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Efficienza energetica edifici: che cosa dice la proposta di legge M5S

Abbiamo chiesto all’on. M5S, Andrea Vallascas, di spiegarci la proposta di disegno di legge sull'efficienza energetica avanzata dal Movimento Cinque Stelle

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Migliorare l’efficientamento energetico degli immobili e favorire il rinnovo del patrimonio edilizio italiano attraverso interventi agevolati dal punto di vista fiscale e della certificazione. È questo l’obiettivo che si pone il disegno di legge 4391, presentato nei giorni scorsi dall’onorevole Andrea Vallascas del Movimento 5 Stelle. Lo abbiamo contattato per farci spiegare, nel dettaglio, che cosa prevede la proposta di legge M5S sul tema.

“In Italia il 51% degli immobili sono stati costruiti prima degli anni ’70 – dice Vallascas – e molti di loro non sono mai stati interessati da lavori di protezione termica, con evidenti problemi energetici e spreco di risorse. L’obiettivo della mia proposta di legge è cercare di sensibilizzare il Governo su un tema, l’efficientamento energetico, che ancora in Italia fatica ad entrare nella cultura quotidiana e collettiva di un paese che spesso non recepisce le novità nei tempi giusti”. Un cambio di mentalità imposto anche “dall’Unione Europea – aggiunge Vallascas – che sta emanando una serie di direttive vincolanti che obbligano i paesi membri a determinate prestazioni energetiche per quanto riguarda il patrimonio edilizio”.

In soldoni, la proposta di legge si compone di 9 articoli e prevede due tipologie di intervento edilizio e relative misure di natura finanziaria per promuoverle: innanzitutto, la riqualificazione energetica, volta a migliorare le performance energetiche e il comfort ambientale delle abitazioni, senza la necessità di demolire l’edificio nella sua totalità (in tal caso è possibile intervenire sull’immobile con o senza il trasferimento degli inquilini, a seconda dell’invasività degli lavori): questi interventi potranno usufruire delle detrazioni fiscali del 65% (D.L. 63/2013) con possibilità di cessione a terzi del credito d’imposta. E poi, ecco il rinnovo edilizio, con la demolizione del preesistente e la ricostruzione di un edificio di nuova concezione. Si tratta di interventi che potranno usufruire sia degli incentivi fiscali, sia dei cosiddetti “certificati bianchi”, o meglio i Titoli di Efficienza Energetica, calcolati sulla base del risparmio addizionale ottenuto, a partire dalla migliore classe energetica conseguibile con la sola riqualificazione, moltiplicato per una previsione di vita dell’edificio pari a 50 anni.

Per sostenere le spese di demolizione relative all’intervento di rinnovo edilizio, è prevista anche l’istituzione di un Fondo ad hoc, quantificabile in 50 milioni di euro all’anno (per il triennio 2018-2020) al quale possono accedere le imprese di costruzioni, le ESCo (Energy Service Company) o i soggetti titolari del progetto per un massimo di spesa pari a 60.000 euro (subordinato al riciclo di almeno il 15% del materiale di risulta riveniente dalla demolizione).

La proposta di legge, inoltre, specifica che gli interventi previsti non potranno riguardare singole unità abitative, né singole partizioni o pertinenze di uno stesso immobile, né tanto meno edifici di pregio storico, artistico e architettonico. Gli unici immobili oggetto di intervento dovranno rispondere a precisi requisiti:

  • rientrare nell’ambito del Piano Regolatore Generale (o equivalente) nelle zone B;
  • essere di classe energetica G;
  • prevalentemente residenziali (almeno il 70% della volumetria);
  • essere costituiti da almeno 4 unità immobiliari (tutte insistenti nello stesso edificio);
  • essere su due o più livelli ovvero di altezza minima di 6 mt.

Relativamente agli interventi di rinnovo edilizio, dove è prevista la demolizione, la ricostruzione potrà eseguirsi con un premio volumetrico pari al 5% della volumetria preesistente (suppletiva a quella già prevista dal D.Lgs. 102/2014), laddove vengano realizzate opere per il superamento delle barriere architettoniche (rampe, ascensori, ecc.).

Infine, un approfondimento meritano le ESCo, individuate come “soggetto autorizzato nella gestione dei processi sia di riconversione che di riqualificazione”. Le Energy Service Companies potranno farsi carico dei servizi di diagnosi energetica, finanziamento, progettazione, realizzazione e manutenzione delle opere e degli oneri che ne deriveranno, recuperando i costi dell’investimento con il risparmio energetico conseguito dall’immobile.

Le ESCo, per facilitare il processo di dismissione degli immobili da sottoporre a interventi di rinnovo edilizio, potranno usufruire del fondo di garanzia per il reperimento di edifici liberi ricadenti in classe A1 o superiori da proporre in compravendita o permuta agli inquilini che dovranno abbandonare le unità abitative oggetto di demolizione e ricostruzione.

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