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Ilva, la Cimolai copre i parchi minerali

Un intervento da 300 milioni di euro per l'ambientalizzazione del colosso dell'acciaio, al centro di una contesa istituzionale che è ancora lontana dall'essere sanata

Come sarà il primo capannone a copertura dei parchi minerali dell'Ilva (Fonte Cimolai Costruzioni
Come sarà il primo capannone a copertura dei parchi minerali dell'Ilva (Fonte Cimolai Costruzioni
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Febbraio 2018 segna per la città di Taranto l’avvio del cantiere per la copertura dei parchi minerali dell’Ilva. Un’opera necessaria e strategica per il capoluogo jonico, che ospita il più grande insediamento siderurgico d’Europa. Sull’impatto ambientale del gigante dell’acciaio si è scritto tanto in questi anni: oggi è altissima la polemica tra il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda, i sindacati e le istituzioni locali (comune di Taranto e Regione Puglia) perché queste ultime chiedono di non essere messe da parte nella trattativa con il futuro acquirente dell’Ilva, la Arcelor Mittal, per poter difendere insieme al diritto al lavoro il diritto alla salute dei tarantini.

Questione spinosa e delicata, che diventa drammatica a Taranto durante i wind days, le giornate di vento forte che costringono a casa, senza poter uscire per andare a scuola, i bambini del rione Tamburi, il quartiere costruito a ridosso dei parchi minerali.

Entro il 2020 la Cimolai di Pordenone, l’azienda che ha vinto l’appalto da 300 milioni di euro (anticipati dall’amministrazione straordinaria dell’Ilva) per la copertura dei parchi minerali, dovrà completare questa complessa opera che servirà ad arginare il problema della dispersione delle polveri di carbone, utilizzato dall’Ilva per alimentare gli altoforni.

Dal videorendering prodotto dalla Cimolai, che ad esempio ha realizzato a New York l’Oculus di Calatrava, è possibile comprendere come saranno costruiti i due capannoni con 60mila tonnellate d’acciaio per 700 metri totali, larghi 254 e alti 77, come se mettessimo in fila 56 campi da calcio su una superficie di 177mila metri quadrati.

A giugno 2018 dovrebbe partire una seconda fase del cantiere, che comunque vede già impegnati nell’Ilva di Taranto 200 operai, dedicata all’adiacente parco fossile.

L’idea della Cimolai è di realizzare una struttura modulare, assicurando la movimentazione del materiale necessario al funzionamento dell’Ilva. I due capannoni sono progettati per resistere al vento forte e saranno un ulteriore elemento che caratterizzerà la presenza dell’Ilva nel capoluogo jonico.

 

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