Milleproroghe 2016 e ambiente: novità su Sistri e bonifica aree Bagnoli-Coroglio | Ingegneri.info

Milleproroghe 2016 e ambiente: novità su Sistri e bonifica aree Bagnoli-Coroglio

Diventano definitive le disposizioni ambientali del Milleproroghe relative al Sistri e alla bonifica e rigenerazione urbana delle aree industriali di Bagnoli-Coroglio. Non senza qualche perplessità

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Il D.L. 30 dicembre 2015, n. 210 (cosiddetto Milleproroghe) è stato convertito nella legge 25 febbraio 2016, n. 21. Diventa così definitiva una serie di novità, comprese alcune a valenza ambientale, tra le quali le disposizioni relative alle sanzioni del Sistri nonché alla tanto attesa bonifica delle ex aree industriali di Bagnoli-Coroglio, la prima delle numerose che il Governo si prefigge di avviare concretamente.

 

Novità sul Sistri: le proroghe

Con l’art. 8, comma 1, lettere a) e b) del Milleproroghe vengono prorogati di un anno, cioè fino al 31 dicembre 2016, rispettivamente:

  •  il periodo del c.d. “doppio binario” durante il quale continuano ad applicarsi gli adempimenti e gli obblighi relativi alla gestione dei rifiuti antecedenti alla disciplina del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti – Sistri e non si applicano le sanzioni relative al sistema medesimo (che potranno essere applicate dal 1° gennaio 2017),
  •  il termine finale di efficacia del contratto con l’attuale concessionaria del Sistri. Durante l’iter di conversione è stato aggiunto un periodo a questa lettera a) e inserita una nuova lettera b-bis).

 

Novità sul Sistri: il dimezzamento delle sanzioni

Grazie invece alle modifiche apportate nel corso dell’esame alla Camera, al comma 1), lettera a) dell’art. 8 del Milleproroghe 2016, è stato aggiunto un periodo in virtù del quale sono state dimezzate (“ridotte del 50 per cento”) le uniche sanzioni relative al Sistri già applicabili (dal 1° aprile 2015) e cioè quelle concernenti:

  • l’omissione dell’iscrizione al Sistri (art. 260-bis, comma 1 del D.Lgs. 152/2006);
  • il pagamento del contributo per l’iscrizione al Sistri (art. 260-bis, comma 2 del D.Lgs. 152/2006). Questa riduzione opera fino al 31 dicembre 2016 e comunque non oltre il collaudo con esito positivo della piena operatività del nuovo sistema di tracciabilità individuato a mezzo di procedure ad evidenza pubblica (bandite dalla Consip S.p.A. il 26 giugno 2015).

    

Aree Bagnoli-Coroglio: bonifica ambientale e rigenerazione urbana…

Del tutto nuovo è l’art. 11-bis, aggiunto in sede di conversione, riguardante la tanto attesa bonifica delle ex aree industriali di Bagnoli-Coroglio, a nord di Napoli, la prima delle tante bonifiche che il Governo si prefigge di avviare concretamente, individuandole quali aree di rilevante interesse nazionale con apposita deliberazione del Consiglio dei ministri.

Inanzitutto (comma 1) viene prorogato di sessanta giorni il termine per l’adozione del programma di rigenerazione urbana delle aree di rilevante interesse nazionale del comprensorio Bagnoli-Coroglio da parte del Commissario straordinario del Governo. Tale termine è indicato dall’art. 33, comma 10, del D.L. n. 133/2014 (c.d. “Sblocca Italia”): alla stregua di ciò, il termine per adottare il programma di rigenerazione urbana passa da dieci a settanta giorni dalla conclusione della Conferenza di servizi.

Inoltre (comma 2) , entro trenta giorni dall’approvazione del programma di risanamento  o di stralci relativi ad interventi urgenti o propedeutici, le risorse residue dei fondi stanziati dal Ministero dell’Ambiente per il sito di “Bagnoli-Coroglio” ed erogati al Comune di Napoli, “non ancora impegnate alla data di entrata in vigore della presente disposizione” (cioè, al 27 febbraio 2016), siano destinate al finanziamento dei medesimi interventi, secondo gli indirizzi della cabina di regia istituita presso la Presidenza del Consiglio.

Il comma 3, infine, modificando il comma 12 dell’art. 33 dello “Sblocca Italia”, detta ulteriori disposizioni per chiudere le pendenze relative al fallimento della società Bagnoli Futura Spa e al trasferimento dei relativi beni.

 

…con qualche riserva

Le modifiche apportate all’art. 33 non toccano nella sostanza la disciplina speciale e innovativa, introdotta dallo “Sblocca Italia”, relativa alla gestione commissariale e Governativa di queste “aree di rilevante interesse nazionale” (attraverso, l’introduzione di nuovi commissari straordinari) la cui individuazione viene rimessa ad appositi D.P.C.M. Tale disciplina, infatti, dovrebbe integrarsi con il D.Lgs. n. 152/2006 (art. 252) il quale, invece, prevede che i “siti di interesse nazionale” vengano individuati in base a criteri di selezione molto rigidi dal Ministero dell’Ambiente (al quale compete la relativa procedura di bonifica).

Alcuni, pertanto, criticano tale innovazione introdotta dallo “Sblocca Italia”, ritenendola in contrasto con le attribuzioni del Ministero dell’Ambiente, che verrebbero scavalcate, nonché di quelle di Regione ed enti locali, prospettando dubbi di incostituzionalità: si pensi alla “rigenerazione urbana” delle aree che verrano dichiarate “di rilevante interesse nazionale”, vera e propria attività di pianificazione che atterrebbe alla potestà legislativa di “governo del territorio” che spetta alle Regioni nella materia di legislazione concorrente, rimanendo riservata allo Stato la sola “determinazione dei principi fondamentali”(art. 117, comma 3, Cost.).

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