Efficienza energetica, l’Italia procede spedita verso il 2020? | Ingegneri.info

Efficienza energetica, l’Italia procede spedita verso il 2020?

La relazione annuale del Mise evidenzia i risultati ottenuti dal nostro Paese in tema di risparmio energetico: andando avanti di questo passo, l'Italia rispetta i tempi

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L’Italia sta rispettando i tempi e gli step necessari per il raggiungimento del target di risparmio energetico previsto per il 2020. E’ quanto emerge da un recente rapporto diramato dal Ministero dello Sviluppo Economico che mira a fare il punto della situazione dopo i primi mesi del 2018. Allo stato attuale, In merito agli obiettivi di risparmio obbligatori previsti dall’articolo 7 della Energy Efficiency Directive (EED), nel periodo 2014-2017 le misure adottate dallo Stato italiano hanno prodotto risparmi di energia finale cumulati per circa 7,5 Mtep, pari a circa il 30% del target al 2020. L’attività di monitoraggio in corso con Enea sta rilevando anche i risparmi di energia derivanti dalle altre iniziative messe in campo a livello regionale e locale. Se si continuerà con questo andamento, sarà possibile raggiungere l’obiettivo del risparmio di 25,5 Mtep al 2020.

Gli obiettivi di efficienza energetica dell’Italia al 2020

Gli obiettivi di efficienza energetica dell’Italia al 2020, definiti nel Piano nazionale per l’efficienza energetica del 2017 (PAEE), dovranno portarci al 2020 ad un consumo annuo in termini di energia primaria pari a 158 Mtep e in energia finale pari a 124 Mtep. Ma non solo: l’Italia è impegnata nella riqualificazione degli edifici della pubblica amministrazione centrale ad un tasso del 3% annuo della superficie occupata, coerentemente con le previsioni della direttiva EED (articolo 5). La relazione annuale sull’efficienza energetica prodotta dal Ministero dello Sviluppo Economico lo scorso mese di aprile regala un quadro sintetico ma esaustivo degli obiettivi che il nostro Paese si propone di raggiungere ed analizza, in particolare, il periodo dal 2014 sino al 2017.

Nello specifico, il documento dimostra che la domanda di energia primaria nel 2016 si è ridotta dello 0,8% rispetto al 2015, con un consumo pari a 148,4 Mtep, confermando l’andamento decrescente degli ultimi anni con l’eccezione dell’anno 2015. I consumi finali di energia (esclusi gli usi non energetici) nel 2016 sono stati pari a 115,9 Mtep, in lieve diminuzione (-0,3%) rispetto al 2015, principalmente dovuta ai cali nel settore trasporti, -1,1%, e nel settore residenziale, -1,0%. In ogni caso, è il settore civile ad assorbire oltre il 40% del totale dei consumi finali: la struttura di consumo mostra il peso del settore residenziale, 27,8%, e in particolare del settore servizi, 13,8%, in costante crescita. Il settore trasporti impiega circa un terzo dei consumi finali, seguito dall’industria con il 22,1%. La quota dei consumi del settore agricoltura e pesca è pari a 2,5%.

L’intensità energetica in Italia

Il rapporto del Mise sottolinea che “Nel 2016 l’intensità energetica primaria dell’Italia è stata pari a 107,8 tep/ M€2005, in calo di 1,8% rispetto al 2015, determinata da una riduzione dei consumi primari a fronte di una crescita del PIL. Nel 2016 l’Italia ha mostrato una riduzione dell’intensità energetica tra le più importanti dell’Unione Europea”. Un risultato importante, che viene dietro solo alle performances di Paesi come la Francia, la Spagna e il Regno Unito, rimanendo comunque ben al di sotto della media dei 28 paesi UE, nonché di quelli appartenenti alla cosiddetta Zona Euro. È infine da notare la riduzione costante della distanza tra i due gruppi.

La riqualificazione energetica degli immobili della PA

Altro capitolo importante, l’obbligo di riqualificazione energetica del 3% della superficie degli immobili occupati dalla Pubblica Amministrazione centrale. Nel quadriennio 2014-2017 risultano realizzati, in fase di realizzazione o programmati interventi su oltre 190 immobili, per una superficie utile complessiva di oltre 1.870.000 di metri quadrati. “Il dato è imputabile, per gran parte della consistenza – si legge nella Relazione – al programma per il miglioramento della prestazione energetica degli immobili della PA centrale, il cosiddetto Prepac, mentre il residuo è riconducibile ad altre misure di incentivazione specifiche (programmi POI-energia) e agli interventi eseguiti dall’Agenzia del Demanio nell’ambito del Sistema accentrato delle manutenzioni (il Manutentore Unico) di cui al Decreto legge n. 98 del 2011”.

Le detrazioni fiscali per interventi di riqualificazione energetica degli edifici

La Legge 27 dicembre 2017 n. 205 (Legge di Bilancio 2018) ha confermato il meccanismo delle detrazioni fiscali per l’incentivazione degli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Il testo introduce alcune novità che riguardano, a seconda dei casi, nuove aliquote di detrazione, nuovi interventi e condizioni tecniche-prestazionali. Altre novità importanti riguardano la previsione dei controlli a campione su tutti gli interventi e significative modifiche sulla cessione del credito.

L’aliquota della detrazione è stata ridotta dal 65% al 50% per le spese sostenute nel 2018 per gli interventi riguardanti:

– finestre comprensive di infissi;

– schermature solari;

– sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione di efficienza almeno pari alla classe A di prodotto;

– generatori di calore alimentati a biomassa combustibile.

I nuovi interventi introdotti dalla Legge di Bilancio 2018 riguardano la microcogenerazione in sostituzione di impianti esistenti, e gli interventi di riduzione del rischio sismico eseguiti contestualmente agli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali. La conclusione della relazione del Mise è che con l’attuale trend è possibile stimare un consumo di energia finale al 2020 al di sotto del target fissato a 124 Mtep (-1,2%).

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