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Intermediazione di rifiuti: cosa serve per iscriversi all’Albo

Compiti, ruolo e responsabilità dell’intermediario di rifiuti, con o senza detenzione

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Indice degli argomenti:

L’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali e le dieci categorie di iscrizione

La nozione di intermediario di rifiuti

Le attività principali dell’intermediario di rifiuti

L’iscrizione all’ANGA: le classi della categoria 8

I requisiti minimi delle imprese

I requisiti minimi del responsabile tecnico

La checklist della documentazione necessaria per l’iscrizione nella categoria 8

Approfondimenti

L’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali e le 10 categorie di iscrizione

L’articolo 212 del “Testo Unico Ambientale” ha istituito l’«Albo nazionale gestori ambientali», che svolge un’importante funzione di selezione e di qualificazione delle imprese obbligate all’iscrizione (in una delle 10 categorie) le quali, per ottenere l’iscrizione, devono dimostrare il possesso di determinati requisiti soggettivi, di idoneità tecnica e di capacità finanziaria.
Fra queste, figurano le imprese di cui alla categoria n. 8, che si occupano di intermediazione e commercio di rifiuti senza detenzione, categoria che prima della riforma del 2006 prestava il fianco a diverse difficoltà applicative, dovute ad una normativa non sempre intelligibile, ma anche al vorticoso svilupparsi del nuovo “mercato dei rifiuti”, che necessitava di figure imprenditoriali in precedenza sconosciute, in grado di fare incontrare la domanda e l’offerta nel “mercato dei rifiuti”.
Oggi l’attività di intermediazione di rifiuti è una delle più diffuse, e nonostante i chiarimenti che, con il tempo, sono stati forniti, continua a rimanere una figura particolarmente complessa, specie con riguardo all’identificazione delle responsabilità.

Le categorie di iscrizione all’ANGA
1: raccolta e trasporto di rifiuti urbani;
2-bis: produttori iniziali di rifiuti non pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto dei propri rifiuti, nonché i produttori iniziali di rifiuti pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto dei propri rifiuti pericolosi in quantità non eccedenti trenta chilogrammi o trenta litri al giorno;
3-bis: distributori e installatori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE);
4: raccolta e trasporto di rifiuti speciali non pericolosi;
5: raccolta e trasporto di rifiuti speciali pericolosi;
6: imprese che effettuano il solo esercizio dei trasporti transfrontalieri di rifiuti;
7: operatori logistici presso le stazioni ferroviarie, gli interporti, gli impianti di terminalizzazione, gli scali merci e i porti ai quali, nell’ambito del trasporto intermodale, sono affidati rifiuti in attesa della presa in carico degli stessi da parte dell’impresa ferroviaria o navale o dell’impresa che effettua il successivo trasporto;
8: intermediazione e commercio di rifiuti senza detenzione dei rifiuti stessi;
9: bonifica di siti;
10: bonifica di beni contenenti amianto.

La nozione di intermediario di rifiuti

Secondo il regolamento comunitario n. 1013/2006 – relativo alle spedizioni di rifiuti – è «intermediario» “chiunque dispone il recupero o lo smaltimento dei rifiuti per conto di altri, compresi gli intermediari che non prendono materialmente possesso dei rifiuti, quale definito dall’articolo 12 della direttiva 2006-12-CE“.

Il Testo Unico Ambientale (art. 183, comma 1, lett. l) definisce:

• «intermediario» “qualsiasi impresa che dispone il recupero o lo smaltimento dei rifiuti per conto di terzi, compresi gli intermediari che non acquisiscono la materiale disponibilità dei rifiuti”, e
• «gestione» “la raccolta, il trasporto, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti, compresi il controllo di tali operazioni e gli interventi successivi alla chiusura dei siti di smaltimento, nonché le operazioni effettuate in qualità di commerciante o intermediario”.
Più nel dettaglio:
– l’intermediario di rifiuti è una figura professionale altamente qualificata che opera in un difficile contesto, giuridico e tecnico, che richiede, oltre ad un’adeguata preparazione professionale, anche la specifica conoscenza delle caratteristiche dei rifiuti di cui si occupa e delle esigenze di movimentazione e di destinazione necessarie;
– si possono individuare due categorie di intermediari di rifiuti:
♦ senza possesso dei rifiuti (ad eccezione del produttore, che non può essere intermediario di sé stesso, e del trasportatore e/o colui che effettua il recupero/smaltimento, in quanto attività che richiedono necessariamente la detenzione);
♦ con possesso dei rifiuti.
Le attività principali dell’intermediario di rifiuti
Sono due le principali tipologie di attività svolte dall’intermediario di rifiuti:
1) effettua attività organizzativa del conferimento del rifiuto (analisi chimiche, imballaggio, etichettatura, idoneità trasportatore e mezzi, idoneità del tipo di destinazione e del destinatario, documentazione, …);
2) fornisce al mandante tutte le informazioni necessarie affinché il rifiuto possa essere conferito in conformità delle regole normative e tecniche.
In sintesi, l’intermediario può essere definito come colui che organizza il conferimento di rifiuti destinati a recupero o smaltimento per conto terzi: lo scopo della sua attività è quello di fare incontrare le esigenze:
– dei produttori/detentori di rifiuti (che intendono “disfarsi” dei medesimi alle migliori condizioni tecnico-economiche offerte dal mercato) con quelle
– delle imprese di recupero o smaltimento di rifiuti.

L’iscrizione all’ANGA: le classi della categoria 8

Con la Delibera n. 2 del 15 dicembre 2010 il Comitato Nazionale ha ridefinito la disciplina ed i criteri dell’iscrizione all’Albo per l’attività di intermediazione e di commercio dei rifiuti senza detenzione dei medesimi, introducendo, in particolare, dei nuovi limiti allo svolgimento dell’attività professionale di intermediazione dei rifiuti senza detenzione svolta da aziende e professionisti.
La categoria 8 è suddivisa in classi, in funzione delle tonnellate annue di rifiuti trattati. Per ciascuna classe sono previsti requisiti specifici

Classi della
categoria 8
Tonnellate annue di rifiuti trattati
A quantità annua complessivamente trattata superiore o uguale a 200.000 tonnellate
B quantità annua complessivamente trattata superiore o uguale a 60.000 tonnellate e inferiore a 200.000 tonnellate
C quantità annua complessivamente trattata superiore o uguale a 15.000 tonnellate e inferiore a 60.000 tonnellate
D quantità annua complessivamente trattata superiore o uguale a 6.000 tonnellate e inferiore a 15.000 tonnellate
E quantità annua complessivamente trattata superiore o uguale a 3.000 tonnellate e inferiore a 6.000 tonnellate
F quantità annua complessivamente trattata inferiore a 3.000 tonnellate

I requisiti minimi delle imprese

Le imprese che intendono iscriversi nella categoria 8 devono:
1. essere in possesso dei requisiti soggettivi.
Ai sensi dell’articolo 10 del Decreto 3 giugno 2014, n. 120, le imprese sono iscritte all’Albo nella persona del titolare, nel caso di impresa individuale, o nella persona del legale rappresentante.
Per l’iscrizione all’Albo occorre che tali soggetti di cui sopra:
– siano cittadini italiani o cittadini di Stati membri della UE o cittadini di un altro Stato residenti in Italia, a condizione che quest’ultimo riconosca analogo diritto ai cittadini italiani;
– siano iscritti al registro delle imprese, ad eccezione delle imprese individuali che vi provvederanno successivamente all’iscrizione all’Albo, o in analoghi registri professionali dello Stato di residenza, ove previsto;
– non si trovino in stato di interdizione o inabilitazione ovvero di interdizione temporanea dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese;
– non abbiano riportato condanna passata in giudicato, anche ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale e anche qualora sia intervenuta l’estinzione di ogni effetto penale della stessa o sia stato concesso il condono della pena, negli specifici casi ivi elencati (1);
– siano in regola con gli obblighi relativi al pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori, secondo la legislazione italiana o quella dello Stato di residenza;
– non sussistano nei loro confronti le cause di divieto, di decadenza o di sospensione di cui all’articolo 67 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159;
– non si trovino, in sede di prima iscrizione, in stato di liquidazione o siano, comunque, soggetti ad una procedura concorsuale o a qualsiasi altra situazione equivalente secondo la legislazione straniera;
– siano in possesso dei requisiti di idoneità tecnica e di capacità finanziaria;
– non abbiano reso false dichiarazioni nel fornire informazioni o compiuto falsificazioni nel fornire le informazioni richieste;
2. disporre della dotazione minima di personale, costituita dal legale rappresentante (e, comunque, chi ha la responsabilità della gestione della stessa), dai lavoratori dipendenti (anche a tempo parziale e i lavoratori a progetto) e dai soci delle società purché prestatori d’opera all’interno dell’impresa (concorrono a formare la dotazione minima a) le unità di personale ricomprese nelle categorie in cui l’impresa risulta già iscritta e b) il Responsabile Tecnico);
3. soddisfare il requisito di capacità finanziaria, dimostrata da documenti che comprovino le potenzialità economiche e finanziarie dell’impresa o dell’ente, quali il volume di affari, la capacità contributiva ai fini dell’I.V.A., il patrimonio, i bilanci, o da idonei affidamenti bancari;
4. incaricare un Responsabile Tecnico che, ai sensi dell’articolo 10, c. 4 del Decreto Ministeriale 3 giugno 2014, n. 120, non deve:
a. trovarsi in stato di interdizione o inabilitazione ovvero di interdizione temporanea dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese;
b. avere riportato condanna passata in giudicato, analogamente a quanto previsto per il titolare/legale rappresentante;
c. avere nei loro confronti le cause di divieto, di decadenza o di sospensione di cui all’articolo 67 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159;
d. avere reso false dichiarazioni nel fornire informazioni o compiuto falsificazioni nel fornire le informazioni richieste.

(1) Condanna a pena detentiva per reati previsti dalle norme a tutela dell’ambiente, ivi incluse le norme a tutela della salute, le norme in materia edilizia e in materia urbanistica; condanna alla reclusione per un tempo superiore a due anni per delitti non colposi. Non si tiene conto della condanna qualora siano decorsi almeno dieci anni dalla data del passaggio in giudicato della relativa sentenza, oppure sia stata concessa la sospensione condizionale della pena e sia intervenuta l’estinzione del reato ai sensi dell’articolo 167 del codice penale oppure sia stata ottenuta la riabilitazione.

I requisiti minimi del responsabile tecnico

Con la delibera n. 6 del 30 maggio 2017 il Comitato nazionale ha definito i requisiti del responsabile tecnico di cui agli articoli 12 e 13 del D.M. 3 giugno 2014, n. 120. La delibera è entrata in vigore il 16 ottobre 2017.

requisiti minimi responsabile tecnico categoria 8

 

Tabella riepilogativa
Classi F E D C B A
t/a di rifiuti trattate < a 3.000 t/a > o = a 3.000 e
< a 6.000 t/a
> o = a 6.000 e
< a 15.000 t/a
> o = a 15.000 e
< a 60.000  t/a
> o = a 60.000 e
< a 200.000 t/a
> o = a 200.000 t/a
Personale 1 2 3 4 (2) 5 (3) 6 (4)
Capacità finanziaria 35.000,00 € 50.000,00 € 80.000,00 € 260.000,00 € 1.100.000,00 € 1.800.000,00 €
Fascia di garanzia A (rifiuti non pericolosi) (5) 50.000,00 € 100.000,00 € 250.000,00 € 450.000,00 € 1.500.000,00 € 3.000.000,00 €
Fascia di garanzia B (rifiuti pericolosi) 80.000,00 € 150.000,00 € 3000.000,00 € 500.000,00 € 1.500.000,00 € 5.000.000,00 €
RT D + 2 aa /
L /
CF
D + 3 aa /
L /
CF + 1 aa
D + 4 aa /
L + 1 aa /
CF + 3 aa
L + 2 aa /
CF + 7 aa
L + 3 aa /
CF + 8 aa
L + 3 aa /
CF + 10 aa
Legenda:
D = diploma di scuola secondaria di secondo grado
L = Laurea di indirizzo scientifico
CF = Corso di formazione
aa = anni di esperienza maturata nello specifico settore o in attività inerenti la gestione dei rifiuti

(2) Per l’iscrizione nella classe C, nella dotazione minima di personale deve essere ricompreso: 1 unità in possesso di diploma tecnico più 2 anni di esperienza o di diploma tecnico più l’attestazione di partecipazione e superamento del modulo base del corso di formazione di cui alla deliberazione n.003 del 16 luglio 1999.
(3) Per l’iscrizione nella classe B, nella dotazione minima di personale devono essere ricompresi: 2 unità in possesso di diploma tecnico più 2 anni di esperienza o di diploma tecnico più l’attestazione di partecipazione e superamento del modulo base del corso di formazione di cui alla deliberazione n.003 del 16 luglio 1999.
(4) Per l’iscrizione nella classe A, nella dotazione minima di personale devono essere ricompresi: 3 unità in possesso di diploma tecnico più 2 anni di esperienza o di diploma tecnico più l’attestazione di partecipazione e superamento del modulo base del corso di formazione di cui alla deliberazione n.003 del 16 luglio 1999.
(5) Il Testo Unico Ambientale prevede la riduzione del 50% delle garanzie finanziarie per le imprese registrate ai sensi del regolamento (CE) n. 1221/2009 e del 40% nel caso di imprese in possesso della certificazione ambientale ai sensi della norma Uni En Iso 14001.

La checklist della documentazione necessaria per l’iscrizione nella categoria 8

• dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà attestante la non sussistenza delle cause di divieto, di decadenza o di sospensione di cui all’art. 67 del Decreto Legislativo 6 settembre 2011, n. 159 (normativa antimafia) firmata dal legale rappresentante dell’impresa che presenta la domanda di iscrizione
• modello RT, uno per ogni Responsabile Tecnico dell’impresa con l’indicazione delle categorie e classi per le quali viene assunto l’incarico;
• dichiarazione sostitutiva di atto notorio relativa all’attività svolta in qualità di responsabile tecnico corredata da dichiarazione di compatibilità dell’incarico presso più imprese;
• fotocopia di un documento di identità del/dei Responsabile/i Tecnico/i;
• autocertificazione oppure copia del titolo di studio del/dei Responsabile/i Tecnico/i;
• autocertificazione oppure copia del certificato di partecipazione al corso di formazione per Responsabile Tecnico ai sensi dell’articolo 11, comma 1, lettera a), del D.M. n. 406/1998 nonché sulla prova dell’avvenuto superamento del test finale;
• dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà resa dal legale rappresentante delle imprese presso le quali il responsabile tecnico ha maturato l’esperienza professionale richiesta: deve essere riportato espressamente lo specifico tipo di esperienza maturata, la qualifica ed il numero di anni;
• documentazione attestante la capacità finanziaria: attestazione di affidamento bancario o documentazione di cui all’art. 11, comma 2 del D.M. 120/2014;
• il foglio riepilogativo generato dal sistema in fase di consolidamento dell’istanza;
• il modello di domanda generato dal sistema in fase di consolidamento dell’istanza, firmato dal legale rappresentante e corredato da una copia di un documento di identità dello stesso;
• i diritti di segreteria e l’imposta di bollo predisposti dal sistema devono essere pagati in fase di consolidamento dell’istanza;
• le garanzie finanziarie sono da presentare a seguito di richiesta della Sezione;
• i diritti annuali di iscrizione sono da versare secondo le modalità comunicate dalla Sezione.

Approfondimenti

Decreto Ministeriale 3 giugno 2014, n. 120
Regolamento per la definizione delle attribuzioni e delle modalità di organizzazione dell’Albo nazionale dei gestori ambientali, dei requisiti tecnici e finanziari delle imprese e dei responsabili tecnici, dei termini e delle modalità di iscrizione e dei relativi diritti annuali.
Delibera 15 dicembre 2010, n. 2
Deliberazione 15 dicembre 2010. Criteri per l’iscrizione all’Albo nella categoria 8: intermediazione e commercio dei rifiuti.
Delibera 30 maggio 2017, n. 6
Requisiti del responsabile tecnico di cui agli articoli 12 e 13 del decreto del Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, 3 giugno 2014, n. 120.
(Il comunicato del Ministero dell’Ambiente di approvazione della delibera è stato pubblicato sulla G.U. Serie Generale n. 142 del 21-06-2017)
Circolare 6 luglio 2011, n. 841
Iscrizione categoria 8 (intermediazione e commercio di rifiuti senza detenzione dei rifiuti stessi)
Circolare 4 novembre 2013, n. 1190
Iscrizione nella categoria 8.
Circolare 25 marzo 2011, n. 472
Requisiti del responsabile tecnico categoria 8 (commercio e intermediazione dei rifiuti senza detenzione dei rifiuti stessi).

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