Legge quadro sull’inquinamento acustico: come cambia dopo le ultime novità | Ingegneri.info

Legge quadro sull’inquinamento acustico: come cambia dopo le ultime novità

A breve in vigore le modifiche alla legge quadro sull’inquinamento acustico, apportate dal d.lgs 42 del 2017. Vediamole sinteticamente

inquinamento acustico
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Il Decreto legislativo 42 del 2017, recante disposizioni in materia di armonizzazione della normativa nazionale in materia di inquinamento acustico, in vigore dal prossimo 19 aprile, non apporta modifiche solo alla normativa sulla gestione del rumore ambientale (leggi qui l’articolo) ma anche alla legge quadro sullinquinamento acustico (legge 26 ottobre 1995, n. 447).

Le modifiche riguardano, sostanzialmente la parte relativa alle definizioni, immissione in commercio e libera circolazione, mezzi di impugnazione, dichiarazione CE di conformità, macchine ed attrezzature soggette a limiti di emissione acustica e valutazione della conformità.

Eccole in sintesi.

 

 

Art. 2 comma 1 Nella lettera lettera c), dopo le parole: «commerciali ed agricole;» sono  aggiunte le seguenti: «gli impianti eolici;»
dopo la lettera d)  è inserita la seguente: «d-bis) sorgente sonora specifica: sorgente sonora selettivamente  identificabile  che costituisce la causa del potenziale inquinamento  acustico  e  che concorre al livello di rumore ambientale, come definito dal  decreto di cui all’articolo 3, comma 1, lettera c);»
la lettera g)  è sostituita dalla seguente: «g) valore di attenzione: il valore di  immissione,  indipendente  dalla  tipologia della sorgente e dalla classificazione acustica del territorio  della zona da proteggere, il cui superamento obbliga ad  un  intervento  di mitigazione  acustica  e  rende  applicabili,  laddove  ricorrono   i presupposti, le azioni previste all’articolo 9.»
dopo la lettera h)  è aggiunta la seguente:  «h-bis)  valore limite di immissione specifico: valore massimo del  contributo  della sorgente sonora specifica misurato  in  ambiente  esterno  ovvero  in facciata al ricettore.»
comma 2 le parole: «e h)» sono sostituite  dalle  seguenti: «, h) e h-bis)» ed  è aggiunto, in fine, il seguente periodo:  «Nelle zone già urbanizzate, il valore limite di immissione  specifico  non si applica alle sorgenti preesistenti alla data di entrata in  vigore della presente  legge,  qualora  la  classificazione  del  territorio preveda il contatto diretto di aree classificate con  valori  che  si discostano in misura superiore a 5dBA di livello sonoro  equivalente. In tali casi si applica quanto  previsto  all’articolo  4,  comma  1, lettera a), con modalità tali che le misure contenute nei  piani  di risanamento adottati ai sensi dell’articolo 7  assicurino comunque  la prosecuzione delle attività esistenti, laddove  compatibili  con  la destinazione d’uso della zona stessa.»
comma 6  l’ultimo periodo  è soppresso;
comma 7 «7. La  professione  di tecnico competente in acustica può essere svolta  previa  iscrizione nell’elenco dei tecnici competenti in acustica.»;
comma 8 abrogato
Art. 3 comma 1 «m-bis)   la determinazione, con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con i Ministri dello  sviluppo economico, della salute e delle infrastrutture e dei  trasporti,  dei criteri per la misurazione del rumore emesso dagli impianti eolici  e per il contenimento del relativo inquinamento acustico;»
comma 3 le parole: «o di nuove situazioni» sono sostituite dalle seguenti: «o di modifiche normative»
Art. 7 comma 5 «5.  Nei  comuni  con popolazione  superiore  a  centomila  abitanti,  la  giunta  comunale presenta al consiglio comunale una relazione quinquennale sullo stato acustico del comune. La relazione  è approvata dal consiglio comunale ed  è trasmessa alla  regione  almeno  entro  il  31  marzo  2020,  e successivamente ogni cinque anni, anche al fine  di  consentire  alla regione di valutare la necessità di inserire i suddetti  comuni  tra gli agglomerati individuati  ai  sensi  del  decreto  legislativo  19 agosto  2005,  n.  194.  Sono  esentati  dalla  presentazione   della relazione i comuni individuati dalle  regioni  quali  agglomerati  ai fini della presentazione delle mappe  acustiche  strategiche  di  cui all’articolo 3, comma 3, del predetto decreto.»;
nuovo comma «5-bis.  In  sede  di concessione di contributi o risorse finanziarie regionali o  statali, destinati ai comuni per il perseguimento degli obiettivi di cui  alla presente  legge,   è  data  priorità  ai  comuni   che   ottemperano all’obbligo di adozione della relazione di cui al comma 5 e ai comuni individuati  dalla  regione  o   dalla   provincia   autonoma   quali agglomerati  che  hanno  ottemperato  alla  redazione   delle   mappe acustiche strategiche di cui all’articolo 3,  comma  3,  del  decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 194.».
Art. 8 nuovo comma «2-bis.   La valutazione  di  impatto  acustico  di  infrastrutture  di  trasporto lineari, aeroportuali e marittime  deve  tenere  conto,  in  fase  di progettazione,  dei  casi  di  pluralità   di   infrastrutture   che concorrono all’immissione di  rumore,  secondo  quanto  previsto  dal decreto di cui all’articolo 10, comma 5, primo periodo.»
comma 3 bis abrogato
comma 5 «5.  La  documentazione di cui ai commi 2, 3 e 4  è resa sulla base dei criteri stabiliti  ai sensi dell’articolo 4, comma 1, lettera l), con le modalità  di  cui al decreto del Presidente  della  Repubblica  28  dicembre  2000,  n. 445.»
comma 6 dopo le parole: «dagli impianti» sono aggiunte  le seguenti: «, ai  fini  del  rilascio  del  nulla-osta  da  parte  del comune.» e l’ultimo periodo  è soppresso
Art. 10 comma 1 le parole: «da lire 2.000.000 a  lire  20.000.000» sono sostituite dalle seguenti: «da 2.000 euro a 20.000 euro»
comma 2 2.   Chiunque, nell’esercizio o nell’impiego di  una  sorgente  fissa  o  mobile  di emissioni sonore, supera i valori limite di cui all’articolo 2, comma 1, fissati ai sensi dell’articolo 3, comma 1, lettera a),   è  punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una  somma  da  1.000 euro a 10.000 euro.
comma 3 le parole: «da lire  500.000  a  lire  20.000.000» sono sostituite dalle seguenti: «da 500 euro a 20.000 euro»
comma 4 «4.  Il  70  per  cento delle somme derivanti dall’applicazione delle sanzioni amministrative di cui ai commi 1, 2 e 3,  versate  all’entrata  del  bilancio  dello Stato,  è riassegnato su apposito capitolo dello stato di  previsione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, per essere devoluto, con decreto del Ministro dell’ambiente  e  della tutela del territorio e del mare, ai comuni per il finanziamento  dei piani di risanamento di cui all’articolo 7  e  alle  agenzie  per  la protezione ambientale competenti per territorio per l’attuazione  dei controlli di  competenza.»
nuovo comma «4-bis.   La rendicontazione giustificativa  delle  modalità  di  utilizzo  delle somme di cui al comma 4,  è trasmessa dal comune alla  regione  entro il 31 marzo di ogni anno, corredata di una apposita relazione.  Entro il 31  maggio  di  ogni  anno,  la  regione  trasmette  al  Ministero dell’ambiente  e  della  tutela  del  territorio  e   del   mare   la rendicontazione di  cui  al  periodo  precedente  per  i  comuni  del territorio di competenza.»;
comma 5  primo periodo le parole: «nel caso di superamento dei valori di cui al comma 2,» sono sostituite dalle seguenti: «nel caso di superamento dei valori di cui ai regolamenti di esecuzione di cui all’articolo 11,», e dopo le parole: «fondi di bilancio previsti per le attività di manutenzione.» sono inserite le  seguenti:  «Le modalità  di  accantonamento  delle  predette  somme,   della   loro comunicazione,  nonché  del  loro  utilizzo  finale,  sono  definite secondo le citate direttive del Ministro dell’ambiente.  Al  fine  di garantire maggiore trasparenza in merito ai fondi accantonati, devono essere indicate le  voci  di  bilancio  relative  alle  attività  di manutenzione e di potenziamento delle  infrastrutture  stesse,  sulle quali  è calcolata la percentuale di accantonamento.»
nuovo comma «5-bis. L’obbligo di accantonamento di cui al comma 5 non sussiste qualora si dimostra che non ricorre la necessità di realizzare interventi di contenimento  e di abbattimento del rumore, ai fini del rispetto dei  regolamenti  di esecuzione di cui all’articolo 11. Di tale  circostanza  deve  essere data dimostrazione mediante una relazione motivata da  presentare  al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, per le infrastrutture di interesse  nazionale  o  di  interesse  di  più regioni, ovvero alle regioni e ai Comuni territorialmente  competenti per le restanti infrastrutture. Per  il  gestore  dell’infrastruttura ferroviaria nazionale, il  suddetto  obbligo  di   accantonamento  non sussiste a condizione che il finanziamento degli interventi del piano di contenimento e abbattimento del rumore trovi integrale copertura a carico dei fondi disciplinati da  contratti  di  programma  ai  sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 15 luglio 2015, n. 112.»
nuovo comma «5-ter.  In  caso di inottemperanza da parte delle società e  degli  enti  gestori  di servizi pubblici di  trasporto  o  delle  relative  infrastrutture  a quanto stabilito al comma 5,  relativamente  alla  predisposizione  e presentazione del piano  o  all’attuazione  del  medesimo  nei  tempi prefissati, si applicano i commi 1, 2 e 3 del presente articolo.»
Art. 11 comma 1 «1.  Con  uno  o  più decreti del Ministro dell’ambiente e della tutela  del  territorio  e del  mare,  di  concerto  con  i   Ministri   della   salute,   delle infrastrutture e dei  trasporti,  della  difesa,  dei  beni  e  delle attività culturali e del turismo e dello sviluppo economico, secondo le rispettive competenze, ai sensi dell’articolo 17, comma  3,  della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono adottati uno o  più  regolamenti, distinti  per   sorgente   sonora   relativamente   alla   disciplina dell’inquinamento acustico avente origine dal traffico marittimo,  da natanti, da imbarcazioni  di  qualsiasi  natura,  dagli  impianti  di risalita a fune e a cremagliera, dagli eliporti, dagli spettacoli dal vivo, nonché dagli impianti eolici.»
nuovo comma «1-bis.  Con  le modalità di cui al comma 1 possono essere modificati  o  abrogati  i seguenti regolamenti in materia di inquinamento acustico: decreto del Presidente della Repubblica del 30 marzo 2004, n.  142,  decreto  del Presidente della Repubblica del 18 novembre 1998, n. 459, decreto del Presidente della Repubblica del 3 aprile 2001, n. 304, e decreto  del Presidente della Repubblica dell’11 dicembre 1997,  n.  496.  Con  le medesime modalità i predetti regolamenti  possono  essere  integrati per  quanto  attiene  alla  disciplina   dell’inquinamento   acustico derivante da aviosuperfici,  elisuperfici  e  idrosuperfici,  nonché dalle nuove localizzazioni aeroportuali.»
comma 2 le parole: «devono essere» sono  sostituite  dalle seguenti: «e comma 1-bis  sono»,  e  dopo  le  parole:  «dallo  Stato italiano»  sono  aggiunte  le  seguenti:  «e   sono   sottoposti   ad  aggiornamento in funzione di modifiche normative o di nuovi  elementi conoscitivi, secondo criteri di semplificazione.»
Art. 14 comma 2 dopo la lettera d) è aggiunta la seguente: «d-bis) dei regolamenti di esecuzione di cui all’articolo 11 e delle disposizioni statali e
regionali dettate in applicazione della presente legge.»

 

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