Metanodotto Italia-Malta, al via la consultazione pubblica | Ingegneri.info

Metanodotto Italia-Malta, al via la consultazione pubblica

Il 20 maggio scadono i termini della prima parte delle procedure di pre-presentazione della domanda di installazione dell'infrastruttura, in forza dell’art. 9 del Regolamento TEN-E

Metanodotto - Fonte: Ministero dell'Energia e dell'Acqua (MEW)
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Entra nella fase attuativa il progetto del metanodotto tra l’Italia e Malta che porterà quest’ultima fuori dall’isolamento rispetto alla rete gas europea e contribuirà all’integrazione del Mercato Interno dell’Energia.

Come previsto dal Regolamento TEN-E per i Progetti di Interesse Comunitari (PIC) infatti, il 30 marzo 2018 è stato avviato dal Ministero dell’Energia e della Gestione delle Acque maltese sia nell’isola che in Italia, il primo periodo di consultazione pubblica come parte delle procedure di pre-presentazione della domanda che terminerà il 20 maggio 2018 con l’avvio della procedura di presentazione della stessa e delle procedure statuarie di autorizzazione.

Il progetto del Metanodotto Italia-Malta

A seguito delle conclusioni del Consiglio Europeo dell’Ottobre 2014, nelle quali Malta viene specificatamente menzionata quale Stato che necessita di una speciale attenzione nel contesto dello sviluppo dei progetti Progetti di Interesse Comunitari (PIC) e relativa richiesta da parte del Consiglio Europeo nel marzo 2015 di accelerare dei progetti infrastrutturali “incluso le interconnessioni, in particolare nelle regioni periferiche”, il Governo maltese ha avviato il progetto inerente la fornitura di gas naturale dalla Sicilia a Malta con lo scopo di porre fine all’isolamento dell’Isola di Malta dalla Rete Gas Europea.

Consistente in una condotta lunga 159 Km installata fra Gela (Sicilia) e Delimara (Malta) dunque, il progetto del metanodotto permetterà la connessione dell’Isola di Malta alla Rete Gas Europea permettendo di importare il gas necessario per rispondere alla futura richiesta del mercato maltese. Altro obiettivo è la sostituzione dell’attuale fonte di gas naturale liquido importato a Malta per la produzione di elettricità: con il nuovo metanodotto sarà possibile garantire flessibilità e interoperatività del sistema, avere una capienza utile per invertire il flusso nel futuro, permettere un più facile accesso alla risorsa gas naturale e garantire maggiore sicurezza alla fornitura di energia dell’Isola di Malta, in linea agli obiettivi di sostenibilità con la riduzione delle emissioni di GHG (Greenhouse Gases-Gas Serra).

Il progetto complessivo per la connessione di Malta alla rete gas si divide in due fasi:

  • Fase 1: oggetto della consultazione pubblica suddetta e dell’iter autorizzativo conseguente, riguarda la progettazione, l’appalto, la posa, l’attivazione e la messa in esercizio del metanodotto tra Sicilia e Malta, incluse le stazioni di intercettazione e le altre infrastrutture correlate;
  • Fase 2: avente inizio al termine della fase 1, consiste nella possibile programmazione futura di un flusso bidirezionale all’interno del metanodotto con una successiva installazione di una Unità Galleggiante di Stoccaggio e Rigassificazione a 12 Km al largo di Delimara con lo scopo di esportare del gas rigassificato verso l’Italia.

Cosa prevede il progetto del metanodotto Italia-Malta?

Progettata per avere una durata di 35 anni, ed una capacità di trasporto di 232,000 Standard metri cubi di gas all’ora, l’infrastruttura consisterà principalmente in:

  • Una stazione di ricezione di 4.390 m2 a Gela, recintata, che connetterà il metanodotto progettato alla rete gas di SNAM in Sicilia;
  • Una condotta di 22 pollici di diametro, interrata per 7.1 km, dalla stazione di ricezione fino al punto di approdo in Sicilia che sarà approssimativamente 600 metri a Sud-Est del punto di approdo della condotta Greenstream;
  • Tre stazioni di intercettazione di 210 m2, recintate, lungo la rotta terrestre a Gela, (VS1, VS2 e VS3) come previsto dall’art. 2.5.2 del Decreto Ministeriale sulle “Norme tecniche per gli attraversamenti ed i parallelismi di condotte e canali convoglianti liquidi e gas con ferrovie ed altre linee di trasporto” del 4 Aprile 2014, in previsione dell’incrocio tra il metanodotto con due linee ferroviarie e tre strade;
  • Una condotta sottomarina lunga 151 km di diametro 22 pollici, e protetta da manufatti in cemento, tra l’area di approdo a Gela (Sicilia) e quella di approdo a Delimara (Malta);
  • Una condotta di 22 pollici di diametro interrata e protetta da manufatti in cemento, per un percorso di 0.7 km che attraverserà la penisola di Delimara, installata con un metodo che non prevede scavi a cielo aperto, dal punto di approdo Maltese fino alla Stazione di Ricezione di Delimara.
  • Una stazione di ricezione di 3.640 m2, recintata, situata all’interno dei confine della Power Station della penisola di Delimara, che riceverà il gas dalla Sicilia e lo trasporterà all’impianto di generazione e a eventuali altri consumatori a Malta.

Viene inoltre specificato all’interno della Sintesi Non Tecnica che, trascorso il periodo di attività previsto per il metanodotto, la condotta e le correlate stazioni saranno messe fuori servizio aggiungendo che tutte le strutture fuori terra saranno smantellate e tutte le aree ripristinate allo stato originario ricorrendo ove possibile al riciclo del materiale dismesso.

Qual è il piano preliminare di attuazione del progetto?

Con l’inizio della fase preliminare di richiesta delle autorizzazioni a Malta e in Italia nel novembre del 2017, il MEW prevede di effettuare tutte le indagini preliminari occorrenti sulla rotta marina (PMRS) e gli studi di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) con la conseguente presentazione di tutta la documentazione alle autorità competenti italiane e maltesi entro il 2019 e di ottenere la conseguente emissione dell’autorizzazione unica, emissione del parere finale sull’investimento su base transfrontaliera CBCA (Cross Border Cost Allocation) e la pubblicare la gara di appalto per l’esecuzione dei lavori entro il 2020, procedendo infine all’assegnazione di quest’ultimi entro il 2021, con l’auspicio di realizzare e mettere in servizio l’impianto entro il 2024.

Cronoprogramma del Progetto Metanodotto Italia-Malta

Nel dettaglio, il cronoprogramma per le procedure autorizzative sarà:

  • 30/03/2018: Inizio periodo del primo periodo di  consultazione pubblica in Italia e a Malta come parte delle procedure di pre-presentazione della domanda in forza dell’art. 9 del Regolamento TEN – E;
  • 10/04/2018: incontro di consultazione pubblica a Marsaxlokk (Malta);
  • 17/04/2018: incontro di consultazione pubblica a Gela (Italia);
  • 18/04/2018: incontro di consultazione pubblica a Palermo (Italia);
  • 19/04/2018: incontro di consultazione pubblica a Roma (Italia);
  • 20/05/2018: termine del primo periodo di consultazione pubblica;
  • 10/2019: accettazione piena della domanda;
  • 07/2020: rilascio dei pareri completi da parte delle autorità competenti italiane e maltesi.

Un progetto di sicuro coinciso e intraprendente quello del metanodotto Italia-Malta, che con mosse sicure e lunghi studi preliminari mira più al raggiungimento degli obiettivi stabiliti dal Consiglio Europeo per il Governo di Malta che per quello italiano se non si attuerà la Fase 2 ma che almeno limita gli impatti ambientali delineando corridoi di gasdotto offshore riducendo al minimo potenziali pericoli ed interferenze con le caratteristiche dei fondali marini e limitando le zone di ancoraggio sul versante siciliano nonché le aree di acquacoltura e bunkeraggio sul lato maltese.

Intanto però l’Italia deve ancora importare gas naturale dall’estero.

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