Dissesto idrogeologico: a che punto sono i cantieri di Genova? | Ingegneri.info

Dissesto idrogeologico: a che punto sono i cantieri di Genova?

Procedono secondo il cronoprogramma i primi 2 dei 15 cantieri previsti come misura di contrasto al dissesto idrogeologico nel capoluogo ligure

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A che punto sono i cantieri per mettere al sicuro i torrenti di Genova? A voler fare il punto sulla situazione ligure, dove il 14 aprile 2015 sono stati aperti i primi 2 dei 15 cantieri previsti contro il rischio idrogeologico, è stato lo stesso premier, Matteo Renzi, in una visita ufficiale svoltasi il 6 giugno scorso
I cantieri per i torrenti Bisagno e Fereggiano a Genova sono anche quelli che danno il via al Piano nazionale di prevenzione e contrasto del rischio idrogeologico nelle città metropolitane, partendo dall’area urbana più esposta al rischio alluvioni.
Si tratta di due interventi strategici: il secondo lotto del Bisagno è in attesa da oltre 30 anni, è stato finanziato dal 2010 con 35.6 milioni di euro per ampliare la sezione di deflusso aumentandone la portata, bloccato da ricorsi e controricorsi a Tar e Consiglio di Stato. La fine dei lavori è prevista ad agosto 2017. 
Italiasicura, la struttura di missione istituita da Palazzo Chigi, ha reso noto che i cantieri stanno rispettando il cronoprogramma delle opere previsto in fase di progettazione con lo spostamento della rete dei sottoservizi nell’area dell’intervento. Inoltre l’accordo firmato da Italiasicura con i sindacati dovrebbe consentire una riduzione dei tempi di realizzazione dell’opera fino ad 1/3 della durata del cantiere.
E’ stato aperto anche il cantiere per lo scolmatore del Fereggiano, galleria di 3,7 chilometri che dovrà essere completata ad agosto 2018 e che metterà in sicurezza la zona di via Fereggiano, evitando il rischio di nuove alluvioni catastrofiche come quella che nel 2011 costò la vita a sei persone, dal costo di 45 milioni.

Lavori per la realizzazione della galleria scolmatrice del torrente Bisagno al servizio dei torrenti Fereggiano. Noci e Rovare (fonte: Italiasicura)

“I lavori in corso a Genova sono parte di un impegnativo programma che vedrà l’apertura di 15 cantieri nell’area metropolitana tra Genova e Santa Margherita ligure”, ha dichiarato Erasmo D’Angelis, coordinatore Italiasicura. “Il Governo ha definito un impegno finanziario di 379,3 milioni complessivi con fondi Cipe del piano di #italiasicura, con altri 40 milioni finanziati dal Comune. Si tratta della cifra più alta mai spesa in una città europea per ridurre il rischio idrogeologico”, aggiunge D’Angelis.
Come detto, con Genova parte il piano delle 14 città metropolitane che vedrà nel 2015 un investimento complessivo di 1,3 miliardi per 155 opere. E’ lo stralcio del piano nazionale per la prevenzione e il contrasto al dissesto che prevede 7.152 interventi e opere in tutte le Regioni (il 90% circa da progettare) per le quali il Governo ha già definito una spesa mai finanziata in Italia per 9 miliardi complessivi in 6 anni. 
Finora in 8 mesi sono stati aperti o riaperti 783 cantieri per 1.072 milioni dei 2.312 miliardi recuperati dai fondi non spesi negli ultimi 15 anni. Per il Governo il resto diventerà cantiere nel 2015. 
Intanto si avvicina la data (25 giugno) della firma degli accordi di programma tra Governo e Presidenti di Regione, un passaggio chiave per trasformare in opere antiemergenza le risorse che il Governo ha deciso di investire. 

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