Gestione rifiuti: da ottobre in vigore la nuova disciplina per i tecnici | Ingegneri.info

Gestione rifiuti: da ottobre in vigore la nuova disciplina per i tecnici

Da ottobre, per svolgere la professione di responsabili tecnici per la gestione dei rifiuti sarà necessario avere determinati requisiti. Vediamoli con la nostra esperta

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Il Comitato nazionale dell’Albo Gestori ambientali ha emanato la Delibera n. 6 del 30 maggio 2017 con cui si risponde all’esigenza di regolamentare i requisiti del responsabile tecnico, figura che ha il compito di mettere in atto le azioni volte ad assicurare la corretta organizzazione nella gestione dei rifiuti da parte dell’impresa, coerentemente con la normativa vigente, e vigilare sulla sua corretta applicazione.

I requisiti sono definiti sulla base dei titoli di studio, dell’esperienza maturata in settori di attività per i quali è richiesta l’iscrizione, e della formazione effettuata. La Delibera entra in vigore il 16 ottobre 2017.
Nella premessa della Delibera è evidenziata la necessità che la qualificazione professionale richiesta al responsabile tecnico si basi su criteri che, coerentemente con le diverse attività soggette ad iscrizione, non ostacolino l’accesso all’attività nelle classi più basse e, contemporaneamente, valorizzino l’esperienza maturata nei settori di maggiore complessità: tutto ciò fermo restando il vincolo di garantire un elevato livello di tutela ambientale e la sussistenza dell’effettiva professionalità necessaria per rivestire il ruolo di responsabile tecnico.
Nell’allegato A della Delibera sono specificati, per ciascuna categoria e classe di iscrizione, i requisiti del responsabile tecnico.
Si evidenzia, innanzitutto, che in tutti i casi è richiesta la verifica di idoneità disciplinata dall’art.13 del Decreto 3 giugno 2014, n.120, che è effettuata in fase iniziale e, successivamente, con cadenza quinquennale. I contenuti, i criteri e le modalità di svolgimento delle verifiche di idoneità sono definite nella Delibera n. 6 del 30 maggio 2017 e nella Delibera n. 7 del 30 maggio 2017.

L’esperienza richiesta per i diversi settori di attività è acquisita in uno o più dei seguenti casi:
– come legale rappresentante di impresa operante nel settore di attività per la quale si chiede l’iscrizione;
– come responsabile tecnico o direttore tecnico operante nel settore di attività per la quale si chiede l’iscrizione;
– come dirigente o funzionario direttivo tecnico con responsabilità inerenti il settore di attività per le quali si chiede l’iscrizione;
– come dipendente nell’affiancamento al responsabile tecnico. In questo caso l’impresa interessata comunica preventivamente alla Sezione regionale competente con nota e firma congiunta del legale rappresentante, del dipendente e del responsabile tecnico (utilizzando il modello di cui all’allegato B della Delibera n. 6 del 30 maggio 2017 l’inizio e la durata del periodo di affiancamento.

Nel caso delle categorie 1, 4 e 5 l’esperienza richiesta deve essere stata maturata nello specifico settore del trasporto rifiuti urbani, rifiuti speciali non pericolosi o pericolosi.
Nel caso della categoria 8, per le classi A, B, C e D è richiesta la Laurea o laurea magistrale o diploma di laurea ai sensi del vecchio ordinamento; gli anni di esperienza, laddove richiesti, devono essere stati maturati nello specifico settore dell’intermediazione e commercio o in attività inerenti la gestione dei rifiuti.
L’esperienza richiesta al responsabile tecnico della categoria 9 (classi A, B, C e D) deve essere comprovata con idonee attestazioni di esecuzione di interventi di bonifica, rilasciate dal committente o dalla stazione appaltante, per un importo complessivo pari ad almeno il 40% del limite inferiore della classe richiesta per l’iscrizione; per le classi A, B, C e D può essere sufficiente un numero inferiore di anni di esperienza se il responsabile tecnico è in possesso di una Laurea o laurea magistrale, o diploma di laurea ai sensi del vecchio ordinamento, in ingegneria o in chimica o biologia o geologia o altra laurea riconosciuta idonea sulla base del corrispondente ordinamento professionale.
Nel caso della categoria 10, sono definiti in modo distinto i requisiti per la categoria 10A e per la categoria 10B. In entrambi i casi, per le classi A, B, C e D il possesso di Laurea o laurea magistrale, o diploma di laurea ai sensi del vecchio ordinamento, in ingegneria o architettura o chimica o biologia o geologia o altra laurea riconosciuta idonea sulla base del corrispondente ordinamento professionale rende sufficiente un numero inferiore di anni di esperienza maturata nello specifico settore di attività.
Il responsabile tecnico delle imprese ed enti iscritti alla data del 16 ottobre 2017 può continuare a svolgere la propria attività in regime transitorio per cinque anni dall’iscrizione anche per altre imprese iscritte o che si iscrivono nella stessa categoria, stessa classe o classi inferiori; il responsabile tecnico potrà sostenere la verifica di aggiornamento dal 2 gennaio 2021.

Si ricorda, infine, che, oltre ai requisiti di cui sopra, ai sensi dell’art. 10, comma 4 del Decreto 3 giugno 2014, n. 120, il responsabile tecnico deve rispettare anche i requisiti di cui all’art. 10, comma 2, delle seguenti lettere:
c) (non essere in stato di interdizione o inabilitazione ovvero di interdizione temporanea dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese);
d) (non avere riportato condanne come specificato nella lettera in dettaglio);
f) (non sussistono cause di divieto, di decadenza o di sospensione di cui all’art. 67 del D.Lgs. n. 159/2011);
i) (non avere reso false dichiarazioni o compiuto falsificazioni nel fornire informazioni richieste per l’iscrizione all’Albo).

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