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Ecolabel e Turismo: certificazione e criteri

Cos’è l’Ecolabel per il turismo e tutti i numeri sulle certificazioni Ecolabel per strutture ricettive turistiche spiegati dagli esperti di Ingegneri.info

Certificazione Ecolabel per hotel: il Luci del Faro in Sardegna, un esempio di Hotel certificato Ecolabel
Certificazione Ecolabel per hotel: il Luci del Faro in Sardegna, un esempio di Hotel certificato Ecolabel
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La certificazione Ecolabel è il marchio ecologico istituito dall’Unione Europea che identifica e contraddistinguere prodotti e servizi caratterizzati da una natura ecologica e dal ridotto impatto ambientale all’interno di tutto il proprio ciclo di vita.
Negli anni anche il settore turistico si è affacciato alle certificazioni ambientali per garantire ai propri clienti servizi di ospitalità a basso impatto ambientale. Tra queste la certificazione Ecolabel spicca per i propri criteri e per la grande crescita di licenze rilasciate dalla propria delibera.

Approfondiamo il tema della certificazione Ecolabel per il turismo, utilizzando le preziose informazioni tratte dal nuovo ebook “La città sostenibile” di Alessandro Bordin, pubblicato nel 2017 da Wolters Kluwer.

Certificazione ecolabel per il turismo
Il 14 aprile 2003, con la Decisione 2003/287/CE, la Commissione europea ha esteso l’applicabilità del marchio Ecolabel UE ai servizi di ricettività turistica.
Questa iniziativa nasce con l’intento di incoraggiare le strutture turistiche, nonché gli stessi turisti, al rispetto dell’ambiente e a una maggiore sostenibilità ecologica.
L’allargamento del campo di applicazione di Ecolabel alle strutture turistiche è stato preceduto, a livello europeo ed in primis in Italia, dallo studio dei criteri per la concessione del riconoscimento e della sua accettabilità sul mercato degli operatori e tra i turisti.
Nel gennaio del 2000, infatti, la Commissione Europea aveva avviato uno studio di fattibilità tra i Paesi membri, che viene ritenuto il primo passo nel processo di definizione del marchio di qualità ambientale. Più o meno nello stesso periodo, l’Unità per la Qualità Ecologica dei Prodotti dell’ANPA, ora ISPRA, aveva realizzato un’indagine nazionale al fine di valutare il favore tra i turisti e gli operatori del settore verso l’Ecolabel applicato alle strutture ricettive, contribuendo alla definizione di un gruppo di prodotti in linea con le esigenze nazionali.
I criteri ecologici per i servizi di ricettività turistica – certificazione Ecolabel per il turismo – sono stati emanati la prima volta con la Decisione n. 287/2003/CE; a seguire dopo alcuni anni, sono stati pubblicati anche quelli per il servizio di campeggio con Decisione n. 338/2005/CE. Tali criteri sono stati man mano revisionati negli anni scorsi, per adeguarli alle esigenze di un minore impatto ambientale delle strutture, riconducibile alla loro gestione ed alla presenza turistica. Ora vige, un’unica Decisione del gennaio 2017, la n. 2017/175/UE che riguarda i criteri Ecolabel per le strutture ricettive, nel loro complesso.

Georeferenziazione dei servizi di ricettività turistica e di campeggio certificati Ecolabel UE, da Minambiente.it

Georeferenziazione dei servizi di ricettività turistica e di campeggio certificati Ecolabel UE, da Minambiente.it

Ecolabel per il turismo: criteri per ottenere la certificazione
Nel complesso i criteri dell’Ecolabel turistico mirano a promuovere l’uso delle fonti d’energia rinnovabili per favorire il risparmio energetico ed idrico, la riduzione dei rifiuti e il miglioramento dell’ambiente locale. Sono previsti, similmente a quanto previsto dalle decisioni abrogate, criteri obbligatori e opzionali, questi ultimi che prevedono l’attribuzione di un punteggio. Il termine opzionale non deve però trarre in inganno. La struttura ricettiva richiedente del marchio Ecolabel deve soddisfare tutti i criteri obbligatori e raggiungere, ottemperando ai criteri opzionali, un punteggio minimo (20 punti che possono essere aumentati, in alcuni casi, a 24 per i campeggi). Esso risulta dalla sommatoria dei punteggi delle singole misure da essi previste. L’opzione, consiste nella scelta tra un paniere di 45 criteri con diverse tipologie di azioni da intraprendere e da realizzare al fine dell’ottenimento del numero di punti minimo previsto da raggiungere.
Per questa certificazione ambientale sono previsti anche dei prerequisiti, pure obbligatori. Come prerequisiti, i servizi soddisfano tutti i rispettivi obblighi giuridici del paese (dei paesi) in cui è ubicata la struttura ricettiva. In particolare è garantito quanto segue:
• 1) la struttura fisica rispetta le disposizioni legislative e regolamentari comunitarie, nazionali e locali in materia di efficienza energetica e isolamento termico, fonti idriche, trattamento delle acque e smaltimento delle acque reflue (compresi i WC chimici), raccolta e smaltimento dei rifiuti, manutenzione e riparazione delle attrezzature, disposizioni in materia di sicurezza e salute nonchè tutte le disposizioni legislative e regolamentari applicabili nella zona per quanto riguarda i vincoli paesaggistici e la conservazione della biodiversità;
• 2) l’impresa è operativa e registrata conformemente alla legislazione nazionale o locale e il personale è assunto e assicurato a norma di legge.

Licenze Ecolabel rilasciate a strutture ricettive e servizi turistici
L’Italia, come si è fatta promotrice, ha aderito entusiasticamente sin dall’inizio al marchio Ecolabel per il turismo. Di fatto era, ed è tuttora, capofila a livello europeo come numero di licenze rilasciate per i servizi turistici mentre è al terzo posto per i campeggi
Nella tabella sotto riportata (situazione a febbraio 2017) è possibile vedere i dati sulle strutture ricettive certificate Ecolabel.

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Esiste qualche discrepanza numerica fra i dati europei e quelli forniti da ISPRA per le categorie di servizi esaminati.
Nel grafico sottostante è riportata la situazione a novembre 2016 e mostra il trend evolutivo per le strutture turistiche ricettive Ecolabel a partire dal 2004.

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