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Il Nuovo Codice degli Appalti rilancia i Criteri Ambientali Minimi

Vincoli e vantaggi compettivi offerti dai CAM, i Criteri ambientali minimi, misure volte all’integrazione delle esigenze di sostenibilità ambientale nelle procedure d’acquisto di beni e servizi delle amministrazioni pubbliche

CAM
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In linea con le strategie di lotta contro l’inquinamento ambientale ed i cambiamenti climatici promosse a livello mondiale, il Nuovo Codice Appalti, D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50,  con l’obiettivo di promuovere la ricerca del minore impatto possibile sull’ambiente, introduce importanti riferimenti al tema della sostenibilità in particolare focalizzandosi sul processo di selezione dei fornitori e rafforzando l’obbligo per le stazioni appaltanti di scegliere coloro che rispettano i cosiddetti criteri ambientali minimi (CAM) .

In particolare l’art. 34, c.1 e 2 del Nuovo Codice, disciplina l’applicazione dei “Criteri di sostenibilità energetica ed ambientale”, prevedendo che le stazioni appaltanti contribuiscono agli obiettivi ambientali previsti dal Piano di sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione, attraverso l’inserimento nella documentazione progettuale e di gara, almeno delle “specifiche tecniche” e delle “clausole contrattualicontenute nei criteri ambientali minimi adottati con decreto del Ministro dell’ambiente della tutela del territorio e del mare.
Detto obbligo si applica alle categorie di forniture ed affidamenti non connessi agli usi finali di energia, per almeno il 50% del valore a base d’asta.

Ai sensi dell’art. 34, comma 3, del decreto legislativo n. 50 del 2016, con decreto del Ministro dell’ambiente della tutela del territorio e del mare, possono essere disciplinati, per le categorie di forniture ed affidamenti non connessi agli usi finali di energia, un aumento progressivo della percentuale del 50% del valore a base d’asta a cui e’ riferire l’obbligo di applicare le specifiche tecniche e le clausole contrattuali dei criteri ambientali minimi

 


I “Criteri Ambientali Minimi” o CAM, adottati con Decreto Ministeriale, riportano delle indicazioni generali volte ad indirizzare l’ente verso una razionalizzazione dei consumi e degli acquisti e forniscono delle “considerazioni ambientali” propriamente dette, collegate alle diverse fasi delle procedure di gara (oggetto dell’appalto, specifiche tecniche, caratteristiche tecniche premianti collegati alla modalità di aggiudicazione all’offerta economicamente più vantaggiosa, condizioni di esecuzione dell’appalto), volte a qualificare ambientalmente sia le forniture che gli affidamenti lungo l’intero ciclo di vita del servizio/prodotto. In altre parole, adottano l’approccio degli Acquisti Verdi o GPP (Green Public Procurement) che, come definito dalla Commissione europea, è quello in base al quale “le Amministrazioni Pubbliche integrano i criteri ambientali in tutte le fasi del processo di acquisto, incoraggiando la diffusione di tecnologie ambientali e lo sviluppo di prodotti validi sotto il profilo ambientale, attraverso la ricerca e la scelta dei risultati e delle soluzioni che hanno il minore impatto possibile sull’ambiente lungo l’intero ciclo di vita”. I CAM vengono quindi sviluppati da apposite commissioni nell’ambito del Piano d’azione nazionale per il GPP (PAN GPP).


 

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Gli aspetti ‘green’ si rafforzano nel Nuovo Codice degli Appalti

Già nella vigenza del vecchio codice (i.e. il D.Lgs. n. 163/2006), era entrata in vigore la Legge 28 dicembre 2015, n. 221 (il cd. collegato ambientale alla Legge di Stabilità 2014) che – per quanto qui rileva – aveva reso obbligatorio, tramite l’introduzione dell’art. 68 bis al D.Lgs. n. 163/2006 l’applicazione dei criteri minimi ambientali, prevendendo più in dettaglio che

nell’ambito delle categorie per le quali il Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione … prevede l’adozione dei criteri ambientali minimi …, è fatto obbligo, per le pubbliche amministrazioni, ivi incluse le centrali di committenza, di contribuire al conseguimento dei relativi obiettivi ambientali, coerenti con gli obiettivi di riduzione dei gas che alterano il clima e relativi all’uso efficiente delle risorse indicati nella comunicazione della Commissione europea “Tabella di marcia verso un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse”, attraverso l’inserimento, nella documentazione di gara pertinente, almeno delle specifiche tecniche e delle clausole contrattuali contenute nei sottoindicati decreti, relativi alle seguenti categorie di forniture e affidamenti: a) acquisto di lampade a scarica ad alta intensità, di alimentatori elettronici e di moduli a Led per illuminazione pubblica, acquisto di apparecchi di illuminazione per illuminazione pubblica e affidamento del servizio di progettazione di impianti di illuminazione pubblica: d.m. … 23 dicembre 2013 …; b) attrezzature elettriche ed elettroniche d’ufficio, quali personal computer, stampanti, apparecchi multifunzione e fotocopiatrici: d.m. … 13 dicembre 2013 …; c) servizi energetici per gli edifici – servizio di illuminazione e forza motrice, servizio di riscaldamento/raffrescamento di edifici: d.m. … 7 marzo 2012 …”.

Il predetto obbligo – statuito dall’art. 68 bis, co. 2, del vecchio codice a seguito delle modifiche introdotte dal collegato ambiente sopra citato – si applicava

per almeno il 50 per cento del valore delle gare d’appalto sia sopra che sotto la soglia di rilievo comunitario previste per le seguenti categorie di forniture e affidamenti oggetto dei decreti recanti criteri ambientali minimi sottoindicati: a) affidamento del servizio di gestione dei rifiuti urbani: allegato 1 al d.m. … 13 febbraio 2014 …; b) forniture di cartucce toner e cartucce a getto di inchiostro, affidamento del servizio integrato di ritiro e fornitura di cartucce toner e a getto di inchiostro: allegato 2 al d.m. … 13 febbraio 2014 …; c) affidamento del servizio di gestione del verde pubblico, per acquisto di ammendanti, di piante ornamentali, di impianti di irrigazione: d.m. … 13 dicembre 2013 …; d) carta per copia e carta grafica: d.m. … 4 aprile 2013 …; e) ristorazione collettiva e derrate alimentari: allegato 1 al d.m. … 25 luglio 2011 …; f) affidamento del servizio di pulizia e per la fornitura di prodotti per l’igiene: d.m. … 24 maggio 2012 …; g) prodotti tessili: allegato 1 al d.m. … 22 febbraio 2011 …; h) arredi per ufficio: allegato 2 al d.m. … 22 febbraio 2011 …”.

Tale obbligo trova conferma anche nel Nuovo Codice Appalti il cui art. 34 recepisce a pieno quanto a suo tempo stabilito dal collegato ambientale ed anzi – come vedremo qui nel prosieguo – rafforza gli obblighi in tema di tutela ambientale a carico delle Stazioni Appaltanti.

 

Il ruolo dei  Criteri ambientali Minimi (CAM)

Come anticipato, la previsione “chiave” è contenuta all’art. 34 del D.Lgs. n. 50/2016 ai sensi della quale:

  • le stazioni appaltanti contribuiscono al conseguimento degli obiettivi ambientali previsti dal Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione attraverso l’inserimento, nella documentazione progettuale e di gara, almeno delle specifiche tecniche e delle clausole contrattuali contenute nei criteri ambientali minimi adottati con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e conformemente, in riferimento all’acquisto di prodotti e servizi nei settori della ristorazione collettiva e fornitura di derrate alimentari, a quanto specificamente previsto all’ articolo 144;
  • i predetti criteri ambientali minimi sono tenuti in considerazione anche ai fini della stesura dei documenti di gara per l’applicazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ai sensi dell’articolo 95, comma. 6;
  • nel caso dei contratti relativi ai servizi di ristorazione ospedaliera, assistenziale, scolastica e sociale di cui all’art. 95, co. 3, lett. a) del D.Lgs. n. 50/2016 e dei contratti relativi ai servizi di ristorazione di cui all’art. 144 del D.Lgs. n. 50/2016, il suddetto decreto può stabilire che l’obbligo di utilizzo dei CAM si applichi anche per una quota inferiore al 50 per cento del valore a base d’asta. Negli altri casi il medesimo obbligo si applica per gli affidamenti di qualunque importo, per almeno il 50 per cento del valore a base d’asta, relativamente alle categorie di forniture e affidamenti non connesse agli usi finali di energia e oggetto dei criteri ambientali minimi, mentre si applica per l’intero valore delle gare, relativamente alle categorie di appalto con le quali si può conseguire l’efficienza energetica negli usi finali quali:
    a) acquisto di lampade a scarica ad alta intensità, di alimentatori elettronici e di moduli a Led per illuminazione pubblica, acquisto di apparecchi di illuminazione per illuminazione pubblica e affidamento del servizio di progettazione di impianti di illuminazione pubblica;
    b) attrezzature elettriche ed elettroniche d’ufficio, quali personal computer, stampanti, apparecchi multifunzione e fotocopiatrici;
    c) servizi energetici per gli edifici, servizio di illuminazione e forza motrice, servizio di riscaldamento/raffrescamento di edifici;
    d) affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici e per la gestione dei cantieri della pubblica amministrazione;
  • con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare può essere previsto, altresì, l’aumento progressivo della percentuale del 50 per cento del valore a base d’asta indicato al comma 2.

 

Leggi anche: Criteri Ambientali Minimi: novità su materiali riciclati e base d’asta

 

Corollario della medesima è l’art. 87 del Nuovo Codice in tema di certificazione ambientale ai sensi del quale le Stazioni Appaltanti, qualora richiedano ai concorrenti di

attestare determinati sistemi o norme di gestione ambientale, fanno riferimento al sistema dell’Unione di Ecogestione e Audit (Emas) o a sistemi di gestione ambientale nella misura in cui sono conformi all’articolo 45 del regolamento (Ce) n. 1221/2009 o ancora ad altre norme di gestione ambientale fondate su norme europee o internazionali in materia, certificate da organismi accreditati per lo specifico scopo, ai sensi del regolamento (Ce) n.765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio”.

Diverse sono però le previsioni che impattano sugli aspetti ambientali della contrattualistica così come ridefinita dal Nuovo Codice Appalti e che si “inseriscono” in tutte le fasi della procedura di aggiudicazione. Si pensi ad esempio al tema del “costo del ciclo di vita” che trova spazio sia nella disciplina in tema di progettazione (si rinvia sul punto all’art. 23 del D.Lgs. n. 50/2016 , ai sensi del quale

la progettazione … è tesa ad assicurare  … [oltre ad un] limitato consumo del suolo … il risparmio e l’efficientamento energetico, nonché la valutazione del ciclo di vita e delle manutenibilità dell’opera”) e nella relatività attività di verifica (tesa ad accertare inter aliai presupposti per la durabilità dell’opera nel tempo” e “la manutenibilità delle opere”: cfr. sul punto l’art. 26 del D.Lgs. n. 50/2016) che all’art. 95 in tema di criteri di aggiudicazione.

Il comma 6 del menzionato art. 95, infatti, nell’individuare gli elementi qualitativi su cui può poggiare il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, annovera inter alia:

a) la qualità che “comprende … caratteristiche sociali, ambientali, contenimento dei consumi energetici e delle risorse ambientali dell’opera o del prodotto, caratteristiche innovative, commercializzazione e relative condizioni”;

b) il possesso di un marchio di qualità ecologica dell’Unione europea (Ecolabel Ue) in relazione ai beni o servizi oggetto del contratto, in misura pari o superiore al 30 per cento del valore delle forniture o prestazioni oggetto del contratto stesso;

c) i costi di utilizzazione e manutenzione avuto anche riguardo ai consumi di energia e delle risorse naturali, alle emissioni inquinanti e ai costi complessivi, inclusi quelli esterni e di mitigazione degli impatti dei cambiamenti climatici, riferiti all’intero ciclo di vita dell’opera, bene o servizio, con l’obiettivo strategico di un uso più efficiente delle risorse e di un’economia circolare che promuova ambiente e occupazione e

d) la compensazione delle emissioni di gas ad effetto serra associate alle attività dell’azienda calcolate secondo i metodi stabiliti in base alla raccomandazione n. 2013/179/Ue della Commissione del 9 aprile 2013.

La nozione di “costo di ciclo di vita” trova invero una specifica ed autonoma definizione nell’art. 96 del Nuovo Codice Appalti ai sensi del quale rientrano in tale nozione i costi sostenuti dall’Amministrazione aggiudicatrice o da altro utente (quali costi relativi all’acquisizione; costi connessi all’utilizzo, quali consumo di energia e altre risorse; costi di manutenzione; costi relativi al fine vita, come i costi di raccolta, di smaltimento e di riciclaggio) e i costi imputati a esternalità ambientali legate ai prodotti, servizi o lavori nel corso del ciclo di vita, purché il loro valore monetario possa essere determinato e verificato (ad esempio i costi delle emissioni di gas a effetto serra e di altre sostanze inquinanti, nonché’ altri costi legati all’attenuazione dei cambiamenti climatici). La Stazione Appaltante potrà quindi comparare le offerte anche alla luce di tale elemento, per l’applicazione del quale dovranno quindi essere pre-determinati nella documentazione di gara i dati che il concorrente deve fornire e il metodo (oggettivo, verificabile e non discriminatorio) che verrà utilizzato per la comparazione.

Tutto ciò si traduce anche negli “sconti” di cui il concorrente può godere ai fini della presentazione della cauzione provvisoria (e dunque anche della definitiva di all’art. 103 del Nuovo Codice Appalti) cui in caso di sottoscrizione del contratto.

 

Il possesso di certificazioni ambientali o di sistemi di gestione equivalenti come vantaggio competitivo

Essere in possesso di certificazioni ambientali, quali ad esempio EMAS, ECOLABEL, ISO 14001 o sistemi di gestione equivalenti, rappresenterà un vero e proprio vantaggio competitivo, che permetterà sia di ottenere una riduzione dell’importo delle garanzie fideiussorie, sia di ricevere una migliore valutazione secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, determinata sulla base di criteri oggettivi come aspetti qualitativi, ambientali e sociali.

L’art. 93 del D.Lgs. n. 50/2016, infatti, prevede espressamente che l’importo della cauzione provvisoria (pari di regola al 2 percento del prezzo base indicato nel bando, ma riducibile fino all’1 percento ovvero incrementabile sino al 4 percento al fine di rendere l’importo proporzionato ed adeguato alla natura delle prestazioni oggetto del contratto e al grado di rischio ad esso connesso), già riducibile del 50 percento nel caso di possesso della certificazione di qualità di cui alle europee della serie Uni Cei En 45000 e della serie Uni Cei En Iso/Iec 17000, può essere ulteriormente ridotto del 30 per cento (e dunque cumulandosi alla predetta riduzione del 50 per cento)

 “per gli operatori economici in possesso di registrazione al sistema comunitario di ecogestione e audit (Emas),ai sensi del regolamento (Ce) n.1221/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2009,o del 20 per cento per gli operatori in possesso di certificazione ambientale ai sensi della norma Uni En Iso14001”.

Inoltre, con specifico riferimento ai soli contratti relativi a servizi o forniture, l’importo della garanzia e del suo eventuale rinnovo è ridotto del 20 percento (a sua volta cumulabile con le riduzioni sopra descritte)

per gli operatori economici in possesso, in relazione ai beni o servizi che costituiscano almeno il 50 per cento del valore dei beni e servizi oggetto del contratto stesso, del marchio di qualità ecologica dell’Unione europea (Ecolabel Ue) ai sensi del Regolamento (Ce) n. 66/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2009”.

Ed ancora.Nei contratti relativi a lavori, servizi o forniture, l’importo della garanzia e del suo eventuale rinnovo è ridotto del 15 per cento

per gli operatori economici che sviluppano un inventario di gas ad effetto serra ai sensi della norma Uni En Iso 14064-1 o un’impronta climatica (carbon footprint) di prodotto ai sensi della norma Uni Iso/Ts 14067”.

Nei contratti di servizi e forniture, l’importo della garanzia e del suo eventuale rinnovo è ridotto del 30 per cento (questa volta non cumulabile) per gli operatori economici in possesso del rating di legalità o della attestazione del modello organizzativo, ai sensi del decreto legislativo n. 231/2001 o di certificazione social accountability 8000, o di certificazione del sistema di gestione a tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori, o di certificazione Ohsas 18001, o di certificazione Uni Cei En Iso 50001 riguardante il sistema di gestione dell’energia o Uni Cei 11352 riguardante la certificazione di operatività in qualità di ESCo (Energy Service Company) per l’offerta qualitativa dei servizi energetici e per gli operatori economici in possesso della certificazione Iso 27001 riguardante il sistema di gestione della sicurezza delle informazioni.

Per quanto l’applicazione della norma (e in particolar modo del meccanismo dei cumuli) possa portare ad una drastica riduzione delle tutele in favore della Stazione Appaltante (ancor più evidente se si pensa agli effetti di tali riduzione sulla cauzione definitiva) si tratta di un chiaro intento di sensibilizzare sia le Stazioni Appaltanti che gli operatori di mercato sulle tematiche ambientali.

 

Sintesi parziale dell’ articolo dell’Avv. Ilaria Gobbato in pubblicazione sul n. 7/2016  di “Ambiente & Sviluppo”. Per abbonarsi alla rivista o scaricare subito un numero omaggio clicca qui

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