La Vas in Italia: il Rapporto 2017 del Ministero dell'Ambiente | Ingegneri.info

La Vas in Italia: il Rapporto 2017 del Ministero dell’Ambiente

Nel 2016, sono stati conclusi in Italia 8 procedimenti di Vas di competenza statale e 372 di competenza non statale, in prevalenza riguardanti i piani urbanistici di livello locale . La durata media nelle varie regioni è stata di 939 giorni.

Riomaggiore, un esempi del delicato equilibrio ambientale nelle Cinque Terre in Liguria
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Il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare ha pubblicato il Rapporto 2017 sull’attuazione della Valutazione ambientale strategica (Vas) in Italia, che raccoglie e analizza le procedure di Vas concluse nel 2016 a livello statale, regionale e locale.

Il rilevamento del 2016 appare sostanzialmente in linea con quello dell’anno precedente, evidenziando un’attività di valutazione che va attestandosi su valori tendenzialmente costanti. La maggiore criticità riguarda la scarsità di dati reperiti in merito all’attuazione dei Piani di monitoraggio Vas, che testimonia delle perduranti difficoltà incontrate da questo strumento, riguardo al quale si hanno riscontri solo in relazione a piani e programmi di maggior rilievo o di livello territoriale più ampio.
La Valutazione ambientale strategica (VAS), costituisce un importante strumento per l’integrazione delle considerazioni di carattere ambientale nell’elaborazione e nell’adozione di piani e programmi che possono avere effetti significativi sull’ambiente, assicurando che gli effetti dell’attuazione dei piani e dei programmi in questione siano presi in considerazione già nel corso della loro elaborazione e prima della loro adozione o approvazione finale.
La Vas è stata introdotta nell’ordinamento comunitario con la Direttiva 2001/42/CE del 27 giugno 2001 e recepita nell’ordinamento italiano con il Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006, modificato dal Dlgs n. 4 del 16 gennaio 2008 e dal Dlgs n. 128 del 29 giugno 2010.
La Vas nelle regioni e nei comuni
La procedura di Vas in Italia può essere svolta a livello statale o regionale/locale. La potestà legislativa di regioni e province autonome ha portato allo sviluppo di un quadro ampio e articolato di legislazione regionale, primaria e secondaria. Soltanto una regione fa esclusivo riferimento alla normativa nazionale per disciplinare le procedure di Vas, mentre 4 regioni non hanno legiferato ma hanno regolamentato la materia tramite specifici atti normativi, 17 regioni/province autonome dispongono di una propria legislazione in materia, specifica o integrata all’interno della disciplina urbanistico-pianificatoria e di governo del territorio; 18 regioni hanno anche predisposto appositi regolamenti. Inoltre, che circa due terzi di regioni e province autonome hanno elaborato Linee guida per le procedure di Vas e anche formulari e modelli procedimentali.
7 regioni/PA hanno mantenuto le funzioni di autorità competente per tutte le Vas svolte sul territorio (in due casi individuando una struttura ad hoc), mentre le restanti 14 hanno delegato queste funzioni ad altri enti sottordinati, con preferenza ai Comuni.
L’orientamento a delegare le funzioni a province, città metropolitane e comuni, in quanto competenti per l’approvazione di piani e programmi nell’ambito del proprio territorio, ha portato a intervenire normativamente per l’uso di piccole aree, per le modifiche minori di piani e programmi e per i piani attuativi di piani già sottoposti a Vas, sviluppando in alcuni casi forme di procedure semplificate o di carattere escludente, limitate a particolari categorie di varianti.
Quest’ultimo aspetto è oggetto di contenzioso in ambito locale in quanto l’individuazione dell’Autorità competente di Vas nell’Ente locale comunale che promuove il piano lascia in sospeso alcuni interrogativi in merito alla capacità tecnica ed economica dei comuni demograficamente più piccoli di sostenere in modo efficace la valutazione e il monitoraggio ambientale di strumenti di pianificazione territoriale caratterizzati da quadri ambientali complessi o destinatari di particolari misure tutela e salvaguardia.
Il Tavolo e il Portale Vas
Il Ministero coordina il “Tavolo Vas Stato – Regioni – Province Autonome”, al quale partecipano anche il Ministero per i beni e le attività culturali e il turismo (Mibact) e l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), con l’obiettivo di condividere informazioni ed esperienze e di favorire l’armonizzazione delle procedure.
Il Portale delle valutazioni ambientali Vas-Via (www.va.minambiente.it) è il punto di accesso unico alle informazioni amministrative e tecniche relative alle procedure di Valutazione Ambientale Strategica di competenza statale, dove è resa disponibile on-line tutta la documentazione tecnico-amministrativa relativa ai procedimenti  ed è possibile conoscere, in tempo reale, lo stato degli stessi.
Procedimenti di Vas in Italia nel 2016
Nel 2016, sono stati conclusi in Italia 8 procedimenti di Vas di competenza statale e 372 di competenza non statale. La regione di gran lunga più attiva è stata l’Emilia-Romagna, con 110 procedimenti, seguita dalla Lombardia (61 procedimenti) e dal Veneto (52).In coda, con 1 procedimento ciascuna, Valle d’Aosta, Umbria, Abruzzo e Molise.
I piani urbanistici di livello locale (intercomunale, comunale, attuativo) rappresentano la parte numericamente più consistente degli strumenti sottoposti a procedure di VAS, seguono i piani di settore, i piani territoriali di scala regionale e quelli di livello provinciale – metropolitano.
Durata dei procedimenti
La normativa fissa termini temporali soltanto per alcune fasi procedimentali ma non per il procedimento nel suo complesso: massimo 90 giorni per la fase di scoping, 60 giorni per la consultazione del pubblico sul Rapporto ambientale, 90 giorni per l’emanazione del provvedimento finale a decorrere dalla scadenza per l’invio delle osservazioni.
In sostanza, la durata dei procedimenti dipende da una serie di fattori molto variabili e difficilmente correlabili. Possono determinare, in genere, un aggravio delle tempistiche di esecuzione delle procedure di valutazione la complessità degli strumenti di pianificazione e programmazione, particolari condizioni di suscettività e tutela dello scenario ambientale-territoriale o l’eventualità che il procedimento susciti particolare interesse e dibattito nell’opinione pubblica e in ambito tecnico scientifico. Influiscono anche aspetti di carattere amministrativo e organizzativo legati alla gestione delle attività tecnico istruttorie o eventuali richieste di sospensione per integrazioni.
Nel 2016, per i procedimenti di competenza statale, si va dai 342 giorni per il Piano di gestione del rischio di alluvioni del distretto idrografico dell’Appennino Centrale, ai 545 giorni per il Piano di gestione del rischio di alluvioni del distretto idrografico del Fiume Serchio.
La durata media dei procedimenti di VAS di competenza non statale nelle varie regioni è stata di 939 giorni, tra il minimo della Provincia Autonoma di Bolzano (211 giorni) e il massimo del Veneto (1668 giorni), escludendo il record dell’Umbria di 2967 giorni per i tristemente noti motivi.
Il Rapporto fornisce anche in allegato un prospetto della Legislazione non statale in materia di Vas, l’indicazione delle Autorità responsabili nelle Regioni e Province autonome, gli indirizzi dei siti web dedicati alla Vas in Regioni e Province autonome e l’elenco dei Piani/Programmi statali soggetti a monitoraggio Vas.

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