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Prevenzione rifiuti: normativa, linee guida, azioni

Quali sono le norme di riferimento per il concetto di 'prevenzione rifiuti'? E quali le azioni previste dai programmi di prevenzione rifiuti?

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Con decreto del 7 ottobre 2013 il ministero dell’Ambiente ha adottato il Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti (Pnpr), al quale è anche collegato un bando per contributi economici rivolti a soggetti pubblici e privati. Ma a quale normativa fa riferimento il concetto di ‘prevenzione rifiuti’? E quali sono le azioni previste dai programmi di prevenzione rifiuti?

La gestione sostenibile del ciclo beni/rifiuti si articola nelle seguenti tre fasi, alle quali la normativa europea assegna un ordine gerarchico di preferibilità:

1) prevenzione della formazione di rifiuto, con interventi in fase di progettazione/produzione/distribuzione e in fase d’uso, che permettono di ottimizzare l’uso di beni e servizi e di ritardarne la trasformazione in rifiuti, contenendone la pericolosità;

2) minimizzazione del rifiuto, che riduce la destinazione a smaltimento massimizzandone il recupero di materia;

3) smaltimento (con tutte le garanzie per la salute e per l’ambiente) dei rifiuti residui non ulteriormente recuperabili.

La gerarchia dei rifiuti

La direttiva europea sui rifiuti 2008/98/CE (recepita nel nostro ordinamento con D.lgs. 3 dicembre 2010, n. 205), pone la prevenzione al primo posto della gerarchia dei rifiuti, seguita da:

– preparazione per il riutilizzo;

– riciclaggio;

– recupero di altro tipo, per esempio il recupero di energia; e

– smaltimento.

La prevenzione dei rifiuti è definita il complesso di “misure prese prima che una sostanza, un materiale o un prodotto sia diventato un rifiuto, che riducono:

la quantità dei rifiuti, anche attraverso il riutilizzo dei prodotti o l’estensione del loro ciclo di vita;

gli impatti negativi dei rifiuti prodotti sull’ambiente e la salute umana; oppure

il contenuto di sostanze pericolose in materiali e prodotti”.


I Programmi di prevenzione dei rifiuti

I contenuti dei “Programmi di prevenzione dei rifiuti”, previsti dall’art. 29 della direttiva 2008/98/CE, sono stati definiti dalle Linee guida della Commissione europea del 25 ottobre 2012.

Azioni di prevenzione e minimizzazione rifiuti nel ciclo di vita di un bene/servizio

Fase di progettazione, produzione, distribuzione

Produzione eco sostenibile di beni e servizi

• progettazione eco sostenibile (quantitativa e qualitativa)

• minimizzazione scarti di processo

• smaterializzazione (informatizzazione; produzione di beni e servizi da usare in condivisione)

• trasporto, distribuzione e movimentazione eco sostenibile di beni e servizi

• logistica eco sostenibile (quantitativa e qualitativa)

Fase di uso

A) Consumo sostenibile di beni e servizi:

• in condivisione

• informatici (smaterializzati)

• prodotti “verdi” (da eco-design, prodotti locali, biologici, equi e solidali, prodotti da materiali da recupero di rifiuti)

• beni durevoli (non mono uso, a vita lunga, riparabili)

• beni/parti di beni usati

B) Manutenzione e riparazione

C) Riutilizzo per altri scopi

D) Logistica eco-sostenibile

Fase post uso

Decisione di disfarsi del bene e gestione del rifiuto

• minimizzazione dello smaltimento (recupero di materia)

Nelle fasi di progettazione, produzione e commercializzazione di un bene o servizio è già possibile intervenire per ridurre gli impatti che si determineranno, in fase di consumo e di post-consumo tramite:

1) la smaterializzazione, cioè la fornitura di prodotti e servizi a ridotto o assente supporto fisico tramite processi di digitalizzazione informatica e telematica, oppure la produzione di beni e l’erogazione di servizi da usare in “condivisione” quali ad esempio l’uso di erogatori alla spina di bevande e detergenti oppure le pratiche di car-sharing.

2) l’innovazione di processo (processi produttivi ecosostenibili) con minimizzazione delle emissioni e degli impatti ambientali in generale.

3) la progettazione eco-sostenibile (eco design), tramite interventi che, sin dalla fase di progettazione di beni o servizi, permettano:

• la riduzione quantitativa di risorse, in particolare non rinnovabili, impiegate per la produzione;

• il miglioramento qualitativo delle risorse e dei materiali/sostanze impiegati per la produzione, ad esempio:

– sostanze non pericolose/dannose per l’ambiente e la salute umana;

– materiali durevoli;

– materiali biologici e naturali;

– materiali biodegradabili;

– materiali riciclati;

– sostanze e materiali innovativi dal punto di vista ecologico.

• l’innovazione nella progettazione e nella concezione dei prodotti, favorendone:

– la riusabilità;

– l’uso multiplo;

– la smontabilità;

– la recuperabilità;

– la riciclabilità;

– l’identificabilità dei componenti (per agevolarne la gestione a fine vita).

Responsabilità estesa del produttore

Per rafforzare la prevenzione, il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero dei rifiuti, gli Stati membri possono adottare misure legislative o non legislative volte ad assicurare che qualsiasi persona fisica o giuridica che professionalmente sviluppi, fabbrichi, trasformi, tratti, venda o importi prodotti (produttore del prodotto) sia soggetto ad una responsabilità estesa del produttore.

Tali misure possono includere l’accettazione dei prodotti restituiti e dei rifiuti che restano dopo l’utilizzo di tali prodotti, nonché la successiva gestione dei rifiuti e la responsabilità finanziaria per tali attività. Tali misure possono includere l’obbligo di mettere a disposizione del pubblico informazioni relative alla misura in cui il prodotto è riutilizzabile e riciclabile.

L’autore


Giorgio Tacconi

Nato a Milano nel 1956, laureato in giurisprudenza, svolge come libero professionista attività di comunicazione, informazione e consulenza tecnico-giuridica in tema di sicurezza negli ambienti di lavoro, tutela dell’ambiente e sostenibilità, responsabilità sociale d’impresa. Ha collaborato come autore di testi, siti e banche dati con Cedis, McGrawHill, Eco-comm, De Agostini, Rcs, Conde Nast, LifeGate, Sistemi Editoriali, Giappichelli.

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Autore:   •   Editore: Ipsoa – Indicitalia   •   Anno:

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