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Dissesto idrogeologico: gli interventi sugli alvei fluviali e torrentizi

Gli interventi sugli alvei sono opere preventive e manutentive che impediscono gravi dissesti idrogeologici

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Gli alvei fluviali e torrentizi sono sede, durante le alluvioni, di fenomeni di dissesto che possono consistere in esondazioni, movimenti di detriti e caduta degli argini.

 

 

 

 

Rivestono particolare importanza i fossi e i torrenti per la gestione delle acque meteoriche, per la prevenzione delle erosioni e la salvaguardia delle acque sotterranee.

Questi ambienti ospitano una ricca comunità di fauna e flora, particolarmente preziosa per l’attivazione delle proprietà depurative dell’acqua e per la valorizzazione delle zone umide come habitat naturali.

È necessario, quindi, impiegare metodi progettuali e di manutenzione che rispettino il valore naturalistico: molte volte questo valore è ignorato.

Esempio di sezione di alveo

 

Interventi longitudinali

In questa categoria di interventi sugli alvei rientrano quelli che coinvolgono le sponde, ad esempio le scarpate e le difese spondali. Molto spesso le sponde sono sede di frane e tracimazioni delle acque che tendono a invadere ed erodere i campi circostanti, per evitare questo fenomeno occorre andare a diminuire la pendenza delle sponde intervenendo con opere di ingegneria naturalistica e a ricostruire i profili dell’alveo al fine di aumentarne la sezione, quindi a incrementare la portata con velocità di scorrimento minore.

Si cerca solitamente di preferire interventi di ingegneria naturalistica al fine di non inficiare l’ecosistema degli alvei e di prevedere la risistemazione a verde delle aree d’intervento mediante l’impiego di essenze vegetali autoctone di cui deve essere garantito l’attecchimento, se necessario anche con interventi compensativi negli anni seguenti. Suddette operazioni devono essere condotte ad alvei asciutti per limitare l’intorbidamento delle acque defluenti e isolando, mediante arginello o pista provvisoria, la parte di sezione coinvolta nell’intervento.

Negli interventi di risagomatura dell’alveo e di smassamento di accumuli ghiaiosi e sedimenti, compatibilmente con le esigenze di sicurezza idraulica, sono da evitarsi interventi di eccessiva omogeneizzazione dell’ambiente fluviale, favorendo il mantenimento di un letto fluviale diversificato con alternanza di zone a diversa profondità (buche e raschi) e anse in grado di ospitare una buona biodiversità e

i diversi stadi del ciclo biologico della fauna ittica (Linee guida per la salvaguardia dell’ittofauna nell’esecuzione dei lavori in alveo, Provincia di Firenze).

Su fossi di versante, nel caso di erosioni spondali è pensabile intervenire mediante palizzate lignee con un eventuale rinforzo tramite fascinate. Per una sistemazione del piede di sponda si può intervenire, ad esempio, con un inerbimento abbinato alla semina di arboree sulle scarpate alterate.

 

 

Interventi trasversali

Questi interventi coinvolgono la sezione trasversale degli alvei e devono essere eseguiti in condizioni asciutte isolando il tratto di corso d’acqua con due argini provvisori a monte e a valle, mantenendo il deflusso idrico mediante by-pass. Il prosciugamento del tratto di fiume deve essere eseguito, laddove possibile, tramite

laminazione lenta e progressiva, da effettuarsi realizzando un piccolo canale scavato movimentando il materiale di fondo alveo in modo da provocare una laminazione lenta e graduale che consenta alla fauna ittica di defluire verso valle e uscire dalla zona interessata dalle opere. Qualora questa operazione non fosse possibile, occorre prelevare la fauna mediante opportune reti o elettrostorditori.

Tagli delle vegetazione devono essere effettuati su quella presente in alveo e sulle sponde e vanno eseguiti coerentemente alle direttive regionali. Questo tipo d’intervento ha come obiettivo la salvaguardia delle specie ittiche, quindi non necessariamente è previsto l’ingresso in alveo di mezzi meccanici.

 

 

Interventi di grande rilevanza

Ricadono in questa categoria si interventi sugli alvei i progetti che implicano una sostanziale modifica delle caratteristiche del corpo idrico o che comportino la realizzazione di grandi opere come casse di espansione, canali e costruzioni di nuove infrastrutture quali ad esempio ponti, soggetti a limiti e regole idrauliche (portata minima, altezza del pelo libero).

 

 

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