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Life Cycle Assessment, arriva una banca dati europea

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Arriva la Banca dati del Life Cycle Assessment (Valutazione del ciclo di vita), la metodologia impiegata per analizzare la qualità ambientale di un’impresa, prodotto o servizio lungo l’intero ciclo di vita. Nato su iniziativa del Jrc, Joint Research Center, e dalla Dg Ambiente della Commissione Europea, nell’ambito della politica europea per l’uso efficiente delle risorse, il Life Cycle Data è stato presentato lo scorso 6 febbraio all’interno di un convegno a Bruxelles.

Obiettivo del progetto è mettere in rete banche dati europee e non che utilizzano criteri analoghi di qualità e coerenza metodologica per la raccolta e gestione delle informazioni sull’impatto di prodotti e servizi sull’ambiente. Un progetto necessario, in considerazione della consistente quantità di dati e parametri da considerare secondo l’approccio dell’Lca: si va dall’estrazione delle materie prime al processo produttivo vero e proprio, fino al riutilizzo e allo smaltimento di rifiuti. Il processo prevede la valutazione per ciascuno dei passaggi degli effetti dell’intera filiera sulla salute umana, gli ecosistemi e le risorse naturali.

A livello nazionale, il Ministero dell’Ambiente con il supporto tecnico e scientifico dell’Enea ha realizzato un dimostrativo di Banca dati italiana di Lca, per ora riferito al settore agroalimentare, e che costituisce il primo nucleo nazionale del Life Cycle Data Network. L’iniziativa ha già raccolto diverse realtà italiane, attive da tempo nella valutazione della qualità ambientale dei propri prodotti, come Eridania, Granarolo, Coop Italia, San Benedetto, che hanno messo a disposizione i propri dati.

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