Industrie e ambiente: le piu' attente sono quelle del settore chimico | Ingegneri.info

Industrie e ambiente: le piu’ attente sono quelle del settore chimico

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Se è vero che l’industria chimica è uno dei settori più a rischio sul piano ambientale, le aziende del comparto si dimostrano tra le più attente a limitare il proprio impatto: lo afferma una ricerca internazionale promossa dall’istituto di certificazione Dnv Gl – Business Assurance e da Gfk Eurisko, realizzata su un campione di circa 3.500 professionisti di imprese di vari settori provenienti da tutto il mondo. Il campione comprende 578 aziende ad alto rischio, cioè quelle il cui impatto ambientale potrebbe rivelarsi significativo per natura e gravità, definite secondo la classificazione dell’Iaf, associazione mondiale di enti di accreditamento e valutazione della conformità. Si va da imprese operanti nell’attività estrattiva mineraria alla produzione di cellulosa, dalla raffinazione alla metallurgia, fino all’edilizia civile, allo smaltimento di rifiuti pericolosi e alla gestione dei reflui. Ben 177 delle aziende censite appartiene al settore chimico.

Analizzando i risultati dell’indagine, emerge che il 92% delle aziende ad alto rischio, ossia quelle il cui impatto ambientale potrebbe rivelarsi significativo per natura e gravità, considera la salvaguardia dell’ambiente come parte integrante delle proprie strategie. Fra queste, con percentuali che raggiungono il 98%, spiccano le imprese del settore chimico (+14% rispetto alla media mondiale e +9% rispetto a quella italiana).

Come principali rischi ambientali vengono indicati quelli associati allo smaltimento dei rifiuti (60% media globale, 56% media italiana), forse per una sensibilità crescente alle problematiche legate a scarti e imballaggi. La stessa preoccupazione viene ribadita dalle industrie chimiche, insieme all’utilizzo di materiali pericolosi (64%), allo scarico di acque reflue (62%) e al tema delle emissioni atmosferiche (42%).

Se il 100% degli intervistati afferma di aver attivato almeno un’iniziativa per ridurre i rischi ambientali, a fronte di una media mondiale e italiana di poco superiore al 90%, il chimico si conferma il settore più attento all’ambiente. Oltre a monitorare la conformità ai requisiti legali e di altra natura (92%), l’82% delle aziende del settore svolge attività di assessment per identificare tutti i potenziali impatti sull’ambiente, il 76% adotta sistemi di gestione e il 63% monitora indicatori ambientali specifici. Inoltre, sono impegnate in attività innovative legate, ad esempio, a processi di progettazione che mirano a minimizzare gli impatti (62%). Un comportamento analogo si riscontra in tutte le aziende ad alto rischio, ma in percentuali minori.

Ma quali sono le ‘spinte’ idenfiticate dai professionisti per limitare il proprio impatto ambientale? Il 90% identifica principalmente le leggi e la normativa (90%), poi la continuità operativa (45%), la reputazione di marca (43%) e l’opinione pubblica (37%), confermando quanto contino le pressioni esterne da parte di comunità e istituzioni in questo settore. Il consenso degli stakeholder esterni è essenziale perché queste imprese possano continuare a operare e le iniziative di tutela intraprese hanno dimostrato la propria utilità in tal senso. Il 70% delle industrie chimiche, infatti, ha ottenuto benefici in termini di miglioramento delle relazioni con le autorità e il 40% con le altre parti interessate.

In tutto il mondo il fattore che maggiormente ostacola i progressi delle aziende nella gestione ambientale è la mancanza di risorse finanziarie (33%). La percentuale scende al 26% per le imprese del settore chimico e il 36% addirittura non rileva alcuna barriera al miglioramento.

Infine il rapporto elabora alcuni dati sulle prospettive future: diminuiranno le preoccupazioni per temi come lo smaltimento dei rifiuti (-12%) o lo scarico di acque reflue (-9%), e le imprese si concentreranno maggiormente su questioni di lungo periodo, probabilmente a causa di crescenti pressioni da parte delle istituzioni sulla necessità di considerare gli impatti in un’ottica di lungo termine, soprattutto nel settore chimico. Quasi un’azienda chimica su due, in conclusione, ha dichiarato che incrementerà gli investimenti per la tutela ambientale nei prossimi tre anni.

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