 maggio 2016

riciclo nei cam
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Incremento dell’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi, rilancio del mercato dei materiali ricavati da materiali post-consumo. Questi i principali obiettivi dei due recentissimi decreti  del Ministero dell’Ambiente che estendono progressivamente l’applicazione del CAM e introducono ulteriori misure a supporto dell’utilizzo negli appalti pubblici di soluzioni eco-compatibili e di prodotti riciclati.

I due decreti ministeriali, pubblicati nella Gazzetta ufficiale del 7 giugno 2016, sono stati adottati in attuazione del Piano nazionale d’azione per il Green public procurement, secondo la disciplina ridisegnata negli ultimi mesi dall’entrata in vigore della legge “Green economy” e del nuovo Codice degli appalti.

 

 

Prima novità: incremento dell’applicazione dei CAM per determinate categorie di servizi e forniture

Dei due Decreti 24 maggio 2016 pubblicati in gazzetta (Gu serie generale n.131 del 7 giugno 2016), il primo, Incremento progressivo dell’applicazione dei criteri minimi ambientali negli appalti pubblici per determinate categorie di servizi e furniture, riguarda l’aumento progressivo della percentuale del valore a base d’asta  cui riferire l’obbligo di applicare le specifiche tecniche e le clausole contrattuali dei Criteri ambientali minimi, e si applica nelle procedure pubbliche per l’affidamento di:

  • servizi di pulizia, anche laddove resi in appalti di global service, e forniture di prodotti per l’igiene, quali detergenti per le pulizie ordinarie, straordinarie;
  • servizi di gestione del verde pubblico e forniture di ammendanti, piante ornamentali e impianti di irrigazione;
  • servizi di gestione dei rifiuti urbani;
  • forniture di articoli di arredo urbano;
  • forniture di carta in risme e carta grafica.

Per tali affidamenti, l’obbligo delle stazioni appaltanti di inserire nella documentazione di gara almeno le “specifiche tecniche” e le “clausole contrattuali” dei Criteri ambientali minimi si applica in misura non inferiore alle seguenti percentuali del valore dell’appalto, nel rispetto dei termini rispettivamente indicati:

  • il 62% dal 1° gennaio 2017;
  • il 71% dal 1° gennaio 2018;
  • l’84% dal 1° gennaio 2019;
  • il 100% dal 1° gennaio 2020.

Fino alla data del 31 dicembre 2016 le amministrazioni sono comunque tenute a rispettare almeno la percentuale del 50% del valore a base d’asta a cui riferire l’obbligo di applicare le specifiche tecniche e le clausole contrattuali dei criteri ambientali minimi.
Resta in ogni caso fatto salvo che, nei limiti della percentuale del 100%, le amministrazioni possono applicare incrementi percentuali superiori a quelli disciplinati dal decreto.

 

Leggi anche: Il Nuovo Codice degli Appalti rilancia i Criteri Ambientali Minimi

 

La seconda novità: i punteggi premianti per l’uso di materiali riciclati

ll secondo Decreto 24 maggio 2016 pubblicato nelle Gu del 7 giugno Determinazione dei punteggi premianti per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione degli edifici e per la gestione dei cantieri della pubblica amministrazione, e dei punteggi premianti per le forniture di articoli di arredo urbano. integra invece due decreti precedentemente emanati dal Ministero dell’Ambiente contenenti rispettivamente i Cam “per l’affidamento del servizio di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione degli edifici e per la gestione degli edifici” e quelli per la “forniture di articoli di arredo urbano”, specificando per entrambi i “punteggi premianti” che nelle procedure pubbliche di affidamento verranno attribuiti alle offerte che prevedano l’utilizzo di materia riciclata.

In particolare, per i CAM dei servizi di costruzione, ristrutturazione gestione e manutenzione degli edifici, il decreto chiarisce che

“ai progetti che prevedono l’utilizzo di materiali o manufatti costituiti da un contenuto minimo di materiale post consumo, derivante dal recupero degli scarti e dei materiali rivenienti dal disassemblaggio dei prodotti complessi, maggiore rispetto a quanto indicato nelle corrispondenti specifiche tecniche, è assegnato un punteggio pari almeno al 5% del punteggio tecnico“.

Il progettista, si legge inoltre nel decreto, dovrà indicare

“la provenienza del materiale di recupero utilizzato, in modo tale da evidenziare se si tratta di materiale derivato da post consumo o da scarti di lavorazione o da disassemblaggio dei prodotti complessi, o loro combinazione, per quanto tecnicamente possibile; l’attestazione se tale manufatto o materiale sia in possesso di marcatura Ce“.

 

Per i CAM relativi alle forniture di articoli di arredo urbano, invece,

“all’offerta di articoli in plastica o miscele di gomma-plastica, plastica-legno e gomma, quali panchine, tavoli, panche, elementi di parchi giochi o altri analoghi articoli di arredo urbano, costituiti da materiale riciclato post consumo o derivante dal recupero degli scarti e dei materiali rivenienti dal disassemblaggio dei prodotti complessi, in una percentuale compresa tra il 60% e il 90% del peso complessivo del bene è assegnato un punteggio pari al 5% del punteggio tecnico. Detti beni devono in ogni caso essere conformi alle eventuali norme tecniche di settore, nazionali e comunitarie”.

Anche in questo caso, spiega il decreto, andrà allegata la dichiarazione della provenienza del materiale e la dimostrazione della marcatura Ce.

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