Piattaforma affondata: 1500 Km² di greggio in mare | Ingegneri.info

Piattaforma affondata: 1500 Km² di greggio in mare

wpid-4556_greggio.jpg
image_pdf

Rischia di essere una catastrofe senza precedenti. Nel Golfo del Messico la piattaforma petrolifera affondata giovedì ha provocato una perdita di petrolio di enormi proporzioni nell’oceano. Il flusso di greggio che sta fuoriuscendo è di circa 1.000 barili al giorno. È una corsa contro il tempo per arginare il disastro ambientale: la compagnia BP, responsabile della piattaforma, ha inviato una flotta di navi per ripulire il tratto di mare al largo delle coste della Louisiana.

La macchia di petrolio copre adesso un’area di oltre 1.500 chilometri quadrati, anche se secondo gli esperti si tratta per lo più di un sottile velo di greggio sulla superficie. La Deepwater Horizon è affondata giovedì scorso, due giorni dopo una violenta esplosione costata la vita a 11 operai. 

La compagnia ha messo in campo una flottiglia di robot per tentare di tappare il buco sul fondo marino. Doug Suttles, capo delle operazioni, ha ammesso, in una conferenza stampa a New Orleans, che un’apparecchiatura sistemata sull’imboccatura del pozzo per contenere le perdite si è rivelata inefficace e secondo le sue stime potrebbero essere necessari dai due ai tre mesi per fermare la fuoriuscita.

“Non è stato mai fatto prima” ha detto, “ma abbiamo al lavoro gli esperti più preparati”. Quello che la compagnia sta cercando di fare, descrive l’ingegnere meccanico Richard Metcalf, “è come mettere un tappo di sughero a una bottiglia di champagne”.

L’incidente sarebbe stato causato da un tubo di trivellazione che ha determinato lo sviluppo di un incendio di vaste proporzioni. La macchia di petrolio si trova adesso ad una distanza di 70 miglia dalla costa della Louisiana ma solo a 30 dall’arcipelago delle Chandeleurs, un’oasi verde che rischia di subire un danno ecologico irreversibile.

Copyright © - Riproduzione riservata
Piattaforma affondata: 1500 Km² di greggio in mare Ingegneri.info