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Dissesto idrogeologico: la definizioni di consumo, copertura e uso di suolo

Le definizioni europee di uso, consumo e copertura del suolo spesso sono confuse ed usate erroneamente come sinonimi. Facciamo chiarezza

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Lo scorso 6 maggio 2015 in occasione del convegno ‘Recuperiamo Terreno’, parallelo all’Expo 2015 a Milano, è stato presentato il rapporto Ispra n.218/2015 ‘Il consumo del suolo in Italia’.

Gli aspetti discussi sia al convegno e riportati all’interno di suddetto documento sono:

–> il monitoraggio dello stato del consumo di suolo;

–> le conseguenze corrispondenti alle diverse forme  di consumo del suolo;

–> le pressioni delle diverse forme di consumo di suolo sulle varie componenti (agricoltura, foreste e ambienti naturali, paesaggio, acque sotterranee, acque superficiali, atmosfera, biocenosi, etc.);

–> le cause determinanti del consumo di suolo;

–> la valutazione delle risposte in termini di strategie e strumenti di intervento possibili, nonché della sostenibilità di uno stop al consumo di suolo netto, previsto dall’Unione Europea entro il 2050

 

Spesso, e soprattutto dal punto di vista mediatico, si è cercato di richiamare l’attenzione riguardo all’utilizzo improprio del suolo quale bene da tutelare; molte volte però sono stati impiegati termini impropri o che non calzavano con i significati che si voleva attribuire alle problematiche sempre più crescenti e sotto l’occhio dell’opinione pubblica . Per questo motivo il rapporto Ispra puntualizza i significati e le definizioni legate ai seguenti aspetti: “uso”, “copertura” e “consumo”, coerentemente a quanto previsto dalla Commissioni europea, definendoli come segue.

 

Il suolo

Il suolo è riconosciuto come lo strato superiore della crosta terrestre, costituito da particelle minerali, materia organica, acqua, aria e organismi viventi, e rappresenta l’interfaccia tra terra, aria e acqua e ospita gran parte della biosfera. In ragione di ciò è quindi concepito come una risorsa che deve essere tutelata e utilizzata in modo idoneo, affinché possa continuare a svolgere le proprie funzioni dipendenti a loro volta dalle sue proprietà intrinseche.

Tra le funzioni riconosciute al suolo ve ne sono diverse, tra cui la regolazione del clima, la cattura e lo stoccaggio del carbonio, il controllo dell’erosione e dei nutrienti, la regolazione della qualità dell’acqua, la protezione e la mitigazione dei fenomeni idrogeologici estremi (ad esempio alluvioni).

 

Uso del suolo (Land Use) 

L’uso del suolo è inteso come il riflesso delle interazioni tra l’uomo e la copertura del suolo. Questo fenomeno corrisponde quindi alla qualifica d’impiego del suolo nelle attività antropiche. La direttiva 2007/2/CE lo definisce come una classificazione del territorio in base alla dimensione funzionale o alla destinazione socioeconomica presenti e programmate per il futuro (ad esempio uso residenziale, industriale, commerciale, agricolo, silvicolo, ricreativo).

 

 

Consumo del suolo

Suddetto fenomeno è associato alla perdita di una risorsa ambientale fondamentale, quale un’area o agricola o naturale o seminaturale; esso è quindi riferito ad un incremento della copertura artificiale di terreno, legato alle dinamiche insediative.

Il concetto di consumo di suolo deve, quindi, essere definito come un cambiamento di una copertura da non artificiale (corrispondente ad un suolo non consumato) ad artificiale (assimilabile quindi a un suolo consumato).

 

Copertura del suolo (Land Cover)

La direttiva 2007/2/CE definisce questo fenomeno come ‘la copertura fisica e biologica della crosta terrestre comprese le superfici artificiali,le zone agricole, i boschi e e le foreste, le aree (semi)naturali, le zone umide, i bacini idrici ’.

L’esempio più lampante di copertura del suolo è il processo di impermeabilizzazione, anche detto ‘cementificazione’, che si verifica sempre più frequentemente nelle aree urbanizzate, dove la copertura del territorio segue le dinamiche insediative dello sprawl urbano (ovvero lo sviluppo urbano incontrollato in aree suburbane e rurali fuori dai rispettivi centri urbani, caratterizzato da una miscela a bassa densità di usi del suolo sulla frangia urbana, spesso accompagnato da mancata ricostruzione o riutilizzo del territorio nei centri urbani stessi. Pur se pianificato, lo sviluppo urbano fuori dai confini di una città conduce all’occupazione e all’impermeabilizzazione del suolo, ma il suo impatto ambientale è di solito minore).

 

 

 

Schema dell’influenza della copertura del suolo sul ciclo idrogeologico (fonte: Commissione Europea / http://www.coastal. ca.gov/nps/watercyclefacts.pdf)

 

Attraverso la copertura con materiali quali asfalto e cemento, l’impermeabilizzazione influisce quindi sull’equilibrio intrinseco del terreno andando ad alterare il suo processo di assorbimento e rilascio dell’acqua meteorica a favore ad esempio di fenomeni di ruscellamento superficiale.

 

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Secondo il documento comunitario del 2006 e del 2012, oltre al fenomeno dell’impermeabilizzazione il suolo è minacciato anche da altri eventi che possono essere in parte legati al precedente, tra cui (paragrafo 1.3 ‘Il consumo del suolo in Italia’. n. 218/2015):

–> l’erosione: intesa come la rimozione dei granuli del terreno ad opera di agenti atmosferici o per effetto di movimenti gravitativi;

–> la diminuzione della materia organica;

–> la contaminazione locale e diffusa

–> la compattazione, causata da eccessive pressioni meccaniche, conseguenti all’utilizzo di macchinari pesanti o al sovrapascolamento;

–> la perdita della biodiversità;

–> la salinizzazione, ovvero l’accumulo nel suolo di sali solubili in seguito ad eventi naturali o all’azione dell’uomo;

–> le frane e le alluvioni;

–> la desertificazione, ultima fase del degrado del suolo.

 

Fonte bibliografica: Commissione Europea (2012), Orientamenti in materia di buone pratiche per limitare, mitigare e compensare l’impermeabilizzazione del suolo. Bruxelles, 15.5.2012, SWD (2012) 101.

Scarica qui la pubblicazione.

 

Autore: Sara Frumento   •   Editore: Wolters Kluwer Italia   •   Anno: 2014

 

 

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