Maltempo, fotografia di un'Italia in ginocchio | Ingegneri.info

Maltempo, fotografia di un’Italia in ginocchio

Il rischio idrogeologico si manifesta sempre più con la forza della devastazione, da Nord a Sud del Paese. La conta dei danni è solo all'inizio

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Il peggio sembra essere passato. Il tempo ha iniziato a migliorare in tutta Italia, prima al Sud e man mano anche al Nord la pioggia si sta diradando. Ma, come in qualsiasi fase post-evento calamitoso, dopo la gestione dell’emergenza arriva il momento della conta dei danni. E il bilancio dell’ondata di maltempo che ha tenuto sotto assedio tutta la Penisola nei giorni scorsi è drammatico: le vittime attestate sono complessivamente 33 e a questo numero va aggiunta la devastazione di interi territori che si farà fatica a ripristinare nel breve periodo. Anche la stima del danno economico è difficile da calcolare e con molta probabilità i fondi promessi dal Governo, pari a 1 miliardo di euro, non saranno assolutamente sufficienti. Mentre si confida molto sul finanziamento Bei per un piano di opere contro il dissesto idrogeologico, oggetto di diverse polemiche nei giorni scorsi.

Ma cosa è successo nelle scorse settimane in gran parte delle regioni italiane?

Liguria, strage di yacht e non solo

Le immagini degli yacht rovesciati e distrutti al porto di Rapallo sono state fra le prime ad essere diffuse ma gran parte della Liguria è stata colpita dal maltempo degli scorsi giorni, come spesso accade in questa terra particolarmente esposta a un elevato grado di rischio idrogeologico. La Strada Provinciale 227 che collega Portofino a Santa Margherita Ligure è stata devastata dalla forza del mare, con un tratto che è crollato su sé stesso, isolando di fatto la località di Portofino. Da una prima stima si parla di 5 o 6 milioni di euro di danni solo sulla strada di Paraggi e di una ventina i milioni di danni alle infrastrutture tra Portofino e Santa Margherita.

In tutta la Liguria si sono inoltre registrate per diversi giorni oltre 20mila utenze senza energia elettrica a causa di un fulmine che ha colpito una centralina. E anche le infrastrutture hanno risentito del maltempo, con la linea ferroviaria tirrenica che è stata interrotta a causa di mareggiate e trombe d’aria, la linea Genova-Milano che ha subito disagi per la caduta di alberi sui binari e l’aeroporto Cristoforo Colombo di Genova che è stato chiuso per diverse ore a causa della mareggiata che ha portato detriti sulla pista rendendola impraticabile.

Nel Bellunese ‘scenari apocalitici’

La provincia di Belluno è stata una delle zone più colpite, tanto che il capo della protezione civile Angelo Borrelli, nell’arco di un sopralluogo ha parlato di ‘scenari apocalittici’ e ‘danni inimmaginabili’. Nelle valli si sono registrati venti fino a 180 km /h e dall’Agordino al Comelico e al Cadore, è un susseguirsi di boschi devastati, alberi rasi al suolo, che hanno ostruito strade e dighe (la diga Enel del Comelico fortunatamente ha resistito all’impatto ma è stata interamente coperta da uno strato di alberi e detriti portati dalla piena del fiume). Diversi i paesi che per molto tempo non hanno avuto accesso né alla corrente elettrica né all’acqua potabile.

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Trentino Alto Adige, Alpi distrutte

In Trentino Alto Adige si registrano ingenti danni ambientali causati soprattutto dal vento, che ha raso al suolo intere foreste di abete rosso, che potrebbero causare, anche in futuro, episodi di frane e smottamenti. Le aree più colpite sono sono la Val di Sole e la Val di Fiemme. Nel comune di Novaledo sono stati danneggiati anche alcuni edifici, con una cinquantina di case scoperchiate e altrettante famiglie che hanno dovuto cercare sistemazioni alternative.

Friuli: tra boschi distrutti e fiumi esondati

Anche il Friuli Venezia Giulia è stato vittima del maltempo. I comuni maggiormente coinvolti sono quelli della Carnia, nella provincia di Udine (Ovaro, Paluzza e Tolmezzo) e la zona di Pordenone, dove sono andati distrutti migliaia di ettari di bosco. Anche qui sono esondati torrenti e fiumi, con intere località inondate e rimaste senza corrente elettrica ed è crollato un ponte a Comeglians (Udine). In base a una prima valutazione effettuata dai tecnici della Protezione civile regionale i danni alle sole infrastrutture pubbliche del Friuli Venezia Giulia sono stati quantificati attorno ai 500 milioni di euro.

A Ischia frana un albergo

Il maltempo non ha risparmiato neanche il sud Italia. A Casamicciola, sull’isola di Ischia, in provincia di Napoli, un grosso muro perimetrale di un albergo è franato a causa delle forti piogge. La valanga di terra, fango e massi ha invaso la carreggiata della strada sottostante la struttura alberghiera arrivando fino a piazza Marina.

Sull’isola si sono registrati inoltre diversi allagamenti di sottopassi stradali, cantine e locali situati al di sotto del livello stradale, che hanno richiesto l’intervento dei vigili del fuoco.

Maltempo e abusivismo provocano una strage in Sicilia

Il bilancio più grave, in termini di vite umane, spetta alla Sicilia dove a Casteldaccia, in provincia di Palermo, il maltempo ha provocato una vera e propria strage.  Nove persone, compresi due bimbi, di uno e tre anni, e un adolescente, sono morte annegate, dopo essere rimaste intrappolate dentro una villetta sommersa dalla furia dell’acqua e del fango del fiume Milicia.

Sotto accusa c’è anche l’abusivismo: le villette devastate dall’alluvione erano state costruite fuori legge, adiacenti alla piana dove scorreva il fiume Milicia senza argini o mura di cemento.

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Tragedia sfiorata a Monreale, sempre in provincia di Palermo, dove una frana ha investito una palazzina abitata da otto famiglie che sono riuscite ad abbandonare in tempo l’edificio.

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