Decreto Rinnovabili FER 1 verso il via libera definitivo: ecco le novità | Ingegneri.info

Decreto Rinnovabili FER 1 verso il via libera definitivo: ecco le novità

Il decreto FER 1 arriva sul tavolo della Commissione Europea per l'ok finale. Spinta maggiore su autoconsumo, priorità agli impianti su ex discariche e fotovoltaico al posto dell’amianto su scuole e ospedali. Confermata la stretta su geotermia e mini idroelettrico

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Dopo il vaglio di ARERA e delle Regioni in Conferenza Unificata, lo schema di decreto sui nuovi incentivi alle rinnovabili elettriche, il cosiddetto decreto Fer 1, è arrivato sul tavolo della Commissione Europea, ultimo passaggio per il via libera definitivo. Gli incentivi stanno per partire ma si è già in ritardo rispetto alle tempistiche previste: i primi bandi per l’iscrizione ai registri e le procedure di asta avrebbero dovuto essere aperti lo scorso 31 gennaio. Ritardi a parte, il testo approdato a Bruxelles non introduce cambiamenti radicali rispetto alla versione precedente. Vengono confermati sia i bonus per la sostituzione dell’amianto con impianti fotovoltaici, dando la priorità a scuole e ospedali, sia la stretta su geotermia e mini idroelettrico, nonostante le proteste regionali e delle associazioni di settore.

Fra le novità introdotte è invece evidente una spinta maggiore sul fronte dell’autoconsumo.

Il nuovo Decreto FER 1 favorisce i prosumer

Accogliendo alcune delle proposte avanzate dalle regioni, lo schema di decreto cerca di promuovere i piccoli impianti in autoconsumo, con queste specifiche:

gli impianti fotovoltaici realizzati al posto delle coperture in amianto o eternit avranno diritto, in aggiunta agli incentivi sull’energia elettrica, a un premio pari a 12 €/MWh su tutta l’energia prodotta. In questo modo verrà quindi incentivata non solo l’energia prodotta e immessa nella rete, ma anche quella destinata all’autoconsumo, con l’obiettivo di consentire agli interessati di coprire i costi necessari alla sostituzione delle coperture.

per gli impianti di potenza fino a 100 kW installati sugli edifici, sulla quota di produzione netta consumata in sito è attribuito un premio pari a 10 €/MWh. Questo incentivo può essere cumulato con quello riconosciuto all’energia autoconsumata e prodotta dagli impianti fotovoltaici realizzati in sostituzione delle coperture in amianto;

passa da 12 a 15 mesi il limite di tempo che può intercorrere tra la comunicazione di aggiudicazione dell’incentivo e l’entrata in esercizio dell’impianto senza che il bonus subisca una decurtazione.

Confermata la stretta su geotermia e mini-idrolettrico

Non cambia invece la posizione del Governo su geotermia e idroelettrico, a dispetto del parere negativo espresso dalle parti coinvolte in Conferenza Unificata. Nel testo rimangono inalterati i requisiti per ammettere agli incentivi solo gli impianti idroelettrici che consentono una produzione senza prelievi aggiuntivi dai corpi idrici. Mentre per i finanziamenti in riferimento alla geotermia, si rimanda ad un decreto FER 2 di prossima pubblicazione.

Decreto Rinnovabili, gli impianti ammessi agli incentivi

Per poter essere ammessi agli incentivi, gli impianti fotovoltaici devono:

• essere di nuova costruzione;
• avere una potenza superiore ai 20 kW (quindi esclusi dalle detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione);
• rispettare le disposizioni circa il divieto di accesso agli incentivi statali per impianti ubicati in aree agricole;
• possedere il titolo abilitativo alla costruzione e all’esercizio e il preventivo di connessione accettato in definitiva.

Gli impianti fotovoltaici esclusi

Saranno invece esclusi dagli incentivi gli impianti che hanno già usufruito degli incentivi per le fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico previsti dal dm 23 giugno 2016 o che sono risultati idonei ma inseriti in posizione non utile nei registri.

Incentivi anche agli aggregati di impianti

Possono richiedere gli incentivi anche più impianti riuniti in un gruppo, i cosiddetti aggregati, a condizione che la potenza del singolo impianto sia superiore a 20kW e quella totale inferiore a 1 MW.

Il funzionamento degli incentivi

L’accesso agli incentivi sarà regolato da due meccanismi, a seconda della potenza degli impianti.

Specifiche dei bandi per l’iscrizione al registro

I bandi per l’iscrizione al registro, saranno organizzati in quattro gruppi, con la relativa potenza messa a disposizione:

  • Gruppo A: eolico e fotovoltaico. Potenza: 650 MW
  • Gruppo A-2: fotovoltaico in sostituzione di coperture di eternit e/o amianto. Potenza: 700 MW
  • Gruppo B: impianti idroelettrici, geotermoelettrici, impianti a gas residuati dei processi di depurazione e impianti alimentati da gas di discarica. Potenza: 70 MW
  •  Gruppo C: impianti eolici, idroelettrici e geotermoelettrici oggetto di rifacimento totale o parziale. Potenza: 70 MW

Specifiche dei bandi per le procedure d’asta

I bandi per le procedure d’asta saranno invece organizzati in tre gruppi, con la relativa potenza messa a disposizione:

  • Gruppo A: eolico e fotovoltaico. Potenza: 4800 MW
  • Gruppo B: impianti idroelettrici, geotermoelettrici, impianti a gas residuati dei processi di depurazione e impianti alimentati da gas di discarica. Potenza: 140 MW
  • Gruppo C: impianti eolici, idroelettrici e geotermoelettrici oggetto di rifacimento totale o parziale. Potenza: 490 MW

Tempi di attuazione del Decreto Rinnovabili

Sono previsti otto bandi sia per l’iscrizione ai registri che alle procedure di asta. La prima scadenza, ormai impossibile da rispettare, era prevista per il 31 gennaio 2019, mentre l’ultimo bando dovrebbe essere pubblicato il 31 maggio 2021.

Gli interessati avranno 30 giorni di tempo per la presentazione delle domande, dopodiché il GSE formerà la graduatoria, che non sarà soggetta a scorrimento in caso di rinuncia o revoca.

Gli impianti che avranno la priorità

La nuova versione dello schema di decreto FER 1 introduce delle novità in merito alla priorità, che verrà data a:

impianti eolici o fotovoltaici realizzati su discariche chiuse e Sin;

impianti fotovoltaici che sostituiranno le coperture di amianto su scuole, ospedali ed altri edifici pubblici;

impianti idroelettrici che rispettino le caratteristiche costruttive del dm 23 giugno 2016;

impianti alimentati dai gas residuati dai processi di depurazione o che prevedono la copertura delle vasche del digestato;

tutti gli impianti connessi in parallelo con la rete elettrica e con le colonnine di ricarica delle auto elettriche (a condizione che la potenza di ricarica non sia inferiore al 15% della potenza dell’impianto e che ciascuna colonnina abbia una potenza di almeno 15 kW).

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