La procedura di verifica di assoggettabilità a Via o screening | Ingegneri.info

La procedura di verifica di assoggettabilità a Via o screening

Che cos’è, come funziona, come procedere per la fase di screening (verifica di assoggettabilità a Via) e lo studio preliminare ambientale

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In cosa consiste la fase di screening (verifica di assoggettabilità a VIA) e come si articola? Cos’è lo studio preliminare ambientale?
L’avvocato Alberta Milone affronta il tema attraverso un punto di vista aggiornato e specifico di un legale che esercita la propria attività professionale prevalentemente in materia di diritto dell’ambiente nel volume “Ambiente – Manuale normo-tecnico 2018”.
Il contenuto di seguito è tratto e rielaborato dal manuale, curato da Erica Blasizza e già disponibile per l’acquisto su Shop.Wki.it. Clicca il box di seguito per avere un dettaglio sui contenuti.

La verifica di assoggettabilità (cd. screening) è definita come la procedura che deve essere attivata per “valutare, ove previsto, se un progetto determina potenziali impatti ambientali significativi e negativi e deve quindi essere sottoposto al procedimento di VIA” (art. 5, comma 1, lett. g), D.Lgs. n. 152/2006).
Il procedimento di verifica di assoggettabilità a VIA (c.d. screening) ha ad oggetto i progetti e le modifiche sostanziali dei progetti indicati all’art. 6, comma 6, D.Lgs. n. 152/2006.

Progetti e modifiche sostanziali dei progetti soggetti a screening a) progetti elencati nell’Allegato II, che servono esclusivamente o essenzialmente per lo sviluppo ed il collaudo di nuovi metodi o prodotti e non soo utilizzati per più di due anni
b) le modifiche o le estensioni dei progetti elencati nell’Allegato II, II bis, e IV alla parte II, la cui realizzazione potenzialmente possa produrre impatti ambientali significativi e negativi, ad eccezione delle modifiche o estensioni che risultino conformi agli eventuali valori limite stabiliti nei medesimi Allegati II e III
c) i progetti elencati nell’Allegato II bis
d) i progetti elencati nell’Allegato IV

Spetta allo Stato la competenza in relazione alla verifica di assoggettabilità dei progetti di cui alle lettere a) e c), sopra riportate e in riferimento alle modifiche sostanziali dei progetti di propria competenza (lett. b).
Rientra nelle competenze regionali lo screening relativo alle opere di cui alle lettere d) e alle modifiche sostanziali dei progetti di competenza regionale (lett. b).
Alcuni progetti infrastrutturali e di impianti energetici, in precedenza rientranti nella competenza regionale, sono ora soggetti allo screening di competenza statale (Allegato II-bis); ad esempio:
• interporti, piattaforme intermodali e terminali intermodali;
• porti e impianti portuali marittimi, fluviali e lacuali;
• strade extraurbane secondarie di interesse statale;
• aeroporti (progetti non compresi nell’Allegato II);
• porti con funzione turistica o da diporto, quando lo specchio d’acqua è inferiore o uguale a 10 ettari, le aree esterne interessate non superano i 5 ettari e i moli sono di lunghezza inferiore o uguale a 500 m.
Nell’ambito del procedimento di verifica di assoggettabilità a VIA, l’amministrazione competente valuta se un determinato progetto, rientrante nelle categorie di opere a cui fa riferimento l’art. 6, comma 6, D.Lgs. n. 152/2006, presenti impatti ambientali significativi e negativi, tali da rendere necessario assoggettare a VIA il progetto stesso.
Al fine di valutare se il progetto debba o meno essere sottoposto a VIA, l’autorità competente tiene conto dei criteri individuati nell’allegato V, alla parte II del D.Lgs. n. 152/2006 (caratteristiche dei progetti, localizzazione dei progetti, tipologie e caratteristiche dell’impatto potenziale).

Studio preliminare ambientale

A seguito delle modifiche introdotte dal D.Lgs. n. 104/2017, il procedimento di screening viene svolto sullo studio preliminare ambientale, trasmesso dal proponente all’autorità competente in formato elettronico, in conformità con quanto previsto dall’Allegato IV-bis alla parte II del D.Lgs. n. 152/2006, insieme alla copia del contributo di cui all’art. 33, D.Lgs. n. 152/2006, relativo agli oneri istruttori che gravano sul proponente, con riferimento ai costi dell’istruttoria, del monitoraggio e del controllo.
Le tariffe di cui all’art. 33 sono state fissate con il Decreto 4 gennaio 2018, n. 1 del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze (in allegato il Decreto).
La tariffa per il procedimento di screening è pari al 0,25 per mille del valore dell’opera da realizzare e comunque nel limite massimo dell’importo di euro 10.000.
Le Regioni e le Province autonome possono stabilire proprie modalità di quantificazione e corresponsione degli oneri.

Contenuti dello Studio Preliminare Ambientale
(Allegato IV bis)
1. Descrizione del progetto, comprese in particolare:
– la descrizione delle caratteristiche fisiche dell’insieme del progetto e, ove pertinente, dei lavori di demolizione;
– la descrizione della localizzazione del progetto, in particolare per quanto riguarda la sensibilità ambientale delle aree geografiche che potrebbero essere interessate.
2. La descrizione delle componenti dell’ambiente sulle quali il progetto potrebbe avere un impatto rilevante.
3. La descrizione di tutti i probabili effetti rilevanti del progetto sull’ambiente, nella misura in cui le informazioni su tali effetti siano disponibili, risultanti da:
– i residui e le emissioni previste e la produzione di rifiuti, ove pertinente;
– l’uso delle risorse naturali, in particolare suolo, territorio, acqua e biodiversità.
4. Nella predisposizione delle informazioni e dei dati di cui ai punti da 1 a 3 si tiene conto, se del caso, dei criteri contenuti nell’allegato V.
5. Lo Studio Preliminare Ambientale tiene conto, se del caso, dei risultati disponibili di altre pertinenti valutazioni degli effetti sull’ambiente effettuate in base alle normative europee, nazionali e regionali e può contenere una descrizione delle caratteristiche del progetto e/o delle misure previste per evitare o prevenire quelli che potrebbero altrimenti rappresentare impatti ambientali significativi e negativi.

Lo studio preliminare ambientale viene pubblicato sul sito web dell’autorità competente, garantendo comunque la tutela della riservatezza di eventuali informazioni industriali o commerciali, su indicazione del proponente, in coerenza con quanto previsto dal D.Lgs. n. 195/2005 in tema di accesso del pubblico all’informazione ambientale.
L’autorità competente è tenuta a comunicare per via telematica l’avvenuta pubblicazione alle amministrazioni e agli enti territoriali potenzialmente interessati.
Chiunque abbia interesse comunica le proprie osservazioni all’autorità competente nel termine di 45 giorni dalla pubblicazione dello studio preliminare ambientale.
L’autorità competente può richiedere al proponente chiarimenti e integrazioni per una sola volta, entro 30 giorni dalla scadenza del termine di cui al comma 4. Il proponente invia le integrazioni e i chiarimenti entro i successivi 45 giorni. I termini per la presentazione delle integrazioni e dei chiarimenti richiesti possono essere sospesi (e, pertanto, in sostanza prorogati) dall’autorità competente per una sola volta per un periodo massimo di 90 giorni.
Nel caso in cui il proponente non trasmetta la documentazione richiesta nel termine fissato dall’amministrazione, la domanda si intende respinta e l’autorità competente provvede alla relativa archiviazione (art. 19, comma 6, D.Lgs. n. 152/2006).

Provvedimento di screening

Il provvedimento di screening viene emanato entro i 45 giorni successivi al termine per la presentazione delle osservazioni (v. l’art. 19, comma 4, D.Lgs. n. 152/2006) o entro 30 giorni dal ricevimento delle integrazioni e dei chiarimenti richiesti.
L’art. 19, comma 7, D.Lgs. n. 152/2006, prevede che, in casi eccezionali, relativi anche alla complessità del progetto, l’autorità competente possa prorogare, con provvedimento motivato, comunicato tempestivamente per iscritto al proponente, per una sola volta e per un periodo non superiore a 30 giorni il termine per la conclusione del procedimento di verifica di assoggettabilità.
Il procedimento di screening si conclude con un provvedimento motivato; nell’ipotesi in cui l’autorità competente stabilisca che un progetto debba essere sottoposto a VIA, è tenuta a precisare i motivi principali in relazione ai criteri elencati nell’allegato V.
In recepimento della Dir. n. 2014/52/UE, l’art. 19, D.Lgs. n. 152/2006 prevede che, nel caso in cui l’autorità competente ritenga di non sottoporre a VIA il progetto, l’autorità stessa, su richiesta del proponente e tenendo conto delle eventuali osservazioni del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo “specifica le condizioni ambientali necessarie per evitare o prevenire quelli che potrebbero altrimenti rappresentare impatti ambientali significativi e negativi”.
Per i progetti elencati nell’Allegato II−bis e nell’Allegato IV alla parte II del D.Lgs. n. 152/2006, la verifica di assoggettabilità a VIA viene svolta applicando i criteri di cui al D.M. del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare del 30 marzo 2015, “Linee guida per la verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale dei progetti di competenza delle Regioni e Province autonome (Allegato IV alla Parte Seconda del D.Lgs. n. 152/2006)”.

Il provvedimento di verifica di assoggettabilità a VIA, insieme alle relative motivazioni, viene pubblicato, nella versione integrale, sul sito web dell’autorità competente.

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