Le alluvioni e IDEA, un sistema informativo evoluto per la 'conta dei danni' | Ingegneri.info

Le alluvioni e IDEA, un sistema informativo evoluto per la ‘conta dei danni’

Abbiamo parlato con la prof. Scira Menoni del Politecnico di Milano per illustrarci gli obiettivi e le peculiarità del progetto internazionale IDEA, dedicato ai danni delle alluvioni e degli eventi calamitosi in generale, di cui è responsabile

Flooded street
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Dopo un evento alluvionale si contano i danni. La parola “danno” racchiude al suo interno una moltitudine di significati e situazioni di disagio dirette e indirette sofferte da un territorio e dalla sua popolazione.

La sua entità è solitamente espressa in termini di vite umane e monetari, tutto questo concorre a definire uno scenario post evento. L’interrogativo che nasce è questo: quali sono i dati utili a definire uno scenario completo? Come e quali dati devono essere raccolti e poi elaborati per rappresentare uno scenario completo?

Questi interrogativi, tutt’altro che banali, costituiscono l’obiettivo del progetto IDEA (Improving Damage assessments to Enhance cost-benefit Analyses – Analisi costi-benefici, rischi naturali, piani e programmi di intervento), finanziato dalla Commissione Europea – Direzione generale per gli aiuti umanitari e la protezione civile a cui vi partecipano i seguenti partner: Politecnico di Milano – Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (capofila), Regione Umbria Protezione Civile, Università di Oxford Brookes, Consiglio Nazionale della Ricerca della Spagna e Protezione Civile della Catalonia.

Ne abbiamo parlato con la professoressa Scira Menoni, Professore associato a tempo pieno di Tecnica e Pianificazione Urbanistica presso il Politecnico di Milano e responsabile del progetto.
L’obiettivo ambizioso del progetto, a scala internazionale, è quello di costruire un sistema informativo evoluto capace di raccogliere e al tempo stesso di essere interrogato relativamente ai dati legati ai danni occorsi, in occasione di un evento calamitoso”.

Al fine di costruire uno scenario completo dell’evento occorre procedere alla lettura dei danni occorsi ai diversi settori colpiti (riconosciuti anche all’interno della direttiva europea alluvioni), quali:
• vittime (feriti, morti, evacuati);
• infrastrutture;
• servizi pubblici;
• agricoltura;
• impianti produttivi;
• edifici residenziali;
• ambiente naturale e beni culturali.

A ciascun sistema corrisponde un’entità di danno e una tipologia che, macroscopicamente, può essere distinta tra diretto e indiretto, ovvero provocato dall’evento stesso (nel caso dell’alluvione si traduce ad esempio in sedimenti, contaminazione e detriti trasportati) o indotto dall’evento attraverso la mancata funzionalità di reti e servizi che compromettono la capacità di risposta del sistema territoriale nel suo insieme rendendolo vulnerabile.

Scarica anche: Linee guida per le attività di programmazione e progettazione degli interventi per il contrasto del rischio idrogeologico (bozza per consultazione)

Nell’ambito del progetto IDEA sono stati analizzati i danni subiti dalle infrastrutture critiche e dalle attività economiche, di quattro località colpite da alluvione:
• Lorca (Spagna, in seguito al terremoto del 2011),
• Umbria (in seguito alle alluvioni del 2012-13-14),
• Val D’Aran nei Pirenei (Spagna, in conseguenza dell’alluvione del 2013)
• la regione del Gloucestershire (Regno Unito, in seguito all’alluvione del 2007).

La raccolta e l’organizzazione sistematica dei dati relativa a queste quattro calamità ha consentito di trarre molteplici letture, che non si limitano alla disamina delle singole componenti e degli elementi danneggiati , ma si estendono anche alla valutazione delle conseguenze indotte e secondarie in sistemi più ampi.

Da qui la domanda: il danno in quali termini deve essere osservato/rilevato, su quale scala e su quale finestra temporale (immediatamente verificatosi l’evento, mesi, anni)?
La scala del tempo è una componente essenziale per lo sviluppo dinamico di uno scenario post evento: nel caso ad esempio delle alluvioni, l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) nelle sue linee guida del 2013 consiglia infatti di osservare il danno in corrispondenza del verificarsi dell’evento e poi a distanza di 3, 6 e 12 mesi a cui corrisponderanno tre diversi rapporti di valutazione del danno:
– il primo rapporto ha carattere speditivo (valutazione rapida dei danni) per l’attivazione delle forze di soccorso e di assistenza alla popolazione;
– il secondo rapporto è utile al reperimento alle informazioni utili alla redazione delle domande di risarcimento;
– il terzo rapporto è invece utile a fornire un quadro più completo utile alla valutazione dell’efficacia delle opere di difesa e di mitigazione nei confronti ad esempio delle alluvioni.

La scala del tempo non è esaustiva a definire lo scenario, infatti occorre esprimersi anche in termini di spazio; il danno infatti può essere locale ma anche interessare aree al di fuori del perimetro interessato direttamente dall’evento.

Settore Scala locale Scala regionale Danni sistemici e di lungo periodo Tipo di restituzione
Popolazione Vittime, feriti ed evacuati Mappa di riferimento per comune Vittime, feriti ed evacuati Costi sostenuti dalla protezione civile per l’assistenza alla popolazione
Infrastrutture Mappa e descrizione dei singoli danni per i comuni maggiormente colpiti – Mappatura comunale con indicazione
– Grafico danno – tipo settore
– Mappe/Tabelle interruzione dell’attività del settore
Tempi di ricostruzione definitiva Tabella di sintesi
Servizi pubblici Durata del servizio provvisorio in altra struttura/luogo e data del ripristino definitivo Tabella con i costi e la descrizione dell’intervento comune per comune
Agricoltura – Elenco danni all’agricoltura  per comune e per tipo di coltivazione/elemento produttivo
– Mappe aree interessate
– Tabelle delle parcelle
– Descrizione di sintesi
Elenco danni distinti per:
– tipologia attività produttiva
– mappa dei comuni interessati
– costo del danno
– Interruzione attività produttiva (%)
– Interruzione per tipo di causa (servizi esterni, caduta domanda…)
– Addetti coinvolti
Tabella del costo del ripristino attività
Impianti produttivi
Edifici residenziali

– Numero unità abitative
– Tipo di danno (finiture, strutture…)
– Danni per agente (contaminante, acqua, fango ….)

Comuni dichiaranti danni agli edifici residenziali Durata del servizio provvisorio in altra struttura/luogo e data del ripristino definitivo Tabella con i costi e la descrizione dell’intervento comune per comune
Ambiente e beni culturali – Localizzazione
– Tipo di bene
– Tipo di danno
– Tempo stimato per il ripristino del bene  (se reversibile)
Comuni dichiaranti danni Danni intangibili Tabella di sintesi
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A sinistra, Numero persone evacuate (Regione Umbria – evento 2012); a destra, Numero strade chiuse (Regione Umbria – evento 2012)

Questo al fine fornire una valutazione di sintesi dello scenario di danno in termini di:
1. Analisi comparativa dei danni per tipo di sistema colpito (grafici), per comune (indicazione dei comuni maggiormente colpiti), per causa (dissesto, allagamento, contaminazione) con relative tabelle di sintesi ed eventuali mappe di sintesi.

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Percentuale relativa ai settori danneggiati begli eventi alluvionali umbri del 2012 e 2013

2. Esplicitazione dei fattori specifici dell’evento alla scala regionale e locale (indicazione casi particolarmente rilevanti).
3. Valutazione dell’efficacia delle misure di prevenzione pre-evento a scala regionale (piani di bacino, mappe di hazard), regionale-comunale (piani di emergenza), comunale (piani urbanistici).

Il sistema informativo che dovrà essere costituito dovrà avere le seguenti caratteristiche:
– efficace nel fornire risultati per i diversi scopi (contabilità, individuazione delle esigenze post-evento);
– fattibile e adattabile ai diversi contesti amministrativi e alle diverse necessità.

Per raggiungere tale dinamicità e versatilità sono necessari i seguenti ingredienti:
• oggettività nel rilievo del danno: la tendenza è che ogni rilevatore esamina aspetti proprio del suo ramo, perdendo di fatto l’imparzialità e la coordinazione con le altre figure, caratteristiche essenziali nella restituzione del quadro del danno post-evento. Occorre pertanto possedere uno strumento di rilievo comune capace di cogliere le peculiarità e gli aspetti salienti di ciascun settore.

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Esempio di schedatura corrispondente a ciascun settore e distinta ulteriormente secondo il danno occorso

Gestore dati: figura che avrà appunto il compito di raccogliere i dati provenienti da diverse autorità e diverse agenzie incaricati del rilievo post evento.
Analista informatico: questa figura dovrebbe lavorare e coordinarsi con la precedente, al fine di dare al dato la corretta valenza e fruibilità da parte dell’utente finale.

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Interazione tra gestione e analisi dei dati

Chi è la prof. Scira Menoni

Scira Menoni
In qualità di Professore Associato di Urbanistica presso il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano si occupa di valutazione, prevenzione e mitigazione dei danni connessi ai rischi naturali e tecnologici. Insegna nell’ambito del corso di laurea magistrale “Civil Engineering for Risk Mitigation” presso il Polo di Lecco del Politecnico di Milano nell’ambito del CERG_C Certification Course, un corso di specializzazione dedicato a tecnici di protezione civile e dottorandi presso l’Università di Ginevra. Ha partecipato a diversi progetti europei in qualità di responsabile di unità di ricerca come ARMONIA (FP6, Applied multi Risk Mapping of Natural Hazards for Impact Assessment), Ensure (Enhancing resilience of communities and territories facing natural and na-tech hazards FP7, di cui era coordinator scientifico) e come coordinatrice: Scenario (FP6, Support on Common European Strategy for sustainable natural and induced technological hazards mitigation), Know-4-drr (FP7, Enabling knowledge for disaster risk reduction in integration to climate change adaptation). Attualmente sta lavorando a due progetti europei, EDUCEN (Horizon 2020, European Disasters in Urban centres: a Culture Expert Network (3C – Cities, Cultures, Catastrophes) e IDEA (DG-ECHO call 2014, Improving Damage assessments to Enhance cost-benefit Analyses) di cui è coordinatrice. Ha seguito diversi progetti per la pubblica amministrazione, soprattutto per enti di protezione civile a diversi livelli, da quello regionale a quello provinciale e comunale. Tra le sue pubblicazioni recenti: Valutazione di vulnerabilità sismica: dall’edificio al centro urbano e oltre. Applicazioni al caso di Salò (Brescia), Ingegneria Sismica, 2015; con C. Margottini, Inside Risk. Stragegies for sustainable risk mitigation, Springer, 2011 e in italiano Costruire la prevenzione. Strategie di riduzione e mitigazione dei rischi territoriali, Bologna, Pitagora, 2005.

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