Procedura di VIA, approvato in esame definitivo dal Consiglio dei Ministri il provvedimento di modifica | Ingegneri.info

Procedura di VIA, approvato in esame definitivo dal Consiglio dei Ministri il provvedimento di modifica

Varata la Riforma sulla Via. Vediamo gli elementi significativi con il nostro ingegnere esperto di materia ambientale

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Con il comunicato stampa n. 33 del 9 giugno u.s. il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame definitivo, il decreto legislativo che, in attuazione della Direttiva 2014/52/UE, modifica l’attuale disciplina della procedura di “Valutazione di Impatto Ambientale (VIA)” e della procedura di “Verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale (VIA)”.

Di questa riforma della normativa VIA, ne avevamo già parlato qui, in occasione della riunione del Governo per l’esame delle numerose richieste di modifica al testo che erano pervenute dalle associazioni ambientaliste e dalla Conferenza Unificata che aveva espresso un giudizio complessivamente negativo sulla bozza di decreto. Ricordiamo brevemente che le principali critiche mosse al provvedimento riguardavano: i termini di perentorietà della tempistica di approvazione e la sostituzione amministrativa dei dirigenti inadempienti; le modalità delle nomine dei Commissari facenti parte della Commissione tecnica VIA; il livello di dettaglio degli elaborati progettuali (se di fattibilità o definitivo); la soppressione della fase della consultazione del pubblico.

Il comunicato stampa del Governo del 9 giugno, nel ricordare che la durata media delle procedure VIA di competenza statale è attualmente di circa 3 anni e per la sola verifica di assoggettabilità a VIA sono necessari circa 11,4 mesi (rallentamento dovuto essenzialmente alla frammentazione delle competenze normative, regolamentari e amministrative tra Stato e Regioni), sottolinea che lo scopo del decreto risponde anche all’esigenza di superare tale frammentazione. La nuova tempistica prevede termini “perentori” di 90 giorni per la verifica di assoggettabilità e di 150 giorni per la valutazione.

Tra gli elementi maggiormente significativi della riforma, che accoglie buona parte delle modifiche che erano state richieste, si segnalano:
• per i progetti di competenza statale, la facoltà per il proponente di richiedere, in alternativa al provvedimento di VIA ordinario, il rilascio di un “Provvedimento Unico Ambientale”. Il provvedimento così rilasciato sostituirà tutti i titoli abilitativi o autorizzativi riconducibili ai fattori ambientali (es. Autorizzazione Integrata Ambientale, Valutazione di Impatto Sanitario, ecc.);
• la riduzione dei tempi per la conclusione dei procedimenti, definendo tutti i termini previsti come “perentori” (ai sensi della disciplina generale sulla responsabilità disciplinare e amministrativo-contabile dei dirigenti, nonché sulla sostituzione amministrativa in caso di inadempienza);
• una norma transitoria che consentirà al proponente di procedimenti attualmente in corso di richiedere l’applicazione della nuova disciplina (il valore complessivo dei progetti di competenza statale ancora pendenti ammonta, ad oggi, a circa 21 miliardi di euro);
• una nuova definizione degli “impatti ambientali”, in aderenza con le prescrizioni della direttiva UE di recepimento, che comprende anche gli effetti significativi, diretti e indiretti, di un progetto sulla popolazione, la salute umana, il patrimonio culturale e il paesaggio;
• la possibilità di presentare nel procedimento di VIA elaborati progettuali con un livello informativo e di dettaglio equivalente a quello del progetto di fattibilità o comunque a un livello tale da consentire la compiuta valutazione degli impatti, con la possibilità di aprire con l’autorità in qualsiasi momento un confronto per condividere la definizione del livello di dettaglio degli elaborati progettuali;
• nella verifica di assoggettabilità a VIA, l’eliminazione dell’obbligo di presentare gli elaborati progettuali: per la fase dello “screening” sarà sufficiente uno studio preliminare ambientale, come previsto dalla normativa europea;
• nel caso di modifiche o estensioni di opere esistenti, la possibilità di richiedere all’Autorità competente un “pre-screening”, ovvero una valutazione preliminare del progetto per individuare l’eventuale procedura da avviare. Tale disposto sarà particolarmente utile nel caso degli “adeguamenti tecnici finalizzati a migliorare le prestazioni ambientali dei progetti” per semplificare l’iter procedurale nel caso di “repowering” degli impianti eolici esistenti;
• la riorganizzazione della Commissione VIA, per migliorarne le performance, assicurando la copertura dei costi di funzionamento a valere esclusivamente sui proventi tariffari dei proponenti. Allo scopo, sarà costituito un Comitato tecnico di supporto, per accelerare e rendere più efficienti le istruttorie;
• la completa digitalizzazione degli adempimenti informativi a carico dei proponenti, anche prevedendo l’eliminazione degli obblighi di pubblicazione sui mezzi di stampa;
• l’ampliamento della partecipazione del pubblico e, in particolare, dei residenti nei territori potenzialmente interessati da un progetto sottoposto a procedura di VIA, mediante il potenziamento dell’istituto dell’inchiesta pubblica e tenendo conto delle disposizioni in tema di dibattito pubblico di cui all’articolo 22 del D.Lgs. n. 50/2016;
• l’introduzione di regole omogenee per il procedimento di VIA su tutto il territorio nazionale, rimodulando le competenze normative delle Regioni e razionalizzando il riparto dei compiti amministrativi tra Stato e Regioni;
• l’introduzione di un nuovo apposito articolo dedicato al procedimento autorizzatorio unico di competenza regionale che disciplina compiutamente le procedure di competenza delle Amministrazioni territoriali e che risulta integralmente autosufficiente, esaustivo e confermativo delle scelte già operate con la riforma della Legge n. 241/1990 di cui al D.Lgs. n. 127/2016.

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