Gestione del rumore ambientale: cambia la normativa | Ingegneri.info

Gestione del rumore ambientale: cambia la normativa

Si procede con l’armonizzazione della normativa nazionale in materia di inquinamento acustico. Ecco cosa cambia dal 19 aprile con il nuovo decreto

gestione rumore ambientale
image_pdf

E’ stato pubblicato in GU il D.Lgs 17 febbraio 2017, n. 42, recante le norme in materia di armonizzazione della normativa nazionale in materia di inquinamento acustico, così come definito dalla legge sull’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea.

La nuova normativa non si occupa solo di apportare modifiche al D.lgs 194 del 2005, punto di riferimento per la determinazione e alla gestione del rumore ambientale, ma anche ad un altro provvedimento importante in materia, quale è la legge 26 ottobre 1995, n. 447 (Legge quadro sull’inquinamento acustico).

Tenendo a mente l’articolazione del D.Lgs 194 del 2005, le modifiche più importanti relative alla gestione del rumore, apportate dalla nuova normativa, si segnalano nelle parte degli aspetti specifici, della comunicazione e coinvolgimento e dei metodi di determinazione dei descrittori acustici.

 

Aspetti specifici
L’articolo 3 del d.lgs. 194/2005, recante norme sulla mappatura acustica e mappe acustiche strategiche, è così modificato:

Art. 3 comma 3 a) le parole: «30 giugno 2012» sono sostituite dalle seguenti: «30 giugno 2017 e, successivamente, entro il 31 marzo 2022 e ogni cinque anni a partire da tale data»
alla lettera b), dopo le parole: «o delle relative infrastrutture» sono inserite le seguenti: «non di interesse nazionale né di interesse di più regioni» e l’ultimo periodo è soppresso;
 nuovo comma 3-bis. Nel caso di infrastrutture principali di interesse nazionale o di interesse di più regioni, compresi gli aeroporti principali, le società e gli enti gestori trasmettono la mappatura acustica e i dati di cui all’allegato 6 relativi a dette infrastrutture, riferiti al precedente anno solare, al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e alle regioni o province autonome competenti, entro il 30 giugno 2017 e, successivamente, ogni cinque anni. I medesimi termini per la trasmissione si applicano anche alle regioni e province autonome quando esse sono i soggetti responsabili  per  la redazione delle mappe acustiche strategiche degli agglomerati.
comma 4 le parole: «entro il 31 dicembre 2011» sono sostituite dalle seguenti: «entro il 31 gennaio 2017 e, successivamente, ogni cinque anni» e, sono aggiunte, in fine, le seguenti: «La comunicazione deve includere anche tutti i dati utilizzati quali ubicazione, dimensione e andamento plano-altimetrico dell’infrastruttura, flussi di traffico suddivisi per mezzi e relative velocità, nonché, in caso di infrastrutture stradali, tipologia del manto stradale e stato di manutenzione, in caso di infrastrutture ferroviarie, tipologia di convogli ferroviari e almeno per i convogli merci, lunghezza, tipo di freni e ogni altro dato necessario all’elaborazione della mappatura acustica, al fine di consentire all’autorità responsabile dell’agglomerato di predisporre le mappe acustiche strategiche di propria competenza.»
comma 5 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Le mappature acustiche sono redatte in conformità ai criteri e alle specifiche indicate dalla direttiva 2007/2/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 marzo 2007, che istituisce un’infrastruttura per l’informazione territoriale nella Comunità europea (Inspire), sulla base di linee guida adottate, su proposta dell’Istituto superiore per la  protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), con decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.»
comma 6 6. Ferma restando la tempistica di cui ai commi 3 e 3-bis, le mappe acustiche strategiche e le mappature acustiche di cui ai predetti commi sono riesaminate e rielaborate in funzione della necessità, almeno ogni cinque anni.
comma 7 sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Nel caso in cui le regioni o le province autonome siano i soggetti responsabili della redazione delle mappature acustiche ovvero delle mappe acustiche strategiche degli agglomerati, le attività di verifica sono svolte dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. Nello svolgimento delle predette attività di verifica, le regioni o le provincie autonome possono avvalersi, ove necessario, del supporto dell’Agenzia per la protezione ambientale competente per territorio, e il Ministero del supporto dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA).».

 

L’art. 4 del d.lgs. 194/2005, recante norme sui Piani d’azione, è così modificato:

Art. 4 comma 3 le parole: «18 luglio 2013» sono sostituite dalle seguenti: «18 luglio 2018 e, successivamente, entro il 18 aprile 2023 e ogni cinque anni a partire da tale data» e alla lettera b), dopo le parole: «o delle relative infrastrutture» sono inserite le seguenti: «non di interesse nazionale ne’ di interesse di più regioni» e l’ultimo periodo è soppresso
nuovo comma «3-bis. Nel caso di infrastrutture principali di interesse nazionale o di interesse di più regioni, compresi gli aeroporti principali, le società e gli enti gestori trasmettono i piani d’azione e le sintesi di cui all’allegato 6 relativi a dette infrastrutture al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e alle regioni o province autonome competenti, entro il 18 luglio 2018 e, successivamente, ogni cinque anni. I medesimi termini per la trasmissione si applicano anche alle regioni e province autonome quando esse sono i soggetti responsabili per la redazione dei piani di azione.»
comma 4 le parole: «18 gennaio 2013» sono sostituite dalle seguenti: «18 ottobre 2017 e, successivamente, ogni cinque anni»;
comma 6 prima delle parole: «L’autorità individuata» sono inserite le seguenti parole: «Ferma restando la tempistica di cui al comma 3,», e le parole: «ogni cinque anni e, comunque, ogni qualvolta necessario e» sono soppresse;
comma 7 sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Nel caso in cui le regioni o le province autonome sono i soggetti responsabili della redazione dei piani di azione degli agglomerati, le attività di verifica sono svolte dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. Nello svolgimento delle predette attività di verifica, le regioni o le provincie autonome possono avvalersi, ove necessario, del supporto dell’agenzia per la protezione ambientale competente per territorio, e il Ministero del supporto dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA).»;
comma 8 «8. I piani d’azione previsti ai commi 1 e 3 recepiscono i piani di contenimento ed abbattimento del rumore prodotto dallo svolgimento dei servizi pubblici di trasporto o nell’esercizio delle relative infrastrutture adottati ai sensi dell’articolo 10, comma 5, della legge 26 ottobre 1995, n. 447, i piani pluriennali per il contenimento delle emissioni sonore prodotte per lo svolgimento di servizi pubblici essenziali, i piani regionali triennali di intervento per la bonifica dall’inquinamento acustico, i piani comunali di risanamento acustico, adottati, rispettivamente, ai sensi dell’articolo 3, comma 1, lettera i), dell’articolo 4, comma 2, e dell’articolo 7, comma 1, della predetta legge. Ai fini del recepimento dei predetti piani di contenimento ed abbattimento del rumore, si applicano le indicazioni contenute nelle direttive del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, ai sensi dell’articolo 10, comma 5, della legge 26 ottobre 1995, n. 447.»;
nuovo comma 10-bis. Con decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, adottato su proposta dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), sono stabilite le modalità per l’individuazione e la gestione delle zone silenziose di un agglomerato e delle zone silenziose in aperta campagna
nuovo comma 10-ter. Al fine di assicurare il coordinamento del piano di azione elaborato dalle società e dagli enti gestori di servizi pubblici di trasporto o delle relative infrastrutture con i piani di azione degli agglomerati interessati, l’autorità individuata ai sensi dell’articolo 3, commi 1 e 3, verifica con apposito provvedimento la coerenza e le possibili sinergie tra le varie tipologie di azioni e interventi sul territorio e stabilisce le necessarie prescrizioni.

Per quanto riguarda, la Comunicazione e coinvolgimento, gli artt. 7 e 8 del d.lgs. 194/2005 sono modificati nel seguente modo:

Art. 7 comma 1 la lettera a) è sostituita dalla seguente: «a) entro il 30 giugno 2020 e, successivamente ogni cinque anni, gli agglomerati, gli assi stradali e ferroviari principali, nonché gli aeroporti principali;»;
la lettera b) è soppressa;
 alla lettera c) le parole: «entro sei mesi dalle date stabilite all’articolo 3, commi 1, 3 e 6,» sono sostituite dalle seguenti: «entro il 31 dicembre 2017 e, successivamente, ogni cinque anni,»;
alla lettera d) le parole: «entro sei mesi dalle date stabilite all’articolo 4, commi 1, 3 e 6,» sono sostituite dalle seguenti: «entro il 18 gennaio 2019 e, successivamente, ogni cinque anni,»
comma 2 2. Per le finalità di cui al comma 1, le regioni e le province autonome territorialmente competenti, per gli agglomerati e le infrastrutture dei trasporti principali non di interesse nazionale né di interesse di più regioni, nonché per le zone silenziose degli agglomerati e per le zone silenziose in aperta campagna, per quanto di competenza, comunicano al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare:
a) entro il 31 maggio 2020 e, successivamente, ogni cinque anni i dati di cui al comma 1, lettera a), nonché i dati relativi alle zone silenziose degli agglomerati ed alle zone silenziose in aperta campagna, delimitate attraverso idonea rappresentazione cartografica;
b) entro i tre mesi successivi alle date stabilite all’articolo 3, commi 3 e 6, i dati relativi alle mappe acustiche strategiche e alle mappature acustiche previsti all’allegato 6;
c) entro i tre mesi successivi alle date stabilite all’articolo 4, commi 3 e 6, i dati relativi ai piani d’azione di cui all’allegato 6, nonché i criteri adottati per individuare le misure previste nei piani stessi.
nuovo comma 2-bis. Per le finalità di cui al comma 1, le società e gli enti gestori di servizi pubblici di  trasporto  o  delle  relative infrastrutture di interesse nazionale o di interesse di più regioni, compresi gli aeroporti principali, per  quanto  di  competenza comunicano al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, entro il 31 maggio 2020 e, successivamente, ogni cinque anni i dati di cui al comma 1, lettera a).
Art. 8 comma 1 le parole: «decreto legislativo 24 febbraio 1997, n. 39, e successive modificazioni» sono sostituite dalle seguenti: «decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195.»

Per quanto riguarda i metodi di determinazione dei descrittori acustici, il D.Lgs. 42/2017 dispone che a partire dal 31 dicembre 2018 si applicheranno i metodi comuni per la determinazione del rumore stabiliti, a norma della direttiva 2002/49/CE, dall’allegato alla direttiva (UE) 2015/996 (scarica gratis il metodo di determinazione).

Se vuoi essere sempre aggiornato e avere i commenti più autorevoli sulla normativa, clicca qui e scopri come fare

Copyright © - Riproduzione riservata
Gestione del rumore ambientale: cambia la normativa Ingegneri.info