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GPP: i CAM aumenteranno progressivamente

Con il DM 24 maggio 2016, il Ministero dell'Ambiente prosegue il percorso di promozione degli “acquisti verdi” nella PA e, più in generale, dell'economia circolare. Proponiamo al riguardo una sintesi dell’approfondimento pubblicato su “I criteri ambientali nel codice degli appalti”, allegato alla Rivista Ambiente&Sviluppo n. 10/2016

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Acquisti verdi della PA ed economia circolare

Con il DM 24 maggio 2016, il Ministero dell’Ambiente prosegue il percorso di promozione  degli “acquisti verdi” nella PA e, più in generale, dell’economia circolare.

Attuando espressamente quanto previsto dall’art. 34, comma 3, del D.Lgs. n. 50/2016 (nuovo “Codice appalti”), il DM 24 maggio 2016 ha così introdotto, per categorie di forniture e affidamenti non connessi agli usi finali di energia, un aumento progressivo della percentuale del 50% del valore a base d’asta a cui deve essere riferito l’obbligo, sancito dal Codice appalti, di applicare le specifiche tecniche e le clausole contrattuali dei CAM, portando la normativa italiana in prima posizione in Europa tra quelle volte a sostenere gli “acquisti verdi” della PA.

 


Per maggiori approfondimenti, scarica il file allegato in fondo


 

Il percorso virtuoso

Dopo aver introdotto con il Collegato Ambientale (legge n. 221/2015), per prima in Europa, l’obbligo, per le stazioni appaltanti, di applicazione negli appalti pubblici dei CAM (criteri ambientali minimi), già fissati da appositi decreti del Ministero dell’Ambiente, obbligo confermato e “rinforzato” dalle previsioni del nuovo “Codice appalti” (D.Lgs. n. 50/2016), l’Italia ha adesso voluto adottare un calendario preciso, articolato secondo il criterio della gradualità, che fissa, per categorie di forniture e affidamenti non connessi agli usi finali di energia, un aumento progressivo della percentuale del 50% del valore a base d’asta a cui deve essere riferito l’obbligo.

Peraltro, nello stesso giorno, il Ministero ha firmato un altro decreto (DM 24 maggio 2016) che ha fissato dei “punteggi premianti” – con l’assegnazione di un punteggio pari almeno al 5% del punteggio tecnico, nell’ambito degli appalti della PA, ai progetti che contemplino l’impiego di materiali o manufatti costituiti da un contenuto minimo di materiali post consumo riciclati, dal recupero degli scarti e da materiali ottenuti dal disassemblaggio dei prodotti complessi disciplinati dai CAM adottati col DM 24 dicembre 2015 (“Criteri ambientali minimi per l’affidamento del servigio di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione degli edifici e per la gestione degli edifici”) e col DM 5 febbraio 2015 (“Criteri ambientali minimi per le forniture di articoli di arredo urbano”).

 

 

L’obbligo di inserimento dei CAM nei bandi di gara della PA

Come accennato, il D.Lgs. n. 50/2016, che ha abrogato, dal 19 aprile 2016, il previgente D.Lgs. n. 163/2006:

  • ha previsto, all’art. 34 (“Criteri di sostenibilità energetica e ambientale”), che le stazioni appaltanti contribuiscano al conseguimento degli obiettivi ambientali previsti dal c.d. PAN/GPP (cioè il Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della PA di cui al DM 11 aprile 2008) grazie all’inserimento, nella documentazione progettuale e di gara, almeno delle specifiche tecniche e delle clausole contrattuali contenute nei CAM adottati con decreto del Ministro dell’Ambiente e conformemente, in riferimento all’acquisto di prodotti e servizi nei settori della ristorazione collettiva e fornitura di derrate alimentari, a quanto specificamente previsto nell’art. 144 del Codice Appalti;
  • ha stabilito, all’art. 68, che debbano essere inserite nei documenti di gara le specifiche tecniche indicate al punto 1 dell’Allegato XIII del Codice Appalti;
  • ha precisato, all’art. 71, che i “bandi di gara” debbano contenere anche i “criteri ambientali minimi” (CAM) di cui all’art. 34.

 

Aumento progressivo dei CAM: il “calendario”

Dunque, in attuazione dell’art. 34, comma 3, del D.Lgs. n. 50/2016, il DM 24 maggio 2016 in esame ha specificato che, per questi affidamenti, l’obbligo delle stazioni appaltanti di inserire nella documentazione di gara almeno le “specifiche tecniche” e le “clausole contrattuali” dei CAM si deve applicare in misura non inferiore alle seguenti percentuali del valore dell’appalto, rispettando i termini indicati:

  •  il 62% dal 1° gennaio 2017;
  •  il 71% dal 1° gennaio 2018;
  •  l’84% dal 1° gennaio 2019;
  • il 100% dal 1° gennaio 2020.

Ad ogni modo, fino al 31 dicembre 2016, le amministrazioni devono rispettare almeno la percentuale del 50% del valore a base d’asta a cui riferire l’obbligo di applicare le specifiche tecniche e le clausole contrattuali dei CAM.

Comunque, nei limiti della percentuale del 100%, le amministrazioni potranno andare ancora oltre e prevedere incrementi percentuali superiori a quelli disciplinati dal DM 24 maggio 2016.

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