Porto Tolle: nuovo stop al progetto di riconversione | Ingegneri.info

Porto Tolle: nuovo stop al progetto di riconversione

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È arrivato ieri un nuovo stop al progetto di riconversione della centrale Enel di Porto Tolle. In 145 pagine, la Commissione Via del ministero dell’Ambiente, al termine della Valutazione di impatto ambientale (Via), riassume l’evoluzione del progetto tra prescrizioni, ricorsi, via libera e bocciature, emette un parere interlocutorio negativo rilevando “gravi carenze e contradditorietà” e invita Enel a ripresentarlo, insieme a un nuovo studio di impatto ambientale.

Il progetto, la cui storia inizia nel 2005, prevede la realizzazione di tre nuove caldaie da 660 Mwe ciascuna alimentate a carbone e biomassa, in sostituzione delle quattro esistenti alimentate a olio combustibile denso. Il tutto per un investimento che, negli anni, è arrivato a toccare i 2,7 miliardi di euro.

Esultano le associazioni e i comitati locali, il colosso energetico ha 120 giorni per il ricorso al Capo dello Stato e ribadisce “progetto strategico

Grande soddisfazione è arrivata dalle associazione ambientaliste Greenpeace, Legambiente e Wwf che hanno diramato un comunicato congiunto. “Il parere della Commissione del ministero dell’Ambiente – si legge nella nota – dovrebbe segnare la fine di questo sciagurato progetto, che si trascina ormai dal 2005, tra mille controversie e colpi di scena, ma la cui sostanza è da tempo evidente a chiunque. La conversione a carbone, la fonte più inquinante e dannosa per il clima e la salute umana, di una centrale nel bel mezzo di un parco naturale, in un ecosistema fragile e prezioso, è una enorme sciocchezza. Lo è doppiamente nell’area Padana, la regione con la peggiore qualità dell’aria in Europa; e lo è ancor più in un Paese come il nostro, che già dispone di un parco di generazione elettrica praticamente doppio rispetto alle necessità di consumo nazionali e non ha bisogno di nuove centrali alimentate con fonti fossili”.

Dopo nove anni, quindi, l’iter deve ripartire da capo e la palla passa ora a Enel, che ha 60 giorni per fare ricorso al Tar e 120 per il ricorso al Capo dello Stato.

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