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Discariche: nuovi criteri ISPRA per il pretrattamento dei rifiuti

Il collocamento in discarica senza un preventivo trattamento diventa possibile esclusivamente per quei rifiuti che, in base ai criteri delineati dall’Ispra, non presentano rischi per ambiente e salute

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La normativa sulla gestione delle discariche prevede che i rifiuti vi possono essere conferiti solo previo trattatamento. Sono tuttavia previste deroghe a questo obbligo quando il trattamento  non porterebbe comunque ad una riduzione dell’impatto ambientale legato al conferimento di specifici rifiuti.

In attuazione del cosiddetto “Collegato Ambientale”, l’ISPRA – Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ha individuato i criteri tecnici da applicare per stabilire quando il trattamento non è necessario. Questi criteri riportano:

  • l’elenco dei rifiuti non ammessi in discarica;
  • separatamente per rifiuti urbani e speciali con specifiche caratteristiche, i criteri da applicare per valutare l’efficacia del pretrattamento o la sua non necessità;
  • l’elenco dei rifiuti per i quali, non rientrando nel caso precedente, la valutazione andrà effettuata caso per caso.

 

La Linea Guida predisposta dall’ISPRA

La legge 28 dicembre 2015, n. 221, pubblicata nella G.U. n. 13 del 18 gennaio 2016, reca “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali” e contiene misure in materia di tutela della natura, sviluppo sostenibile, valutazioni ambientali, energia, acquisti verdi, gestione dei rifiuti e bonifiche, difesa del suolo e risorse idriche.

L’articolo 48 della citata legge, integrando l’articolo 7 del D.Lgs. n. 36/2003, affida all’ISPRA il compito di individuare i criteri tecnici da applicare per stabilire quando il trattamento dei rifiuti  prima dello smaltimento in discarica non è necessario.

L’ISPRA, in collaborazione con le agenzie, ha dato attuazione alla citata disposizione, predisponendo   Linee guida  finalizzate a fornire criteri tecnici di supporto all’implementazione dell’articolo 7 comma 1, lettera b), del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, relativo al pretrattamento dei rifiuti da allocare in discarica.

Sulla base delle disposizioni normative sono state in primo luogo individuate le finalità del pretrattamento. Per diverse tipologie di rifiuti, il D.Lgs. n. 36/2003 (articolo 6) e, in generale, la normativa di settore prevede espliciti divieti di smaltimento in discarica. Per tali rifiuti, non è pertanto, necessario individuare criteri tecnici.

Coerentemente con i criteri di classificazione di cui all’articolo 184 del D.Lgs. n. 152/2006 (Testo Unico Ambiente), la Linea guida tratta separatamente i rifiuti urbani dai rifiuti speciali.

Per stabilire i criteri da applicare, ai fini della valutazione dell’efficacia del pretrattamento o, eventualmente, della non necessità dello stesso, i rifiuti sono stati distinti in base alle specifiche caratteristiche nelle seguenti tipologie principali:

  •     rifiuti che possono richiedere, in funzione dello stato fisico, un trattamento di disidratazione;
  •     rifiuti biodegradabili e putrescibili;
  •     rifiuti a matrice organica;
  •     rifiuti a base di amianto o contenenti amianto.

Infine, sono individuati i rifiuti non direttamente riconducibili a una delle suddette tipologie, per i quali la valutazione andrà effettuata caso per caso.

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