Piano nazionale integrato energia e clima: quali obiettivi per l'Italia? | Ingegneri.info

Piano nazionale integrato energia e clima: quali obiettivi per l’Italia?

Previsioni e impegni con l'UE per l'efficienza energetica, la riduzione delle emissioni di gas serra, la qualificazione del parco immobiliare, le fonti di energia rinnovabile

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I Ministeri dello Sviluppo Economico, dell’Ambiente e delle Infrastrutture e Trasporti hanno inviato alla Commissione Europea la proposta di Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima italiano. Nelle 238 pagine del documento si ribadisce l’impegno dell’Italia per la vasta diffusione delle rinnovabili e dell’efficienza energetica, la riduzione delle emissioni inquinanti e climalteranti, il miglioramento della sicurezza energetica, dimostrato nell’ultimo decennio, durante il quale, nonostante la crisi economica, gli oneri per gli incentivi coperti dalle tariffe alle energie rinnovabili e all’efficienza energetica sono passati dai circa 3,5 mld€ del 2009 ai circa 15 mld€ del 2017.

Gli obiettivi generali perseguiti dall’Italia

In nove punti proviamo a riassumerli.

  • Accelerare il percorso di decarbonizzazione, considerando il 2030 come una tappa intermedia verso una decarbonizzazione profonda del settore energetico entro il 2050;
  • mettere il cittadino e le imprese (in particolare piccole e medie) al centro, in modo che siano protagonisti e beneficiari della trasformazione energetica; ciò significa promozione dell’autoconsumo e delle comunità dell’energia rinnovabile, ma anche massima regolazione e massima trasparenza del segmento della vendita;
  • favorire l’evoluzione del sistema energetico, in particolare nel settore elettrico, da un assetto centralizzato a uno distribuito basato prevalentemente sulle fonti rinnovabili, adottando misure che migliorino la capacità delle stesse rinnovabili di contribuire alla sicurezza;
  • continuare a garantire adeguati approvvigionamenti delle fonti convenzionali, perseguendo la sicurezza e la continuità della fornitura;
  • promuovere l’efficienza energetica in tutti i settori, come strumento per la tutela dell’ambiente, il miglioramento della sicurezza energetica e la riduzione della spesa energetica per famiglie e imprese;
  • promuovere l’elettrificazione dei consumi, in particolare nel settore civile e nei trasporti, come strumento per migliorare anche la qualità dell’aria e dell’ambiente;
  • accompagnare l’evoluzione del sistema energetico con attività di ricerca e innovazione che, in coerenza con gli orientamenti europei e con le necessità della decarbonizzazione profonda, sviluppino soluzioni idonee a promuovere la sostenibilità, la sicurezza, la continuità e l’economicità delle forniture;
  • adottare, anche a seguito dello svolgimento della Valutazione Ambientale Strategica, obiettivi e misure che riducano i potenziali impatti negativi della trasformazione energetica su altri obiettivi parimenti rilevanti, quali la qualità dell’aria e dei corpi idrici, il contenimento del consumo di suolo e la tutela del paesaggio;
  • continuare il processo di integrazione del sistema energetico nazionale in quello dell’Unione.

Interconnessione della rete gas

Tra i progetti riguardanti l’interconnessione della rete gas con l’estero si segnala:

  • la conclusione nel 2018 del progetto “Supporto al mercato nord ovest e flussi bidirezionali transfrontalieri” che consente di incrementare l’integrazione del mercato italiano con gli altri mercati europei, integrazione che rappresenta un fattore abilitante per favorire l’allineamento dei prezzi fra i diversi hub (Progetto PCI);
  • l’avvio dei lavori del progetto “Interconnessione TAP – Trans Adriatic Pipeline”, funzionale al collegamento del nuovo punto di entrata alla rete nazionale dei gasdotti rendendo disponibile una capacità massima in ingresso pari a 46 MSm3/g;
  • il progetto di interconnessione con Malta attraverso un nuovo gasdotto con partenza da Gela (Progetto PCI); il progetto nel 2018 è stato sottoposto, con esito positivo, a consultazione pubblica in Italia e a Malta;
  • il progetto Eastmed, volto a diversificare ulteriormente gli approvvigionamenti per il sistema italiano ed europeo con il gas naturale proveniente dal bacino israeliano/cipriota.

Riduzione delle emissioni di gas a effetto serra

L’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra al 2030 di almeno il 40% a livello europeo rispetto al 1990 è ripartito tra industrie energetiche, settori industriali energivori e aviazione (settori Ets) e trasporti, residenziale, terziario, agricoltura e rifiuti (settori non Ets), che devono registrare rispettivamente un -43% e un -30% rispetto all’anno 2005.

Le emissioni di gas a effetto serra da usi energetici rappresentano l’81% del totale nazionale pari, nel 2016, a circa 428 milioni di tonnellate di CO2 equivalente [Mt CO2eq] (inventario nazionale delle emissioni di gas a effetto serra, escluso il saldo emissioni/assorbimenti forestali). La restante quota di emissioni deriva da fonti non energetiche, essenzialmente connesse a processi industriali, gas fluorurati, agricoltura e rifiuti.

L’Italia ha superato in maniera significativa il livello atteso di riduzione delle emissioni. In particolare, dagli ultimi dati disponibili dell’inventario nazionale al 2016, le emissioni di gas a effetto serra, per il comparto non Ets, indicano una riduzione di circa il 18% rispetto al 2005 che, al 2020, dovrebbe arrivare a circa il -21% facendo registrare un “overachievement” pari a 246 Mt CO2eq cumulate per l’intero periodo 2013-2020.

Energia rinnovabile

L’Italia intende perseguire un obiettivo di copertura, nel 2030, del 30% del consumo finale lordo di energia da fonti rinnovabili, delineando un percorso di crescita sostenibile delle fonti rinnovabili con la loro piena integrazione nel sistema. In particolare, l’obiettivo per il 2030 prevede un consumo finale lordo di energia di 111 Mtep, di cui circa 33 Mtep da fonti rinnovabili.

Si prevede che il contributo delle rinnovabili al soddisfacimento dei consumi finali lordi totali al 2030 (30%) sia così differenziato tra i diversi settori:

  • 55,4% di quota rinnovabili nel settore elettrico;
  • 33% di quota rinnovabili nel settore termico (usi per riscaldamento e raffrescamento);
  • 21,6% per quanto riguarda l’incorporazione di rinnovabili nei trasporti (calcolato con i criteri di contabilizzazione dell’obbligo previsti dalla RED II).

Il maggiore contributo alla crescita delle rinnovabili deriva dal settore elettrico, che al 2030 raggiunge i 16 Mtep di generazione da Fer, pari a 187 TWh. La forte penetrazione di tecnologie di produzione elettrica rinnovabile, principalmente fotovoltaico ed eolico, permette al settore di coprire il 55,4% dei consumi finali elettrici lordi con energia rinnovabile, contro il 34,1% del 2017.

Il settore termico riveste un ruolo molto importante nel raggiungimento degli obiettivi rinnovabili; è infatti richiesto un cambiamento tecnologico deciso, verso soluzioni che favoriscano la penetrazione delle fonti rinnovabili. In termini assoluti si prevede che i consumi da rinnovabili supereranno i 14,7 Mtep nel settore del riscaldamento e raffrescamento, legati principalmente all’incremento dell’energia rinnovabile fornita da pompe di calore.

Biocarburanti

Si punta a favorire l’uso di biocarburanti avanzati con una quota pari all’8%, nonché l’incremento progressivo di nuove immatricolazioni di auto elettriche pure per raggiungere la quota di 1,6 milioni di auto elettriche al 2030, che se sommate alle auto ibride (4,4 milioni), consentirebbero di arrivare a un valore complessivo di 6 milioni di auto elettrificate, entro il 2030. Con il Piano Nazionale Infrastrutturale per la Ricarica dei veicoli alimentati a energia Elettrica sono previsti investimenti di circa 70 milioni di euro per la realizzazione di reti infrastrutturali per la ricarica dei veicoli alimentati a energia elettrica e interventi di recupero del patrimonio edilizio mirati allo sviluppo delle medesime reti.

Rinnovo dei veicoli pubblici adibiti al trasporto persone

Già approvato il Piano mobilità sostenibile che destina 3,7 miliardi di euro al ricambio parco bus con mezzi a basso impatto. Dal 2019 al 2033 saranno rinnovati 2.000 autobus l’anno, oltre a 250 treni entro il 2022. Inoltre vengono stanziati 300 milioni di euro per nuovi mezzi navali destinati al trasporto pubblico locale. Il piano permetterà di migliorare il livello di servizio e ridurre, entro il 2024, l’età media della flotta dagli attuali 20 a 10,6 anni, e conseguentemente l’efficienza media.

Incentivi per mezzi privati a basso impatto

L’obiettivo è promuovere una progressiva riduzione di autoveicoli con motori diesel e benzina, al fine contenere le emissioni inquinanti e conseguire gli obiettivi dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Una prima misura è stata l’introduzione di un eco-bonus/malus in funzione delle emissioni di CO2 con la legge di Bilancio 2018.

Rinnovo parco mezzi per trasporto merci

Risorse pari a circa 33,6 milioni di euro sono state destinate a favore di iniziative per la realizzazione di progetti d’investimento in conto capitale per il rinnovo del parco veicolare delle imprese di autotrasporto (mezzi a trazione alternativa quali metano CNG, gas naturale liquefatto LNG e elettrica, riconversione da motorizzazione termica a trazione elettrica/ibrida, rottamazione di veicoli più obsoleti, acquisizione di unità di carico per trasporto combinato).

Efficienza energetica

L’Italia intende perseguire un obiettivo indicativo di riduzione dei consumi al 2030 pari al 43% dell’energia primaria e al 39,7% dell’energia finale rispetto allo scenario di riferimento PRIMES 2007.
In termini di livello assoluto di consumo di energia primaria e finale al 2020 si stima che verranno superati gli obiettivi indicativi fissati, ai sensi della Direttiva 2012/27/UE, pari rispettivamente a 158 Mtep e 124 Mtep.

Si individua nel settore civile il principale attore degli interventi di efficientamento, con una riduzione dei consumi di energia di circa 5,7 Mtep rispetto allo scenario BASE al 2030. In particolare il settore residenziale contribuisce per 3,3 Mtep a tale contrazione, mentre il terziario riduce le proiezioni dei propri consumi di 2,4 Mtep, grazie agli interventi di riqualificazione edilizia e installazione di pompe di calore, oltre a un forte efficientamento dei dispositivi di uso finale.

Ristrutturazione del parco immobiliare

Con il recepimento della Direttiva 2018/844/UE di modifica della Direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica degli edifici, previsto entro il 10 marzo 2020, sarà redatta la strategia di lungo termine per la ristrutturazione del parco immobiliare, che conterrà, tra l’altro, una rassegna completa degli edifici sul territorio nazionale, sia pubblici che privati, e una tabella di marcia basata su indicatori, per il conseguimento dell’obiettivo di decarbonizzazione al 2050, con tappe intermedie al 2030 e al 2040.

Secondo le valutazioni condotte, al 2030 si punterà a ottenere un risparmio energetico annuo da riqualificazione degli edifici pari a 5,7 Mtep, di cui 3,3 Mtep derivanti dal settore residenziale e 2,4 Mtep dal settore terziario (pubblico e privato). Considerando poi una vita tecnica media degli interventi pari a vent’anni, ci si pone per il 2040 e per il 2050 un obiettivo indicativo di risparmio annuo di 11,4 Mtep, di cui 6,6 Mtep in ambito residenziale e 4,8 Mtep in ambito terziario.

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