La nuova Conca sul Po: un'analisi tecnica dell'opera | Ingegneri.info

La nuova Conca sul Po: un’analisi tecnica dell’opera

La prestigiosa opera d'ingegneria idraulica riattiva il sistema idroviario Padano-Veneto attraverso la conca dell'Isola Serafini. Inquadramento territoriali, caratteristiche tecniche e costi della nuova Conca sul Po

La conca dell'Isola Serafini
La conca dell'Isola Serafini
image_pdf

Compie tre mesi la nuova conca di navigazione di Isola Serafini, lungo il fiume Po, in comune di Monticelli d’Ongina (PC), abbiamo contattato i tecnici che hanno seguito quest’opera prestigiosa.

L’opera ingegneristica nasce da una specifica esigenza: la riattivazione del sistema idroviario Padano-Veneto a favore di ricadute economiche estremamente rilevanti.

Qui di seguito vederemo:

Inquadramento territoriale

Caratteristiche della nuova Conca

Quali imbarcazioni vi accedono

Costo dell’opera

maooa

La conca preesistente, creata accanto alla centrale idroelettrica ed operativa dal 1964, fa parte della concessione sessantennale di cui gode l’Enel, in quanto necessaria al mantenimento della navigazione sul fiume, anche a monte della centrale. Negli anni, però, si è assistito ad un brusco abbassamento del letto di magra pari a 3-4 m, toccando i 5 m nel tratto verso Cremona, subito a valle dell’Isola Serafini. Ciò di fatto, costituisce, per la navigazione uno sbarramento o “scalino” che le imbarcazioni devono superare.

La nuova conca è stata progettata dall’Ufficio di idraulica dell’Enel in collaborazione con l’Azienda regionale per la navigazione interna della regione Emilia Romagna, inglobata dal 2010 nell’AIPo. La scelta della posizione della nuova conca è stato il primo problema che si è dovuto affrontare, vagliando due possibili soluzioni:

  1. La conca disposta a lato di quella esistente;
  2. La conca posta su un nuovo tracciato, più lungo e spostato verso l’interno.

La seconda soluzione, più onerosa ma più sicura in virtù delle dimensioni delle imbarcazioni transitanti, è stata quella adottata ed eseguita.

Oltre alla conca sono stati sistemati i collegamenti viari circostanti, compresa una pista ciclabile e realizzato un ponte viadotto che collega Isola Serafini a Monticelli d’Ongina.

Inquadramento territoriale

Ubicazione Sponda destra del Po, presso lo sbarramento idroelettrico di Isola Serafini – Comune di Monticelli d’Ongina (Piacenza)
Via navigabile Sistema Idroviario Padano-Veneto
Progressiva km 300 circa dalla foce del Po
Inizio dei lavori 2012
Ultimazione lavori 2018

Caratteristiche della nuova conca

La rete, di cui fa parte la nuova conca di Isola Serafini, ha un traffico commerciale, alla sua foce, pari a circa il 60% del traffico nazionale. Da Cremona al delta e sui canali e affluenti navigabili si assiste ad un traffico annuo di circa 2 milioni di tonnellate di merce, compresi gli inerti del Po, con un’incidenza della navigazione interna sul totale del trasporto nazionale sulle tre modalità (acqua, ferro e strada)  dello 0,1%.

Caratteristiche Descrizione
Lunghezza della rete preesistente 812 km totali di cui:

564 km utilizzati per la navigazione commerciale

275 km asse portante del Po tra Cremona e Porto Tolle

Allungamento operato Circa 37 km fino a Piacenza

Consente di raggiungere anche altri bacini, in modo da aumentare l’appetibilità della navigazione fluviale.

Lunghezza utile della conca  115,00 m
Larghezza utile Interna: 12.50 m
Quota piano di manovra a monte 46,40 m slm
Quota piano di manovra a valle 43,00 m slm
Livello di max navigazione del fiume a monte 41,50 m slm
Livello  di max navigazione del fiume a valle 36,00 m slm
Livello   di minima navigazione del fiume a valle 28,00 m slm
Livello di massima piena 44,80 m slm
Soglia di monte 37,00 m slm
Soglia di valle 24,00 m slm
Strutture principali di chiusura della conca porte vinciane
Meccanismi di manovra porte vinciane servomotori oleodinamici
Opere costituenti la nuova conca Vasca in c.a. gettata interamente in opera con giunti di dilatazione (lungh: 115 m e largh.: 12.5 m).

A livello funzionale l’opera può essere suddivisa in tre porzioni distinte: zona di presa, zona intermedia, zona di restituzione.

Tutte le zone sono strutturalmente caratterizzate dal ripetersi di un’unica tipologia strutturale organizzata secondo uno schema cellulare costituito da:

. un graticcio di lastre verticali in calcestruzzo armato con spessore compreso tra 0,80 m (controparete a contatto con i diaframmi di sostegno del terreno) e 1,00 m (parete lato conca), aventi direzione parallela all’asse della conca;

. una serie di lastre verticali in calcestruzzo armato (speroni) con spessore costante pari a 1,00 m (con funzione di collegamento trasversale per le precedenti), aventi direzione ortogonale all’asse della conca e poste ad interasse costante pari a 4,50 m;

. più solette di piano poste ad interasse pressochè costante, aventi spessore pari a 0,80 m ( con funzione di irrigidimento dei precedenti elementi).

Per la soletta di base, in particolare, è stato eseguito un unico getto, predisponendo giunti di ripresa di getto in corrispondenza dei muri laterali, migliorando ulteriormente la tenuta del manufatto e riducendo la deformabilità della conca.

La struttura della conca è stata realizzata in 8 conci di 20 m ciascuno e diaframmi collaboranti.

La fondazione della vasca è costituita da una platea in calcestruzzo armato avente spessore costante pari a 2,80 m estesa per tutto lo sviluppo reale dell’opera.

L’alloggiamento delle strutture costituenti la nuova conca di navigazione ha richiesto uno scavo di dimensioni significative, sotto falda, la cui stabilità è stata assicurata diaframmi perimetrali in calcestruzzo armato dello spessore costante di 1,20 m coadiuvati da più ordini di puntelli metallici (di diametro 914 mm), per il contrasto alle azioni del terreno  e dell’acqua, impostati alla quota di + 36,00 m fino alla profondità di + 2,00 m.

 

Peculiarità Sistemi di gestione coerenti alle DIN: prevista la chiusura con porte vinciane dotate di movimentazioni oleodinamiche.

Ponte viadotto sul mandracchio di valle

Per dare continuità al collegamento fra Isola Serafini ed il Comune di Monticelli d’Ongina, nel progetto della nuova conca è previsto anche il ponte viadotto sul canale di accesso alla conca da valle (mandracchio di valle). Il viadotto è stato classificato come impalcato di 1° categoria , costituito da 3 campate di luce rispettivamente di 20m, 80m e 20m calcolate in asse agli appoggi.

L’impalcato è stato realizzato in sezione mista acciaio-calcestruzzo, con travi in acciaio di altezza pari a 200-400 cm sagomate in 5 differenti tipologie.

 Risalita dei pesci 

Con parte delle risorse previste nelle somme a disposizione del progetto, è stata realizzata la scala di risalita pesci nell’area della centrale idroelettrica ed in prossimità dello sbarramento annesso alla stessa centrale con un dislivello da superare  pari a 13 m.

Il progetto è stato ritenuto di interesse per la Commissione Europea, ottenendo un cofinanziamento del 50%, per un importo complessivo del progetto di 4.800.000 euro.

L’opera, inaugurata il 17 marzo 2017, consente alla fauna ittica di superare lo sbarramento idroelettrico di Isola Serafini, ripristinando così le rotte di migrazione tra mare Adriatico e affluenti occidentali del Po, fino al lago di Lugano.

Calcestruzzi ad alte prestazioni: classe C25/30 con classe di esposizione XC2 (ambiente bagnato e raramente asciutto) e classe di consistenza S4 (fluida).

Per la pareti si è impiegato un calcestruzzo C32/40 con classe di esposizione XF2 (ambiente con moderata saturazione d’acqua in presenza di agenti disgelanti) e classe di consistenza S4.

Un aspetto nevralgico, che ha inciso sul progetto della conca, è corrisposto alla profondità della stessa. Il fondo è stato fissato a 24 m rispetto sul livello medio del mare, sei metri più in basso di quella esistente, posto a 30 m. Il valore 24 m è cautelativo, ma è dipeso dal garantire 3.5 m di acqua nella conca, in occasione della magra del Po (corrispondente ad una portata volumetrica di 400 m3/s. Così facendo si riesce a garantire la navigabilità anche dopo 50 anni, sopportando di fatto l’abbassamento che ha subito negli ultimi cinquant’anni.

Quali imbarcazioni vi accedono?

Nella nuova conca è previsto il passaggio di imbarcazioni di classe Va CEMT – Commissione Europea Ministri Trasporti, ovvero aventi le seguenti dimensioni:

  • Lunghezza massima: 110 m;
  • Larghezza massima: 11.50 m;
  • Portata di carico: 2.000 tonnellate, equivalente a 50 autotreni.

Costo dell’opera

L’importo complessivo del progetto è pari a€ 47.000.000, di cui per lavori compresi oneri per la sicurezza € 33.142.692,76.

Il progetto è stato cofinanziato al 20% dalla Commissione Europea, mentre la restante parte è stata finanziata con le leggi 388/2000 e 350/2003 con mutui quindicennali a carico della Regione Emilia-Romagna.

L’ente appaltante è AIPo (Agenzia Interregionale per il fiume Po).

Nelle somme a disposizione erano compresi € 2.415.000 come contributo alla costruzione di un innovativo impianto di risalita dei pesci (importo totale € 4.800.000), realizzato nell’ambito del progetto LIFE “ConfluPo”, cofinanziato al 50% dalla UE.

Photogallery: le diverse fasi esecutive

 

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
La nuova Conca sul Po: un’analisi tecnica dell’opera Ingegneri.info