Nave veleni: problemi anche sulla terraferma | Ingegneri.info

Nave veleni: problemi anche sulla terraferma

wpid-3520_veleni.jpg
image_pdf

Lo scopo dell’intervento in mare è, innanzitutto, “dare un nome certo al relitto, operare rilevamenti in profondità su ogni tipo di campione, fornire informazioni sulle tipologie e sulla diffusione degli inquinanti contenuti nella stiva in modo da accertare gli eventuali rischi per la salute e l’ambiente e procedere ad una rapida messa in sicurezza”. Cosi il sottosegretario al Ministero dell’Ambiente, Roberto Menia, nell’informativa del Governo, letta questa mattina in Aula alla Camera, sulle attività in corso per indagare sul caso delle ‘navi dei veleni’ affondate a largo delle coste calabresi.

Nell’area di fronte a Cetraro (Cosenza), Arpacal “ha identificato in particolare le dimensioni e la posizione del relitto sommerso, ha poi spiegato Menia riferendosi all’impiego di un robot munito di telecamera, il cosiddetto Rov, che ha effettuato riprese video che mostrano “adagiate attorno al relitto strutture metalliche di vario tipo”.

L’esplorazione “è stata solo esterna e non è stato possibile accedere alle stive ne’ è stato possibile effettuare un campionamento di sedimenti per prove analitiche”. Già da domani però il Rov inizierà a verificare “l’attività radioattiva ai diversi livelli di profondità” e a “prelevare campioni di fondo marino, di sedimento, di incrostazioni sullo scafo, di materiale da quello che sembra essere un fusto spezzato”.

L’informativa rende inoltre noto che intanto “un valore radioattivo da 3 a 6 volte superiore la norma” e altre forme di grave inquinamento sono state riscontrate sulla terraferma, in quattro aree nel comune di Aiello Calabro e nell’area del fiume Oliva. Per questo motivo il ministero dell’Ambiente “intende procedere ad una più ampia e sistematica indagine sull’area vasta del fiume Oliva”.

In particolare “si esaminerà tutto il corso del fiume, da Aiello Calabro fino alla foce, analizzando le acque superficiali e la falda”. Considerando poi la gravità della situazione, anche sotto il profilo sociale ed economico, si è ritenuto che ricorrono le condizioni per richiedere gli interventi previsti dal Fondo di solidarietà per la pesca, “a tal fine è allo studio un apposito provvedimento che sarà sottoposto a breve scadenza per il parere alla commissione centrale consultiva per la pesca e l’acquacoltura”. Infine, ha concluso il sottosegretario all’Ambiente, in collaborazione con la Regione Calabria, su intervento del Ministero delle Politiche agricole, “si è resa possibile la mobilitazione di risorse comunitarie”.

Copyright © - Riproduzione riservata
Nave veleni: problemi anche sulla terraferma Ingegneri.info