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Ecodesign delle AEE: ecco i nuovi criteri per la eco-progettazione

In vigore dal 7 agosto 2016 il DM n.140/2016 che promuove la progettazione e produzione ecocompatibile delle apparecchiature elettriche ed elettroniche

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A distanza di qualche giorno dalla pubblicazione in gazzetta del D.Lgs. 15 giugno 2016, n. 124, in tema di vigilanza per il controllo della conformità delle Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche – e del Dm Ambiente 31 maggio 2016, n. 121, c.d. decreto “1 contro 0”, che detta le modalità semplificate per lo svolgimento delle attività di ritiro gratuito da parte dei distributori di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche  di piccolissime dimensioni –  prosegue la produzione normativa in materia con il DM Ambiente 10 giugno 2016, n. 140 che stabilisce criteri e modalità per favorire la progettazione e la produzione ecocompatibili di AEE.

In particolare il nuovo decreto (che dà attuazione al D.Lgs n. 49/2014), si inserisce nell’ambito delle misure nazionali di attuazione dei provvedimenti europei in tema di Ecodesign, a partire dalla Direttiva 2005/32/Ce “EuP” (direttiva ecodesign, recepita in Italia con il D.Lgs. n. 201/2007) e dalla Direttiva 2009/125/Ue “ErP” (recepita con il D.Lgs. n. 15/2011) che ha esteso il campo di applicazione della prima anche agli “Energy Related Products”.

 

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DM n. 140/2016 : RAEE ancora in primo piano

Il nuovo DM Ambiente 10 giugno 2016, n. 140 ha come finalità principale quella di contribuire alla prevenzione della produzione di rifiuti, specificamente i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, i RAEE. Per tale obiettivo, tra le azioni proposte non vi sono solo quelle volte ad aumentare la durata e l’affidabilità del prodotto, ma anche quelle tese a facilitare la manutenzione e la riparazione, con l’istituzione di appositi corsi di formazione per addetti ai centri e reti accreditati di riparazione e riutilizzo e l’incentivazione dell’impiego dei c.d. “prodotti ricondizionati”.

 

Nuove definizioni: art.2

Ferme restando le definizioni contenute nell’art. 4 del D.Lgs. n. 49/2014 (che ha abrogato il D. Lgs. 25 luglio 2005, n. 151 e ha recepito la direttiva RAEE 2012/19/Ue), il nuovo regolamento introduce le seguenti definizioni:

  1.  “costo di gestione di fine vita dell’AEE”: somma dei costi di raccolta, recupero, trattamento e riciclaggio di un’AEE, intesi sia come costi economici che come costi ambientali;
  2.  “fine vita“: insieme delle attività di raccolta, recupero, trattamento e riciclaggio con le quali si garantisce la gestione del bene divenuto rifiuto;
  3.  “prodotto ricondizionato“: bene che dopo essere stato sottoposto ad un processo di riparazione e manutenzione, sia di tipo estetico che meccanico-funzionale viene immesso sul mercato.

 

Eco-progettazione di AEE: tre serie di azioni

Più in dettaglio, il nuovo Regolamento, in coerenza con le misure previste dal Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti (ex art. 180, comma 1-bis, del D.Lgs. n. 152/2006) disciplina le misure dirette a:

  1. promuovere la cooperazione tra produttori e operatori degli impianti di trattamento, recupero e riciclaggio;
  2. favorire la progettazione e la produzione ecocompatibili di AEE, al fine di facilitare le operazioni di riutilizzo e recupero dei RAEE;
  3. sostenere il mercato dei materiali riciclati anche per la produzione di nuove AEE.

 

1.Promozione della cooperazione tra produttori di AEE e operatori …

Per quanto riguarda il primo pacchetto di misure relativo alla cooperazione tra produttori e operatori, il nuovo decreto impone innanzitutto ai produttori di AEE di fornire agli operatori degli impianti di trattamento adeguato, di recupero e di riciclaggio, nonchè agli operatori dei “centri di riutilizzo” – ex art. 180-bis, comma 1, lettera b), D.Lgs. n. 152/2006 – informazioni gratuite in materia di preparazione per il riutilizzo e di trattamento adeguato (come previsto dall’art. 27 del D.Lgs. n. 49/2014).

I produttori di AEE devono stipulare appositi accordi di programma con gli operatori finalizzati alla definizione di linee guida per:

  • la progettazione,
  • la produzione,
  • le attività di smontaggio, di recupero e riciclo ecocompatibili.

Tali linee guida devono essere predisposte per singole categoria di AEE di cui all’Allegato II del D.Lgs. n. 49/2014.

Per favorire le azioni di promozione della cooperazione tra produttori di AEE e operatori degli impianti di trattamento adeguato e di recupero e riciclaggio, il Centro di coordinamento (art. 33, D.Lgs. n. 49/2014), deve rendere disponibile un’apposita banca dati – secondo le modalità previste dall’art. 27, comma 4 del del D.Lgs. n. 49/2014, aggiornata con le informazioni periodicamente fornite dai produttori di AEE.

 

Leggi anche: Raee, novita’ e criticita’ del decreto 49/2014

 

2.Incentivazione  della progettazione e produzione ecocompatibile…

Dopo aver ricordato che tali misure fanno riferimento al D.Lgs n. 15/2011 – e agli specifici regolamenti europei citati in premessa allo stesso DM n. 140/2016 – il nuovo Regolamento prevede che per l’ottimizzazione del «fine vita» delle AEE  – cioè delle attività necessarie per il corretto trattamento, recupero e riciclaggio dei rifiuti delle AEE –  i produttori devono prevedere l’implementazione di strategie di eco-progettazione volte a facilitare le operazioni di riuso e riciclo, incluse quelle relative a:

  1. uso di materiali riciclabili e biodegradabili;
  2. riduzione della quantità e della diversità dei materiali;
  3. aumento della riciclabilità del prodotto e delle sue componenti;
  4. limitazione dell’uso di sostanze pericolose;
  5. ottimizzazione del disassemblaggio del prodotto.

 

Riduzione dell’eco-contributo

In tale contesto, i produttori di AEE che dimostrino di avere ridotto il costo di gestione di fine vita dell’AEE, possono richiedere una riduzione dell’eco-contributo: la “prova” del loro impegno deve essere fornita dai produttori presentando adeguata documentazione che deve essere verificata dal Comitato di vigilanza e di controllo in concerto con ISPRA. La riduzione dell’eco-contributo, in concreto, avverrà con una decurtazione percentuale del peso dell’immesso a consumo annuale dichiarato, calcolata in base a una griglia di valutazione che evidenzi l’effettivo risparmio generato nella gestione del fine vita.

In merito, il Comitato dovrà rilasciare un’attestazione per il prodotto che risulterà idoneo a ricevere la riduzione dell’ecocontributo.

Il Regolamento disciplina tale procedura di valutazione all’art. 3.

 

3. Prevenzione e preparazione per il riutilizzo

L’ultima serie di azioni è volta, come detto, a sostenere il mercato dei materiali riciclati anche per la produzione di nuove AEE.

In tale ottica, i produttori di AEE, coerentemente con le misure previste dal Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti, devono favorire azioni volte a:

  1. aumentare la durata e l’affidabilità del prodotto;
  2. facilitare la manutenzione e la riparazione;
  3. facilitare lo sviluppo tecnico e la progettazione modulare dei prodotti.

Ulteriormente, i produttori di AEE devono:

  • promuovere e favorire l’istituzione di corsi di formazione per addetti ai centri e reti accreditati di riparazione/riutilizzo di riutilizzo accreditati;
  • sostenere la costituzione di centri e reti accreditate di riparazione e riutilizzo di AEE per garantirne il ricondizionamento (i “prodotti ricondizionati”, immessi sul mercato dopo 90 giorni dall’entrata in vigore del Regolamento, cioè dall’8 novembre 2016, devono essere coperti da una garanzia minima di 12 mesi e riconoscibili ai consumatori finali per la presenza di un’apposita etichetta che rechi l’indicazione “prodotto ricondizionato”);
  • promuovere apposite campagne informative sui corsi di formazione e sul ricondizionamento di cui sopra rivolte ai consumatori finali e finalizzate alla prevenzione della produzione di RAEE e all’uso consapevole dei prodotti.

 

I compiti dell’ISPRA

Il Regolamento assegna all’ISPRA il compito di:

  •  assicurare il monitoraggio del raggiungimento degli obiettivi indicati all’Allegato V del D.Lgs. n. 49/2014,
  • trasmettere annualmente al MATTM una relazione contenente informazioni, comprese stime circostanziate, sulle quantità e sulle categorie di AEE riutilizzate e preparate per il riutilizzo.

A tal fine i centri e le reti accreditate di riparazione/riutilizzo che dovranno essere costituite in base al Regolamento, dovranno trasmettere all’ISPRA, entro il 31 marzo di ogni anno, i dati relativi ai quantitativi di AEE trattati nell’anno precedente.

Il Centro di Coordinamento, nel predisporre per ciascun raggruppamento di RAEE un programma annuale di prevenzione, dovrà tenere conto delle azioni intraprese e programmate.

 

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