Edifici Nzeb nel mondo: BedZED a Londra, il complesso 'pioniere' | Ingegneri.info

Edifici Nzeb nel mondo: BedZED a Londra, il complesso ‘pioniere’

Progettato da Bill Dunster e Arup, BedZED è un esempio concreto di bioedilizia a energia quasi zero, nel rispetto della direttiva europea che scatterà dal 2020

© Bioregional
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BedZED, acronimo di Beddington Zero Energy Development, è un quartiere urbano a zero emissioni inquinanti sorto dalla riqualificazione di un’area industriale dismessa nella periferia sud di Londra, precisamente nel sobborgo di Sutton. Rappresenta uno dei primi insediamenti ecologici del Regno Unito progettato nel rispetto dei requisiti energetici previsti da un edificio Nzeb (Nearly Zero Energy Building). Sviluppato da Bill Dunster insieme ad Arup nel 2002, BedZED è sicuramente un esempio di bioedilizia da imitare, in vista della direttiva europea che obbligherà, tra soli 4 anni, alla costruzione di edifici a energia quasi zero (Nzeb). È quindi importante conoscere da vicino le strategie per avviarsi verso una progettazione tassativamente sostenibile; la Mostra Convegno Expocomfort (MCE, Milano 15-18 marzo 2016) è infatti già pronta a focalizzare l’attenzione su questo tema, pensando all’importanza che rivestirà in futuro un edificio Nzeb.

Il complesso edilizio BedZED, costituito da circa 82 residenze di differente tipologia e da circa 2.500 mq di spazi dedicati al lavoro e al commercio, è quindi un’anteprima molto attuale di sistema urbano a zero emissioni di carbonio poiché tutta l’energia necessaria al suo fabbisogno è prodotta in loco da fonti rinnovabili. È un quartiere ad alta densità edilizia che sfrutta tutte le potenzialità del suolo edificabile attraverso abitazioni in linea con giardino e terrazzo. Possiamo riassumere i principi seguiti da Bill Dunster e Arup in 6 macro-tematiche: riscaldamento solare passivo, ventilazione naturale eolica, impianto di cogenerazione bio-combustibile per la produzione di energia e acqua calda, utilizzo di materiali riciclati e certificati, fotovoltaico per le automobili elettriche, recupero dell’acqua piovana e fitodepurazione.

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Il complesso edilizio ad alta densità accoglie residenze e spazi di lavoro © Raf Makda

In primo luogo è bene evidenziare che BedZED non necessita di un impianto di riscaldamento grazie ad un corretto orientamento dell’edificio e ad una scelta ottimale dell’involucro edilizio. Grandi finestre con vetri tripli affacciate verso sud e uno strato di isolamento cinque volte superiore allo standard consentono di sfruttare la captazione termica e accumulare calore durante l’inverno. Posizionando inoltre gli uffici a nord e le residenze a sud, gli ambienti hanno tratto molti vantaggi: gli uffici presentano un maggior livello di occupazione durante il giorno e dispongono di macchinari che rilasciano calore, mentre le residenze necessitano di guadagnare calore termico attraverso le superfici vetrate. Il ricambio dell’aria interna è affidato a un sistema di ventilazione naturale eolica basato su una serie di camini a vento posizionati sul tetto. Essi, oltre a rappresentare una cifra stilistica del progetto essendo caratterizzati da pale colorate, sono associati ad uno scambiatore di calore che preriscalda l’aria pulita in entrata con il calore sottratto dall’aria viziata in uscita. Questo sistema sostituisce appieno gli apparati elettrici generalmente utilizzati (ventilatori e sfiati), come dimostrato da alcuni test di laboratorio effettuati sulle prestazioni dei camini.

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I camini a vento sono un segno distintivo del progetto e provvedono al ricambio dell’aria interna

Per quanto riguarda la produzione di energia e acqua calda BedZED sfrutta le potenzialità della cogenerazione bio-combustibile, bruciando il legno di scarto proveniente dalle aziende locali e dal verde urbano. Un gassificatore converte il legno in gas adatto ad alimentare l’impianto (CHP combined heat and power). In questo modo il consumo per il riscaldamento dell’acqua è in media più basso del 45 % e il consumo di elettricità per l’illuminazione, la cucina e gli elettrodomestici è inferiore del 55%. Sono utilizzate lampade a fluorescenza a basso consumo, elettrodomestici conformi alla normativa europea e contatori ben visibili che permettono agli utenti di monitorare costantemente il consumo di energia.

Un altro nodo importante del progetto riguarda la scelta dei materiali: si tratta di materiali naturali e di recupero, prodotti in loco e provenienti da un raggio massimo di 80 km dal lotto per ridurre l’impatto ambientale dovuto alle emissioni nocive dei mezzi di trasporto. I mattoni sono realizzati da fornaci della regione, il legno di quercia proviene da foreste sostenibili certificate e il ferro da una stazione ferroviaria demolita.

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I materiali utilizzati sono mattone, legno e acciaio provenienti da un raggio massimo di 80 km © ZEDfactory

Sul tetto, oltre ai vivaci comignoli, vi sono 777 mq di pannelli fotovoltaici e un apposito sistema che convoglia le acque piovane. Anche se si può pensare che i pannelli fotovoltaici procurino energia all’edificio, sono in realtà utilizzati per tutt’altro scopo: forniscono la quota di energia necessaria per alimentare 40 automobili elettriche a zero emissione di carbonio, disposte in parcheggi appositi dotati di distributori di elettricità. L’eco sostenibilità diventa infatti uno stile di vita per gli abitanti del quartiere, nella gestione dei trasporti e nella distribuzione del cibo, facilitata da orti e giardini.

Le acque piovane raccolte sul tetto sono invece immagazzinate in una cisterna sotterranea e riutilizzate per lo scarico dei bagni e per l’irrigazione delle piante. Anche le acque reflue sono recuperate attraverso la fitodepurazione e incanalate nella vasca di raccolta come fornitura supplementare.
“BedZED è un microcosmo che dimostra come andrebbe gestito il mondo” dice Bill Dunster “con un po’ di fantasia e creatività”.

Scheda del progetto
Architettura: Bill Dunster Architects
Ingegneria: Ove Arup & Partners
Ubicazione: Hackbridge Road, Sutton
Realizzazione: 2002
Committente: Peabody Trust e BioRegional
Ingegnere civile e strutturale: Ellis & Moore
Gestione dei costi e del sito: Gardiner & Theobald
Fornitore dell’impianto CHP: B9 Energy Biomass
Fotovoltaico: BP Solar
Camini eolici: Vision
Specialista per il recupero dell’acqua: Albion Water

Il tema degli edifici a energia quasi zero sarà al centro del fitto calendario di seminari ospitati da Mce 2016 – Mostra Convegno Expocomfort (dal 15 al 18 marzo) e organizzati da Wolters Kluwer in collaborazione con SACERT e Logical Soft – il Forum dell’Energia SACERT. Il programma articola, nei 4 giorni di manifestazione, convegni, approfondimenti e seminari tecnici dedicati ai progettisti con i massimi esperti del settore. Tutti gratuiti.
Presso lo stand di oltre 130 mq, collocato al Padiglione 1, sarà allestita la sala convegni in grado di ospitare 60/70 posti a sedere. L’accesso ai seminari dà diritto a un biglietto per la fiera

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