Piccoli borghi, legge in vigore dal 17 novembre 2017: tutti i dettagli | Ingegneri.info

Piccoli borghi, legge in vigore dal 17 novembre 2017: tutti i dettagli

Tanti gli interventi previsti che coinvolgeranno ingegneri e architetti, tra i quali la messa in sicurezza delle strade e la riqualificazione urbana dei centri storici

Una veduta di Peschici, piccolo borgo di Puglia
Una veduta di Peschici, piccolo borgo di Puglia
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Dal 17 novembre 2017 sarà in vigore la Legge n. 158/2017 sui Piccoli borghi, ossia la Legge per la valorizzazione dei Comuni con meno di 5.000 abitanti. Come era stato già annunciato ai tempi dell’approvazione in Senato, lo scorso ottobre, la Legge con primo firmatario Ermete Realacci rappresenta una vera e propria svolta per i piccoli Borghi e altre micro realtà.

Come spiega il relatore Stefano Vaccari, senatore Pd, la nuova legge “istituisce un Fondo per lo sviluppo strutturale, economico e sociale dei piccoli comuni, con una dotazione di 10 milioni di euro per l’anno 2017, e 15 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2023.

I piccoli comuni, derivanti anche dalla fusione di municipalità con meno di 5 mila abitanti, potranno riqualificare i propri centri storici, individuando aree di particolare pregio in cui indirizzare interventi integrati pubblico-privati. Potranno istituire centri multifunzionali per i servizi, anche stipulando convenzioni per i servizi postali e i trasporti. E potranno puntare alla banda ultra-larga e promuovere mercati di prodotti locali”.

Un’occasione importante per dare nuova vita a tanti Comuni italiani e – allo stesso tempo – per creare interessanti opportunità professionali per tante categorie: a cominciare dagli ingegneri, dagli architetti e dai geometri. Proprio così: le loro competenze saranno fondamentali, infatti, per individuare soluzioni e strategie per la mitigazione del rischio idrogeologico e per la salvaguardia e la riqualificazione urbana dei centri storici. Ma non solo: tra le gli interventi previsti, ecco la messa in sicurezza delle infrastrutture stradali e degli istituti scolastici; lo sviluppo economico e sociale; l’insediamento di nuove attività produttive.

Ecco, nel dettaglio, le più importanti novità, settore per settore.

Centri storici

Recupero e riqualificazione dei centri storici, mediante interventi integrati che prevedano il risanamento, la conservazione e il recupero del patrimonio edilizio, promuovendo la creazione di alberghi diffusi in una logica di efficientamento energetico e di antisismica secondo la metodologia delle “Green Communities”.

Trasporti

Il disegno di legge promuove agevolazioni nella rete dei trasporti delle aree rurali e montane. Per questi territori la normativa predispone un piano per i trasporti con particolare riguardo al miglioramento delle reti infrastrutturali, nonché al coordinamento tra i servizi, pubblici e privati, finalizzati al collegamento tra i comuni delle aree rurali e montane, e con i comuni capoluogo di provincia e regione e un Piano per l’istruzione destinato alle aree rurali e montane, con particolare riguardo al collegamento dei plessi scolastici ubicati nelle aree rurali e montane, all’informatizzazione e alla progressiva digitalizzazione.

Agricoltura

La legge prospetta un impianto normativo in grado di facilitare e promuovere la vendita diretta dei prodotti agroalimentari provenienti da filiera corta a chilometro utile, cioè quelli per i quali le aree di produzione e trasformazione sono poste a una distanza non superiore a 50 chilometri di raggio dal luogo di vendita e in assenza di intermediari commerciali.

Banda Larga

Prevista la semplificazione e l’accesso a norme che consentono la diffusione della banda ultra larga nelle aree cosiddette “a fallimento di mercato”, dove gli operatori non investono autonomamente in reti con più di 100 Mbps.

Case Cantoniere 

I fondi potranno essere utilizzati anche dai Comuni per l’acquisizione delle case cantoniere e delle stazioni ferroviarie disabitate per realizzare circuiti turistici e promuovere la vendita di prodotti locali.

Poste 

Ecco la possibilità di realizzare, anche in forma associata e d’intesa con la regione d’appartenenza, iniziative per sviluppare l’offerta complessiva dei servizi postali congiuntamente ad altri servizi in specifici ambiti territoriali, attraverso la rete capillare degli uffici postali.

Per approfondire: La ricostruzione post sisma in Italia: dal com’era dov’era alle ‘new towns’

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