Oli usati: l'Italia riraffina molto più della media europea | Ingegneri.info

Oli usati: l’Italia riraffina molto più della media europea

Un dossier presentato a Ecomondo 2015 documenta lo stato del sistema recupero e ri-raffinazione oli usati in Italia. Peccato che in pochi ne conoscano i vantaggi

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A Ecomondo 2015, in corso a Rimini Fiera fino al 6 novembre 2015, si parla anche dei vantaggi dell’olio lubrificante rigenerato, ottenuto dall’olio usato attraverso un processo di riraffinazione. A fare il punto è un dossier realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile per conto della Viscolube, azienda italiana specializzata in riraffinazione oli usati, presentato proprio a Ecomondo.

Si tratta di un settore in cui l’Italia si muove meglio delle altre compagini europee: seguendo infatti le indicazioni fornite dalla gerarchia dei rifiuti dettata dall’Ue, mandiamo alla rigenerazione il 90% dell’olio usato raccolto, meglio della Francia che rigenera il 40%, della Spagna (68%) e della Germania (50%).  e in Germania non si va oltre al 50%.

Nel dossier (scaricabile qui) vengono elencati i vari vantaggi (ambientali ed economici) legati alla rigenerazione dell’olio: per ogni tonnellata si registra un risparmio netto del 40% di CO2 rispetto alle emissioni provenienti dal ciclo produttivo degli oli di prima raffinazione, il che vuol dire che in Italia si è accumulato, durante i 31 anni di attività del Consorzio di gestione degli oli usati, un risparmio netto complessivo pari a 1,1 milioni di tonnellate di CO2 equivalente.

In termini di eutrofizzazione terrestre l’impatto ambientale della raffinazione primaria è superiore di 3-4 volte rispetto alla rigenerazione; in termini di acidificazione e particolato fine è oltre 5 volte più alto e per il potenziale di rischio cancerogeno fra 10 e 20 volte più consistente; l’indicatore con la differenza maggiore è quello relativo al consumo di risorse: la raffinazione comporta un consumo di oltre 30 volte maggiore rispetto alla rigenerazione.

Chiaramente rigenerare comporta, come attesta il dossier, un vantaggio economico sulle importazioni di petrolio per il Paese e vantaggi sociali rilevanti in termini di qualità e quantità di occupazione generata. Circa il 25% delle basi lubrificanti consumate in Italia sono infatti rigenerate: è come se l’Italia, ogni 4 anni, non importasse nemmeno una goccia di greggio normalmente impiegato per la produzione di basi lubrificanti, con un indubbio risparmio sulla bolletta energetica.

 

“In Italia, e più in generale in Europa, il valore “green” degli oli lubrificanti che contengono una quota percentuale di basi rigenerate non viene adeguatamente valorizzato e i consumatori non ne sono a conoscenza”, spiega il Dossier. “Negli Stati Uniti, invece, gli oli lubrificanti immessi sul mercato con una quota di basi lubrificanti rigenerate sono promossi come prodotti green e venduti, anche sul mercato consumer, a prezzi competitivi con altri prodotti equivalenti”.

Gli Acquisti Verdi delle Pubbliche Amministrazioni (Green Public Procurement, Gpp) possono costituire dunque un volano alla domanda di mercato di oli lubrificanti rigenerati: il Gpp è definito dalla Commissione Europea come “l’approccio in base al quale le Amministrazioni Pubbliche integrano i criteri ambientali in tutte le fasi del processo di acquisto, incoraggiando la diffusione di tecnologie ambientali e lo sviluppo di prodotti validi sotto il profilo ambientale, attraverso la ricerca e la scelta dei risultati e delle soluzioni che hanno il minore impatto possibile sull’ambiente lungo l’intero ciclo di vita”.

“L’uso di oli rigenerati nei trasporti pubblici e nei servizi per la raccolta dei rifiuti è un’opportunità anche in Italia per tutte le parti in causa: per gli utilizzatori, perché assicura efficienza ai motori e risparmi sui costi; per i produttori, perché al ricavo delle vendite si aggiunge una maggiore visibilità in termini di sensibilità ambientale; per la società nel suo complesso, perché si riducono gli impatti sull’ambiente”, continua il dossier, che chiede “l’iscrizione nel registro degli Acquisti Verdi degli oli lubrificanti formulati con una certa percentuale di basi rigenerate”, un “passo fondamentale per consolidare il contributo della rigenerazione alla green economy nazionale e per migliorare l’impronta ecologica delle pubbliche amministrazioni senza perdere in qualità”.

 

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