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Economia circolare, nuovo accordo per la sostenibilità

Il ministro dell'Ambiente Galletti firma un'intesa pilota con i comuni di Milano, Prato e Bari per testare capacità di riuso delle risorse

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Buone pratiche da condividere e progetti innovativi da avviare sul territorio in tema di economia circolare: questo è il tema principale del protocollo di intesa firmato tra il Ministero dell’ambiente e le città di Bari, Milano e Prato.
‘Città per la circolarità’ è il protocollo d’intesa finalizzato alla promozione di iniziative che stimolino al riuso, alla condivisione, alla distribuzione e all’estensione della vita dei beni ovvero alla diffusione dell’economia circolare e a modelli di sviluppo più sostenibili.
Stimolare la realizzazione di filiere che consentano di intercettare beni inutilizzabili ancor prima che diventino rifiuti. Tra i progetti allo studio vi è un contatore dei benefici della raccolta differenziata dei rifiuti, un progetto pilota di diffusione di bicchieri di plastica riutilizzabili nei quartieri della movida, un quartiere smart e circolare dove realizzare con i residenti iniziative di sharing di elettrodomestici e utensili.

Il protocollo prevede la realizzazione di attività concrete che siano il più possibile trasversali alle città di Bari, Milano e Prato. Le città firmatarie, infatti, hanno esperienza sul tema dell’economia circolare che possono rendere più facilmente replicabili ed espandibili a livello nazionale.
L’idea del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti è quella di allargare questo protocollo a tutti gli 8000 Comuni italiani e anche di attivare i centri di ricerca, le università, le associazioni di categoria legate al mondo imprenditoriale proprio per far diventare l’economia circolare una leva per il progresso e il benessere del nostro paese.

Cos’è l’economia circolare
E’ una risposta economica, sociale e culturale allo spreco di risorse in via di esaurimento che determina diseguaglianze e conseguenze ambientali. Un modello economico per una nuova politica industriale, basato sulla sostenibilità nei processi produttivi diventa chiave di competitività sui mercati.

Obbiettivi del protocollo
L’obbiettivo è realizzare e promuovere una serie di iniziative congiunte, che potrebbero poi essere replicate sul territorio nazionale mediante:
• la creazione di nuovi prodotti basati su design che rispecchino il più possibile i principi dell’economia circolare. Lo sviluppo di un nuovo prodotto deve avvenire seguendo i principi dell’ecodesign e tenendo in stretta considerazione i materiali, i processi produttivi, la disassemblabilità, la riciclabilità la modularità, la riparabilità, il riutilizzo, la raccolta e la rigenerazione;
• la creazione di modelli di approvvigionamento di materie prime, di produzione e di distribuzione/ commercializzazione più efficienti
• lo sviluppo e l’attuazione di modelli di consumo sostenibili e attività di sharing economy
• il riciclo di risorse dai rifiuti come ad esempio la capacità da parte di un’azienda di ritirare il proprio prodotto giunto alla fine di un ciclo di vita per reimpiegarlo nuovamente.

I protagonisti
I veri protagonisti sono i cittadini/consumatori che con le scelte quotidiane sono in grado di decidere consapevolmente e incidere sui vari meccanismi economico-produttivi e sociali della città.
Misurare il livello di sviluppo dell’economia circolare tramite la quantità, l’impatto ambientale ed il valore economico delle risorse impiegate e reimmesse nei cicli produttivi, diviene fondamentale per capire il coinvolgimento dei cittadini nell’economia circolare.
L’alleanza tra amministrazioni pubbliche con le imprese presenti sul territorio e cittadini potrà essere il volano nel favorire l’attuazione dell’economia circolare mediante l’individuazione e diffusione delle best practices sulla circolarità e l’implementazione all’interno dei comuni di criteri e approcci sempre più improntati alla circolarità.
Il rafforzamento del tema economia circolare avverrà anche con il coinvolgimento di start up e centri di ricerca, mediante lo sviluppo di progettualità comuni e la definizione di metodi di misurazione e di target di circolarità da utilizzare internamente all’azienda e verso i fornitori e la filiera a valle;

Le altre azioni messe in campo dal Ministero
Il Ministero dell’Ambiente si è già attivato da tempo intervenendo con altre iniziative in materia di riuso dei rifiuti. In particolare sono al vaglio della Commissione europea sia il decreto End Of Waste sul fresato d’asfalto che il decreto End Of Waste sulla gomma derivante da pneumatici fuori uso.
L’attività del Ministero dell’Ambiente continua anche insieme all’ISPRA con la quale sono in corso studi per il recupero di materia dai pannolini, dal piombo contenuto nelle batterie per auto, dai rifiuti da demolizione e costruzione e dalla vetroresina, con particolare riferimento alle imbarcazioni.

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