Incentivi alle Fer non fotovoltaiche: nuovi contingenti e tariffe | Ingegneri.info

Incentivi alle Fer non fotovoltaiche: nuovi contingenti e tariffe

5,8 miliardi di euro per tutto il 2016 saranno erogati con nuovi meccanismi di incentivazione che penalizzano i piccoli impianti e comportano tempi più lunghi

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Il decreto sui meccanismi di incentivazione alle fonti di energia rinnovabili elettriche diverse dal fotovoltaico, per 5,8 miliardi di euro l’anno fino alla fine del 2016, è stato firmato dai ministeri dello Sviluppo economico, dell’Ambiente e delle Politiche Agricole e inviato alla Conferenza Stato-Regioni che lo dovrebbe esaminare nella seduta del 7 ottobre, per essere poi notificato formalmente alla Commissione Europea. Non risultano modifiche sostanziali rispetto all’ultima bozza: invariati i contingenti, anche quello controverso riservato agli ex-zuccherifici.

L’accesso ai meccanismi di incentivazione avverrà sempre attraverso aste (per gli impianti più grandi) e registri. I contingenti per le aste sono:

  • 800 Mw per l’eolico onshore,
  • 30 Mw per l’eolico offshore,
  • 20 Mw per la geotermia,
  • 110 Mw per il solare termodinamico.

I contingenti per i registri sono:

  • 60 Mw per l’eolico a terra,
  • 80 Mw per l’idroelettrico,
  • 30 MW per la geotermia,
  • 90 Mw per le biomasse,
  • 6 Mw per gli impianti a moto ondoso,
  • 10 Mw per il solare termodinamico,
  • 120,5 MW per gli ex zuccherifici.

Rientrano negli incentivi:

  • gli interventi di potenziamento se la differenza tra il valore della potenza prima e dopo l’intervento non supera la soglia di 5 Mw;
  • gli impianti realizzati con procedure ad evidenza pubblica da amministrazioni e Consorzi di Bonifica, aventi potenza fino al doppio del livello massimo ovvero 5 Mw;
  • gli impianti solari termodinamici di potenza fino a 100 kW.

Non potranno usufruire degli incentivi gli impianti eolici offshore sopra i 5mila kW, gli impianti oceanici, che sfruttano le maree e il moto ondoso, sopra i 5mila kW e alcuni impianti a biomasse e biogas. Nelle procedure per accedere agli incentivi, sono escluse le offerte di riduzione inferiori al 2% della base d’asta e quelle superiori al 40%.

La tariffa per gli impianti a biogas alimentati a sottoprodotti <300 kW è di 233 €/Mwh e quella per gli impianti a biomasse alimentati a sottoprodotti delle stesse taglie è di 246 €/Mwh. In un allegato sono elencati in modo esaustivo i sottoprodotti utilizzabili, tra cui i sottoprodotti della trasformazione delle olive: sansa, sansa di oliva disoleata, sanse umide, sanse esauste, acque di vegetazione.

Il decreto introduce una nuova metodologia per conteggiare le risorse impegnate nell’incentivazione che rallenterà il contatore, allontanando il limite di spesa. Con il nuovo metodo, il costo degli impianti vincitori di aste e registri non verrà più attribuito alla data di svolgimento del registro, ma alla (presunta) data di entrata in esercizio.

Secondo AssoRinnovabili i punti positivi del decreto comprendono la possibilità di accedere alle tariffe del Dm 6 luglio 2012 per gli impianti che entreranno in esercizio entro un anno dall’uscita del nuovo Decreto, nonché il riconoscimento del primo criterio di priorità per gli impianti risultati idonei ma esclusi dai registri precedenti per esaurimento dei contingenti e ancora i principi individuati in tema di manutenzioni.
I punti c0ntestati riguardano:

  • l’orizzonte temporale molto breve – 1° dicembre 2016 – che non permette agli operatori di programmare adeguatamente gli investimenti nelle loro imprese, peraltro aggravato dal raggiungimento che sembrerebbe ormai prossimo del tetto dei 5,8 miliardi di euro;
  • la riduzione dei contingenti incentivabili resi talmente esigui tali da non sanare nemmeno tutte le istanze risultate idonee ma non ammesse ai Registri precedenti;
  • il taglio drastico degli incentivi, in particolare per i piccoli impianti: fino al 40% in meno al mini eolico, fino al 18% in meno per il mini idroelettrico e fino al 17% per i piccoli impianti a biomasse e biogas.

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