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Marina Militare, la flotta vira verso il ‘verde’

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La flotta della Marina Militare italiana tenta la strada ‘verde‘: il corpo della Difesa ha sperimentato, positivamente, l’utilizzo di un biocombustibile a base di green diesel per alimentare il pattugliatore d’altura Foscari. La miscela, sviluppata dalla Marina con Eni, contiene il 50% di F76 e il 50% di frazione bio di seconda generazione, ottenuta da feedstock non in competizione col mercato alimentare. Per la percentuale contenuta di biocombustibile di nuova generazione, l’esperimento rappresenta un risultato di eccellenza per tutto il trasporto marittimo, ponendo la Marina Militare italiana all’avanguardia in Europa, trattandosi del primo corpo di questo tipo a sperimentare operativamente il green diesel, anche in anticipo anche rispetto alla scadenza europea che prevede l’uso del 10% di frazione bio entro il 2020.

Il nuovo prodotto è compatibile con le macchine e con i circuiti esistenti senza apportare alcuna modifica e senza adottare particolari accorgimenti. Come spiega la Marina nella nota ufficiale, “il passaggio da un combustibile all’altro è avvenuto senza alcuna variazione delle prestazioni e dei parametri termodinamici dei motori di propulsione e dei generatori”. In linea con le attese anche la riduzione delle emissioni di anidride carbonica e di emissioni inquinanti.

L’adozione di sistemi di alimentazione più eco-efficienti permetterà all’Italia di raggiungere gli impegni assunti in ambito europeo sul contenimento delle emissioni di inquinanti atmosferici, grazie alla riduzione del consumo di derivati petroliferi. La produzione di questo gasolio navale verde verrà realizzata in Italia, nella bioraffineria di Porto Marghera a partire da marzo 2014.  

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