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Il dissesto idrogeologico e il ruolo dell’impermeabilizzazione del suolo

L'impermeabilizzazione e' riconosciuta esplicitamente tra le cause principali di dissesto e degrado del territorio. Vediamo quali sono gli impatti e le strategie di limitazione e mitigazione

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La lettura combinata delle definizioni di uso e consumo del suolo si dimostra uno strumento efficace per l’analisi dei processi urbani; si distinguono, infatti, due grandi famiglie: la prima corrisponde agli inserimenti compatti dove si registrano alti valori di coperture superficiali e quindi di impermeabilizzazione (land cover) e bassi valori di uso del suolo (land use). Al contrario, per gli insedianti diffusi e frammentati si riscontra la situazione inversa, ovvero, bassi valori di copertura ed elevato uso del suolo.

Se ne deduce che il processo di impermeabilizzazione, che inficia sulla risposta naturale del suolo, è funzione della dinamica insediativa che si instaura su quella determinata area. Il fenomeno coinvolge, in modo diverso sia gli insediamenti urbani sia quelli rurali: nel primo caso si assiste ad un cambiamento climatico (clima più caldo e secco) a causa della minore  traspirazione vegetale ed evaporazione e delle più ampie superfici con un alto coefficiente di rifrazione del calore.

L’impermeabilizzazione, di per sé, influisce fortemente sul suolo, diminuendo molti dei suoi effetti benefici: è, infatti, prassi comune rimuovere lo strato arabile superiore, che fornisce la maggior parte dei servizi collegati all’ecosistema, per poi sviluppare fondamenta robuste nel sottosuolo e/o nella roccia sottostante che sostengano l’edificio o l’infrastruttura prima di procedere col resto della costruzione. In questo modo si separa il suolo dall’atmosfera, impedendo l’infiltrazione della pioggia e lo scambio di gas tra suolo e aria. Di conseguenza, l’impermeabilizzazione consuma letteralmente il suolo (a meno che non lo si riutilizzi correttamente altrove). Ciò è causa di grave preoccupazione, dato che il suolo impiega molto tempo a formarsi e ci vogliono secoli per formarne anche solo un centimetro (Commissione Europea, 2012).

 

Impatti dell’impermeabilizzazione del suolo

Alcuni degli effetti nocivi dell’impermeabilizzazione sono descritti nel documento prodotto dalla commissione europea nel 2012, ‘Orientamenti in materia di buone pratiche per limitare, mitigare e compensare l’impermeabilizzazione del suolo’ e di seguito qui riportati e riassunti:

1. Alta pressione esercitata sulle risorse idriche: si consideri, infatti, che un suolo perfettamente funzionante può incamerare fino a 3.750 tonnellate di acqua per ettaro, o circa 400 mm di precipitazioni. L’impermeabilizzazione riduce l’assorbimento di pioggia nel suolo e in casi estremi lo impedisce completamente. L’infiltrazione dell’acqua meteorica nei suoli talvolta fa sì che essa impieghi più tempo per raggiungere i fiumi, riducendo la portata e quindi il rischio di inondazioni (mitigazione naturale delle alluvioni da parte del territorio).

2. Biodiversità: un quarto delle specie esistenti vive nei suoli garantendone la decomposizione e il riciclo dei nutrienti, senza contare le specie superficiali. L’impermeabilizzazione lineare (ad esempio strade) crea di fatto una barriera a suddette specie.

3. Insediamenti urbani prossimi alle zone fertili;

4. Ciclo del carbonio: ‘gran parte del terreno arabile, che contiene normalmente circa metà del carbonio nei suoli minerali, è rimosso durante le attività edilizie. Di conseguenza si perde una percentuale signifi cativa dello stock di carbonio organico per l’aumentata mineralizzazione e il riutilizzo. La situazione si aggrava ulteriormente laddove il terreno arabile non è riutilizzato e rimane a decomporsi’.

5. Riduzione dell’evapotraspirazione con conseguente effetto denominato ‘isola di calore urbano’.

 

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Un suolo compromesso dall’espansione delle superfici artificiali e impermeabilizzato, con una ridotta vegetazione e con presenza di superfici compattate non è più in grado di trattenere una buona parte delle acque di precipitazione atmosferica e di contribuire, pertanto, a regolare il deflusso superficiale. Il dilavamento dei suoli e delle superfici artificiali da parte delle acque di scorrimento superficiale determina anche un incremento del carico solido e del contenuto in sostanze inquinanti, provocando un forte impatto sulla qualità delle acque superficiali e sulla vita acquatica (Johnson, 2001; Commissione Europea, 2004; EEA, 2006; ISPRA, 2013a).

 

Limitazione dell’impermeabilizzazione del suolo 

Secondo il documento ‘Orientamenti in materia di buone pratiche per limitare, mitigare e compensare l’impermeabilizzazione del suolo’ (vedi sopra) il fenomeno dell’impermeabilizzazione potrebbe essere limitato attuando una politica che scoraggi ad occupare un terreno attraverso il versamento di una tassa, il cui importo sia funzione della qualità del suolo consumato e della superficie impermeabilizzata. Altre possibili soluzioni potrebbero essere, ad esempio le seguenti:

1. provvedere a una riduzione del suolo occupato, cioè della velocità con cui siti dismessi, terreni agricoli e aree naturali sono trasformati in insediamenti (riduzione che, a seconda delle circostanze locali, potrebbe addirittura richiedere l’interruzione completa dell’occupazione di terreno).

2.  Continuare ad effettuare l’impermeabilizzazione su terreni già edificati, quindi intervenire su siti dismessi. Alcune nazioni hanno applicato questa politica. è il caso ad esempio della Francia dove esiste una rete con più di 20 agenzie per lo sviluppo dei terreni pubblici che si occupa, tra l’altro, di recuperare siti dismessi per l’edilizia popolare.

3. Migliorare la qualità dei centri urbani esistenti, favorendo la riqualificazione urbana per attrarre nuovi residenti e invertire la tendenza allo spostamento dal centro verso la periferia, oltre a creare nuovi posti di lavoro nelle aree urbane in declino. È il caso, ad esempio, dell’Andalusia (Spagna meridionale) dove il piano territoriale regionale introduce un limite quantitativo per piani regolatori nei comuni di piccole e medie dimensioni (40% del terreno urbano precedentemente esistente o 30% della popolazione precedentemente esistente negli otto anni precedenti). In Lettonia sono stati imposti limiti alla pianificazione lungo la costa del Mar Baltico, il Golfo di Riga, i corsi d’acqua superficiali (fiumi e laghi) e nelle foreste attorno alle città per ridurre o eliminare i danni antropogenici. Le attività edilizie in zone rurali sono vietate o limitate per legge entro i primi 300 m dal mare e nelle aree di insediamento entro 150 m. Lungo i fiumi e attorno ai laghi, l’estensione varia in base a lunghezza e dimensione dei corsi d’acqua (da 10 m a 500 m), per evitare o controllare rigidamente l’impermeabilizzazione di determinati suoli. In Spagna la norma si applica alle attività edilizie entro 500 m dal mare.

 

Mitigazione degli effetti dell’impermeabilizzazione del suolo

Il concetto di base dovrebbe consistere nell’identificare dove potrebbero verificarsi i problemi e nello scegliere accuratamente materiali e metodi per l’edilizia. Vi sono numerosi esempi di misure di mitigazione, tra cui:

1. Uso di materiali permeabili attraverso ad esempio le seguenti tipologie: prati rasati e ghiaia inerbita.

 

 

Confronto fra vantaggi e limiti delle superfici permeabili più diffuse rispetto all’asfalto (fonte: Prokop et al., 2011).

2. Infrastruttura verde (=si intende una rete di spazi verdi di alta qualità e con altre caratteristiche ambientali. Comprende aree naturali oltre che elementi artificiali, rurali e urbani come spazi verdi nelle città, zone di afforestazione, ponti verdi, tetti verdi, eco-condutture per permettere l’attraversamento di barriere lineari, strade e corridoi, parchi, pianure alluvionali recuperate, terreni agricoli pregiati, ecc. Il principio alla base dell’infrastruttura verde è che la stessa zona può spesso off rire una): può servire a ridurre l’effetto di ‘isola di calore’ nei centri urbani.

3. Sistema per la raccolta naturale dell’acqua: un’ampia gamma di iniziative è stata lanciata in Inghilterra per promuovere il drenaggio, tra cui un programma di finanziamento, la ricerca sui materiali permeabili e il loro profilo costi/benefici, la divulgazione di una guida pratica per tutti i portatori di interesse, progetti-vetrina e partecipazione del pubblico. La politica di programmazione per questi sistemi nel paese è abbastanza avanzata; ad alto livello il drenaggio sostenibile è esplicitamente promosso attraverso una politica di programmazione nazionale relativa alla nuova edilizia e al rischio di alluvioni, oltre che dagli enti locali a livello di progettazione e richiesta di licenze edilizie.

 

 

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