Isolamento sismico: un corso ad Ascoli Piceno, un altro tassello verso la soluzione | Ingegneri.info

Isolamento sismico: un corso ad Ascoli Piceno, un altro tassello verso la soluzione

L'isolamento sismico può essere una soluzione? Se ne è discusso lo scorso 6 giugno ad Ascoli Piceno, tra le città simbolo del terremoto in Centro Italia

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La protezione sismica degli edifici residenziali, industriali e infrastrutturali e i dispositivi meccanici di isolamento e dissipazione come obiettivo dell’ingegneria strutturale per minimizzare i danni al costruito e salvare vite in caso di terremoti di elevata intensità. Questo è stato il focus di un seminario svoltosi lo scorso 6 giugno ad Ascoli Piceno e promosso dall’Ordine degli Ingegneri e dalla Fondazione Ingegneri di Ascoli in collaborazione con G&P Intech-HIRUN Engineering di Vicenza. Vediamo nel dettaglio i temi trattati, le soluzioni e i casi studio presentati.

Lo scorso 6 giugno 2018, presso il Centro Congressi della Camera di Commercio di Ascoli Piceno grazie all’iniziativa dell’Ordine degli Ingegneri e alla Fondazione Ingegneri di Ascoli in collaborazione con G&P Intech-HIRUN Engineering di Vicenza, si è tenuto il seminario valido per il rilascio di 6 CFP.

Si è trattato un tema discusso e quanto mai attuale: l’“Isolamento sismico, dissipazione, rinforzi strutturali per la riduzione della vulnerabilità sismica degli edifici”. La sede quanto mai rappresentativa: una delle città simbolo del terremoto del Centro Italia e ciò si è visto anche dalla nutrita partecipazione, più di duecento tra ingegneri ed architetti.

Dopo i saluti d’apertura dei Dott. Ing. Stefano Babini e dell’Ing. Carlo Ianni, presidenti rispettivamente dell’Ordine degli Ingegneri e della Fondazione Ingegneri di Ascoli il seminario è entrato subito nel vivo delle tematiche.

Illustri i relatori presenti al congresso, a cominciare dal Prof. Ing. Luigi Dezi, Politecnico delle Marche, il quale ha affrontato le tematiche dell’isolamento e della dissipazione sismica, sistemi alla base della riduzione della vulnerabilità sismica degli edifici.

La parola è poi passata al Dott. Ing. Loris De Flaviis della società CDV Engineering, che ha esposto un interessante caso studio nelle Marche di un progetto di retrofit antisismico che utilizzava isolatori a pendolo a doppia superficie di scorrimento.

Ha chiuso l’intensa mattinata l’ing. Giorgio Giacomin, direttore tecnico della HIRUN Engineering, divisione interna alla G&P Intech: “La protezione sismica delle strutture nuove ed esistenti civili, industriali e infrastrutturali a mezzo dispositivi meccanici di isolamento e dissipazione, rappresenta un importante obiettivo dell’ingegneria strutturale allo scopo di minimizzare i danni alle costruzioni e di salvare vite in caso di terremoti di elevata intensità. In particolare l’assenza di danni è un requisito essenziale per alcune tipologie di strutture strategiche quali: strutture industriali che contengono componenti e materiali pericolosi (centrali nucleari, impianti chimici, ecc.), ponti e viadotti di primaria importanza per la viabilità anche in presenza di emergenze, importanti edifici pubblici affollati (scuole, prefetture, ospedali, centri di pronto intervento, centrali di comunicazioni ed energetiche), edifici strategici per la difesa del territorio nazionale. Per adeguare sismicamente in particolare le nuove strutture , ma anche le esistenti, possono oggi essere adottate moderne tecnologie antisismiche, che si basano sulla drastica riduzione delle forze sismiche agenti sulla struttura, piuttosto che affidarsi alla sua resistenza, garantendo un grado di sicurezza non perseguibile con tecniche tradizionali: un edificio isolato sismicamente non si danneggia nemmeno in occasione di un terremoto violento, preservando anche il contenuto. Le attuali norme tecniche consentono l’uso delle più moderne tecnologie antisismiche, in particolare dell’isolamento sismico e della dissipazione d’energia“.

L’ing. Giacomin ha presentato nel dettaglio le caratteristiche ed il funzionamento degli isolatori (HDRB e a pendolo) e dei dissipatori viscosi della società HIRUN ENGINEERING, colosso cinese con sede a Wuhan, nochè test di laboratorio condotti su tali dispositivi. “L’isolatore a friction pendulum a semplice e doppia superficie curva di scorrimento  con periodo proprio indipendente dalla massa della struttura, offre un enorme vantaggio in fase di progettazione in quanto il centro delle masse coincide sempre con il baricentro delle strutture, pertanto si progetta una sola tipologia di isolatore, sempre uguale per tutti i pilastri, mentre nel caso di isolatori elastomerici (HDRB, LRB) – a parità di progetto – a volte si devono usare diverse tipologie di prodotti, senza considerare le slitte (SD). Durabilità e costi sono gli altri vantaggi del pendolo rispetto all’elastomerico. Per quanto riguarda la posa, sempre a parità di carichi e di spostamenti, l’isolatore in gomma armata risulta sempre più ingombrante e pesante con le evidenti necessità del caso“.

La seduta pomeridiana si è aperta poi con gli interventi del Prof. dell’Università di Bologna Ing. Claudio Mazzotti riguardanti i criteri di calcolo da adottare per la messa di sicurezza delle strutture mediante materiali compositi.  A seguire nuovamente l’ing. Giorgio Giacomin, a sostituire l’ing. Carlo Perinelli assente per impegni lavorativi, il quale ha illustrato gli interventi da attuare per il recupero strutturale tramite i sistemi compositi FRP e FRCM. Ad intervenire poi l’ing. Piero Celani dello studio CLS Engineering il quale ha focalizzato l’attenzione dei professionisti sul recupero strutturale dell’involucro degli edifici in muratura. A chiudere l’Ing. Gianluca Loffredo dello studio Arch. Living di Macerata il quale ha presentato una case history con il tema centrato sulla digitalizzazione dei danni prodotti sugli edifici storici e dei possibili interventi risolutivi.

A conclusione del seminario è stata indetta, come da programma, una tavola rotonda con lo specifico focus di far chiarezza sulle norme attualmente esistenti per i materiali compositi alla luce anche della presenza dei geni civili di Marche e Abruzzo nonchè dei  i responsabili della ricostruzione.

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