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Nei Comuni Italiani crescono mobilità sostenibile e rumore

È una fotografia double face quella che emerge dall'indagine Istat sui Dati ambientali nelle città. Da un lato crescono forme di smartness come il car sharing e i sistemi di pianificazione; dall'altro il rumore è fuorilegge in un caso su due

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Le aree urbane italiane mostrano due velocità contrastanti: da un lato crescono forme di smartness come la mobilità sostenibile nelle forme del car sharing e del bike sharing, aumentano i servizi di ricarica elettrica, si iniziano a vedere i cosiddetti ‘acquisti verdi’ comunali, effettutati secondo i nuovi criteri ambientali minimi. Dall’altro, il sistema di gestione di rifiuti appare ancora deficitario in diverse città e il rumore supera in un caso su due i limiti di legge.

È questa, in estrema sintesi, la fotografia che l’Istat fornisce in un’analisi composita dedicata a “Ambiente Urbano: Gestione eco sostenibile e smartness”, riferita all’anno 2015. Un’indagine che offre spunti eterogenei tutti meritevoli di essere considerati, in forma singola e integrata.

L’orientamento delle amministrazioni cittadine alla gestione sostenibile e alla smartness viene descritto da Istat raggruppando gli indicatori di risposta dell’indagine “Dati ambientali nelle città” (rilevati per otto tematiche: Acqua, Aria, Eco-management, Energia, Mobilità, Rifiuti, Rumore, Verde urbano), in sei dimensioni di analisi: due riferite specificamente alla sostenibilità, due alla smartness e due trasversali.

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Schema delle dimensioni di analisi degli indicatori ambientali urbani di risposta © Istat

Vi riportiamo di seguito gli elementi principali dell’indagine.

Rumore
Sono 100 i capoluoghi che effettuano misurazioni del rumore (7,9 controlli ogni 100mila abitanti), accertando superamenti dei limiti di legge nel 49,2% dei controlli.

Gestione dei rifiuti
76 città applicano almeno tre misure di prevenzione e riduzione dei rifiuti, tra le più frequenti: incentivi al compostaggio domestico; mercatini dell’usato e punti di scambio; punti di approvvigionamento di acqua potabile di qualità in spazi pubblici.
Sono attivi quasi ovunque la raccolta porta a porta (114 città), il ritiro su chiamata dei rifiuti ingombranti (113) e le isole ecologiche (106). Dispongono di stazioni mobili per il conferimento diretto 44 città mentre 99 applicano la raccolta dei rifiuti abbandonati.

Strumenti di pianificazione
Un capoluogo di provincia su 4 non ha la Zonizzazione acustica (obbligatoria) e solo in 102 (su 111 soggetti all’obbligo) vige un Piano urbano del traffico. 43 capoluoghi hanno il Piano urbano di mobilità (ma solo 26 su 45 con oltre 100mila abitanti) e 11 su 116 il Piano del verde.
I capoluoghi aderenti al Patto dei sindaci sono 95, di questi 76 hanno approvato il Piano d’azione per l’energia sostenibile.

Mobilità sostenibile e smart mobility
In tema di mobilità sostenibile si dispone di 38,1 mq di aree pedonali per 100 abitanti, 13 stalli ogni 1.000 auto nei parcheggi di scambio, 20,2 km per 100 km2 di piste ciclabili. 66 città hanno istituito Zone 30, altre 103 la Ztl.
Hanno almeno un sistema di infomobilità per il traffico privato 78 capoluoghi e 98 almeno uno per il Tpl. Genova, Bologna, Verona, Siena e Roma hanno l’offerta di infomobilità più completa. 55 comuni dispongono di punti ricarica per veicoli elettrici. Servizi di car sharing e bike sharing sono attivi, rispettivamente, in 26 e 60 città.
Il 4% dei veicoli in dotazione alle amministrazioni dei capoluoghi sono ad alimentazione elettrica o ibrida (+19% sul 2014). Aumentano del 20% anche bici, segway e quadricicli elettrici, utilizzati in 35 comuni.

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Acqua potabile
Nell’erogare acqua potabile persistono gravi inefficienze: le dispersioni di rete superano il 20% in 4 città su 5 e 13 capoluoghi hanno razionato la fornitura. La copertura delle reti è elevata (97,7% dei residenti per l’acqua potabile, 93,4% per la rete fognaria e 88,9% per la depurazione).

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Edilizia sostenibile
Segnali positivi dall’edilizia sostenibile: 63 città hanno acquisito la certificazione energetica per parte del patrimonio e 19 (tra cui Torino, Bologna, Roma, Bari e Cagliari) possiedono edifici certificati in classi A. La riqualificazione energetica è applicata da 78 comuni. 24 comuni promuovono il rinverdimento di aree di nuova edificazione e 22 la conservazione del patrimonio arboreo nelle pertinenze di edifici esistenti.

Impianti a rinnovabili
107 comuni capoluogo possiedono impianti fotovoltaici, 9 idroelettrici e 17 geotermici. 31 comuni dispongono di pompe di calore ad alta efficienza, 81 di propri impianti solari termici, 22 a biomasse/biogas. Il teleriscaldamento è presente in 36 capoluoghi.

Aree verdi e orti urbani
Offrono in gestione orti urbani 64 capoluoghi (+27,3% di superficie in 4 anni); 42 hanno piantato un albero per ogni nuovo nato e 30 assegnano la manutenzione di aree verdi ad associazioni o cittadini.

Criteri minimi ambientali
Hanno effettuato “acquisti verdi” 26 città, con applicazione di almeno un criterio ambientale minimo per tutte le forniture di beni o servizi.

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