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Legge 2015 di delegazione europea: novità ambientali e non solo

Emissioni degli impianti di combustione , qualità della benzina e dei combustibili diesel, rinnovabili, shopper di plastica, prodotti da costruzione: sono solo alcuni dei temi sui quali il Governo adeguerà a breve la normativa nazionale

legge 2015 delegazione europea
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Entra in vigore dal 16 settembre 2016 la legge di delegazione europea 2015, Legge 12 agosto 2016, n. 170, con la quale il Parlamento delega al Governo, il recepimento, con decreto legislativo, delle direttive elencate negli allegati A e B ed entro due anni dalla data di entrata in vigore della legge, anche l’adozione di sanzioni penali o amministrative per le violazioni di obblighi contenuti in tali direttive, per le quali non sono già previste sanzioni penali o amministrative.


In particolare, in materia ambientale, sono stati introdotti principi e criteri specifici di delega per il recepimento di quattro direttive:

  1. art.4: direttiva (Ue) 2015/720 relativa alla riduzione dell’utilizzo di borse di plastica in materiale leggero;
  2. art. 16: direttiva (Ue) 2015/1513 relativa alla qualità della benzina e dei combustibili diesel;
  3. art. 16: direttiva 2009/28/Ce sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili;
  4. art. 17: direttiva (Ue) 2015/2193 sulle emissioni in atmosfera di inquinanti originati da impianti di combustione medi.

 

 

Art.4 – Progressiva riduzione dell’utilizzo di borse di plastica in materiale leggero

La prima è la direttiva sulla riduzione progressiva dei sacchetti di plastica leggeri (sotto i 50 micron). Nel recepire la direttiva il Governo è chiamato a rispettare le norme  più rigorose in materia, già vigenti.

Nell’art. 4 il Governo viene delegato ad attuare la direttiva (Ue) 2015/720 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2015, che modifica la direttiva 94/62/Ce per quanto riguarda la riduzione dell’utilizzo di borse di plastica in materiale leggero, entro sessanta giorni.

L’Art. 4.2 indica i principi direttivi ai quali si deve adeguare il Governo in tale attuazione, fra i quali segnaliamo la garanzia del medesimo livello di tutela ambientale assicurato dalla legislazione già adottata in materia, il divieto di fornitura a titolo gratuito delle borse di plastica ammesse al commercio, la progressiva riduzione della commercializzazione delle borse di plastica e la previsione di una campagna di informazione dei consumatori.
 

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Art.17 – Emissioni degli impianti di combustione medi

Spazio anche al recepimento della direttiva 2015/2193/Ue sulle emissioni degli impianti di combustione medi che copre un vuoto normativo.
L’art.17 della Legge di delegazione 2015, oltre all’attuazione della direttiva prevede che nell’esercizio della delega il Governo provveda al riordino del quadro normativo degli stabilimenti aventi emissioni in atmosfera in cui si colloca la disciplina degli impianti di combustione medi, attenendosi ai criteri specifici previsti dall’art.17, comma 2.

In particolare si chiede al Governo di:

  1. aggiornare la disciplina generale relativa agli stabilimenti che producono emissioni nell’atmosfera non soggetti ad autorizzazione integrata ambientale (Parte V D.Lgs. n.152/2016, cd. Testo Unico Ambiente);
  2. razionalizzare le procedure autorizzative per gli stabilimenti anche ai fini del coordinamento con le norme in materia di autorizzazione unica ambientale;
  3. aggiornare l’Allegato I alla parte V del “TUA”, riducendo i vigenti valori limite di emissione alla luce delle migliori tecnologie disponibili, con priorità per gli impianti di combustione e per la classificazione delle sostanze inquinanti;
  4. riconoscere agli impianti di combustione medi esistenti un periodo di tempo sufficiente per adeguarsi sul piano tecnico alle nuove prescrizioni;
  5.  aggiornare il sistema delle sanzioni penali e amministrative previsto dalla parte V del Testo Unico Ambiente, in modo da assicurare l’effettività, la proporzionalità e la dissuasività delle misure sanzionatorie relative agli stabilimenti non sottoposti ad autorizzazione integrata ambientale, tenendo conto delle sanzioni previste per violazioni di analoga natura commesse nell’esercizio degli stabilimenti sottoposti ad autorizzazione integrata ambientale, nonche’ dello specifico impatto emissivo degli stabilimenti da disciplinare.

 

Art.16 – Qualità della benzina e del combustibile diesel e promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili

Infine il Governo è delegato a recepire le direttive sulla qualità della benzina e dei combustibili diesel  dirette a spingere per un mercato unico dei carburanti destinati ai trasporti stradali e alle macchine mobili non stradali e ad assicurare il rispetto dei livelli minimi di protezione dell’ambiente previsti nell’uso di questi carburanti.

L’articolo 16 contiene in particolare la delega, nonché specifici principi e criteri direttivi per il suo esercizio, per l’attuazione della direttiva (Ue) 2015/1513 relativa alla qualità della benzina e del combustibile diesel e della direttiva 2009/28/Ce sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili.

In particolare i criteri prevedono che il Governo adotti le medesime definizioni di residui di processo e di residui da agricoltura, da acquacoltura, da pesca e da silvicoltura introdotte dalla direttiva (Ue) 2015/1513, al fine di sfruttare al massimo le opportunità di produrre biocarburanti dai residui.

Il comma 2 dell’articolo 16 indica i principi ispiratori, fra i quali si segnala di valutare la possibilità di concorrere all’adempimento degli obblighi di cui alla direttiva 98/70/Ce (relativa alla qualità della benzina e del combustibile diesel), anche per mezzo dei biocarburanti utilizzabili per il settore del trasporto aereo civile, allo scopo di assicurare il perseguimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra attraverso una regolamentazione specifica che eviti la competizione tra biocarburanti e risorse alimentari.

 

 

Art.9 – E una novità per il settore edile: il riordino del quadro normativo relativo alla commercializzazione dei prodotti da costruzione

Pur se non di matrice strettamente ambientale, anticipiamo  un’altra delega di interesse per il settore tecnico. Parliamo di quella contenuta nell’ art. 9 della L. di delegazione 2015.

 

Leggi:  Legge di delegazione europea 2015 e prodotti da costruzione

Si tratta dell’incarico al Governo di dare attuazione al regolamento (Ue) n. 305/2011, che fissa condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione.

In particolare il regolamento ha abrogato e sostituito la direttiva 89/106/Cee con il fine di semplificare e chiarire il quadro esistente per l’immissione sul mercato dei prodotti da costruzione, nonché di migliorare la trasparenza, l’efficacia e l’armonizzazione delle misure esistenti, tenendo altresì conto del regolamento (Ce) n. 765/2008, oltre che della sicurezza e qualità delle opere.

 

 


Cos’è la Legge di Delegazione Europea?
La legge di delegazione europea è, insieme alla legge europea, uno dei due strumenti di adeguamento all’ordinamento dell’Unione europea introdotti dalla legge 24 dicembre 2012, n. 234, che ha attuato una riforma organica delle norme che regolano la partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea.

La legge n. 234/2012 prevede che, in luogo del disegno di legge comunitaria annuale previsto dalla normativa previgente, il Governo presenti alle Camere entro il 28 febbraio di ogni anno, il disegno di legge di delegazione europea, volto a delegare il Governo per il recepimento delle direttive, l’attuazione degli altri atti dell’UE o la modifica o abrogazione di disposizioni vigenti limitatamente a quanto necessario per garantire la conformità dell’ordinamento ai pareri motivati o alle sentenze di condanna della Corte di giustizia. La legge di delegazione europea individua le direttive i cui schemi di decreto legislativo o di regolamento di recepimento, prima della sua adozione, debbano essere sottoposti al parere delle Commissioni parlamentari competenti. Si prevede, inoltre, la possibilità per il Governo, nel caso in cui insorgessero nuove esigenze di adempimento, di presentare entro il 31 luglio di ciascun anno un ulteriore disegno di legge di delegazione europea relativo al secondo semestre dell’anno stesso. (sito web Camera dei deputati)

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