Procedura per il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale | Ingegneri.info

Procedura per il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale

Dalle B.A.T. all’A.I.A.: focus sull’autorizzazione integrata ambientale e sulla procedura per il rilascio

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Cosa contiene e quali sono i passaggi per arrivare al rilascio dell’AIA? Che relazione intercorre tra le B.A.T. (Best Available Technologies) e l’A.I.A. (Autorizzazione integrata ambientale)? L’ingegnere chimico Cristina Zanette affronta il tema, con l’ausilio di tabella riepilogative, attraverso un punto di vista aggiornato e specifico di un’esperta in materia di sistemi di gestione ambientale nel volume “Ambiente – Manuale normo-tecnico 2018”.
Il contenuto di seguito è tratto e rielaborato dal manuale, curato da Erica Blasizza e già disponibile per l’acquisto su Shop.Wki.it. Clicca il box di seguito per avere un dettaglio sui contenuti.

Dalle B.A.T all’A.I.A

Attraverso un’analisi integrata e l’applicazione delle migliori tecniche disponibili (MTD o BAT – Best Available Technologies) definite per settori di attività, da applicarsi per ogni caso specifico, possono essere individuate le soluzioni tecniche di tipo impiantistico, gestionale e di controllo, che siano anche economicamente sostenibili, per l’eliminazione a monte (se possibile), la riduzione degli impatti ambientali e la gestione consapevole di ogni inquinamento prodotto da una attività.
Per definire le BAT e limitare le disparità all’interno dell’Unione Europea relativamente al livello di emissioni delle attività industriali, i documenti di riferimento sulle migliori tecniche disponibili (“documenti di riferimento sulle BAT”) vengono elaborati, riesaminati ed aggiornati attraverso uno scambio di informazioni tra gli Stati membri, le industrie interessate, le organizzazioni non governative che promuovono la protezione ambientale e la Commissione Europea allo scopo di perseguire sempre più elevati livelli di efficienza nella riduzione dell’inquinamento attraverso lo sviluppo tecnologico.
L’applicazione di tali principi ed intenzioni si concretizza per le attività industriali che, per tipologia e dimensioni, rientrano nel campo di applicazione della normativa, nel rilascio (e successivamente riesame e aggiornamento), dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) che contiene prescrizioni che si basano sulle migliori tecniche disponibili (BAT) di settore, ma tengono presenti le caratteristiche tecniche dell’impianto in questione, la sua posizione geografica e le condizioni ambientali locali.
L’AIA va a sostituire in materia ambientale tutte le pre-esistenti autorizzazioni, visti, nulla osta e pareri necessari per l’esercizio dell’impianto ed è rilasciata da un’unica autorità competente.

Il procedimento per il rilascio dell’A.I.A

Con il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale, l’amministrazione competente, di fatto, stabilisce le soluzioni gestionali, impiantistiche e di controllo che il gestore dell’impianto deve rispettare, verificando che:
• corrispondano effettivamente alle migliori tecniche disponibili;
• rispettino comunque i limiti previsti da normative ambientali di settore;
• siano adeguate allo specifico contesto territoriale e in particolare compatibili con il raggiungimento degli obiettivi di qualità.
Il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare è competente al rilascio dell’autorizzazione per alcune categorie di attività di particolare valenza ambientale e strategica (come, ad esempio, grandi impianti di combustione, acciaierie integrate di prima fusione, raffinerie, grandi impianti chimici), mentre per gli altri impianti le AIA sono rilasciate dalle regioni o dagli organi da esse indicati.
Per garantire il rispetto della disciplina comunitaria, anche in relazione al diritto di partecipazione, accesso e ricorso del pubblico, nell’ambito dei tempi previsti per la conduzione delle attività, viene definita una procedura di rilascio di AIA complessa ed articolata. I suoi principali attori sono, in generale, il gestore richiedente, l’autorità competente ed il pubblico.
All’art. 29-quater del D.Lgs. n. 152/2006 è riportata la procedura per il rilascio dell’AIA descritta di seguito:

Chi Cosa Come
Gestore Presentazione domanda
(comma 1)
Per le installazioni di competenza statale la domanda è presentata all’autorità competente per mezzo di procedure telematiche, con il formato e le modalità stabiliti con il Decreto del Ministro dell’Ambiente del 7 febbraio 2007 “Formato e modalità per la presentazione della domanda di autorizzazione integrata ambientale di competenza statale” (di cui all’art. 29-duodecies, comma 2 del D.Lgs. n. 152/2006).
Per le installazioni di competenza regionale o provinciale, poiché le regole procedurali per il rilascio dei provvedimenti di AIA sono definite dalle regioni e provincie autonome di Trento e Bolzano, per le modalità specifiche di presentazione della domanda di AIA (modulistica, procedure, invio telematico, riferimento al SUAP, ecc.) il gestore deve fare riferimento a quanto stabilito dall’autorità competente regionale di pertinenza.
Autorità competente Consultazione del pubblico
(comma 2)
L’autorità competente individua gli uffici presso i quali sono depositati i documenti e gli atti  inerenti il procedimento, al  fine della consultazione del pubblico.
Autorità competente Comunicazione avvio procedimento (comma 3) L’autorità competente, entro 30 giorni dal ricevimento della domanda ovvero, in caso di riesame ai sensi dell’art. 29-octies, comma 4, contestualmente all’avvio del relativo procedimento, comunica al gestore la data di avvio del procedimento (ai sensi dell’art. 7, Legge 7 agosto 1990, n. 241), e la sede degli uffici presso i quali sono depositati i documenti e gli atti inerenti il procedimento, al fine della consultazione del pubblico.
Autorità competente Pubblicazione su sito web
(comma 3)
Entro il termine di 15 giorni dalla data di avvio del procedimento, l’autorità competente pubblica nel proprio sito web:
-l’indicazione della localizzazione dell’installazione;
– il nominativo del gestore;
– gli uffici ove è possibile prendere visione degli atti e trasmettere le osservazioni.
Tali forme di pubblicità valgono in qualità di comunicazioni di avvio procedimento come definito all’art. 7 ed ai commi 3 e 4 dell’art. 8 della Legge 7 agosto 1990, n. 241 (modalità di comunicazione di avvio procedimento con forme di pubblicità idonee stabilite dall’amministrazione di volta in volta qualora per il numero dei destinatari la comunicazione personale non sia possibile o risulti particolarmente gravosa).
In caso di contemporaneo avvio di procedura di VIA le informazioni pubblicate dal gestore (relative al procedimento VIA-AIA) sono altresì pubblicate dall’autorità competente nel proprio sito web.
È in ogni caso garantita l’unicità della pubblicazione per gli impianti sottoposti ad AIA.
Soggetti interessati Presentazione osservazioni
(comma 4)
Entro 30 giorni dalla data di pubblicazione dell’annuncio della domanda di AIA sul sito web, i soggetti interessati possono presentare in forma scritta, all’autorità competente, osservazioni sulla domanda.
Autorità competente Convocazione conferenza di servizi
(comma 5)
L’autorità competente convoca, ai fini del rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale, apposita Conferenza di servizi (ai sensi degli artt. 14 e 14-ter, Legge 7 agosto 1990, n. 241), alla quale sono invitati:
– il soggetto richiedente l’autorizzazione;
– le amministrazioni competenti in materia ambientale e comunque, nel caso di impianti di competenza statale: i Ministeri dell’interno, del lavoro e delle politiche sociali, della salute e dello sviluppo economico;
nonché,
– per le installazioni di competenza regionale, le altre amministrazioni competenti per il rilascio dei titoli abilitativi richiesti contestualmente al rilascio dell’AIA. Per le installazioni cosiddette a “rischio di incidente rilevante” (soggette alle disposizioni di cui al D.Lgs. 17 agosto 1999, n. 334 sostituito dal D.Lgs.n. 105/2015), ferme restando le relative disposizioni, al fine di acquisire gli elementi di valutazione per armonizzare le condizioni dell’AIA alle prescrizioni già previste ai fini della sicurezza e prevenzione dei rischi di incidenti rilevanti (ai sensi dell’art. 29-sexies, comma 8), e di concordare preliminarmente le condizioni di funzionamento dell’installazione, alla conferenza è invitato un rappresentante della rispettiva autorità competente.
Autorità competente Conferenza dei servizi
(commi 6 e 8)
Nell’ambito della Conferenza dei servizi, vengono acquisite:
– le prescrizioni del sindaco di cui agli artt. 216 e 217 del R.D. 27 luglio 1934, n. 1265 (relativo alle industrie insalubri),
– la proposta dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), per le installazioni di competenza statale,
– o il parere delle Agenzie regionali e provinciali per la protezione dell’ambiente (ARPA/APPA), per le altre installazioni, per quanto riguarda le modalità di monitoraggio e controllo degli impianti e delle emissioni nell’ambiente.
Nell’ambito della Conferenza dei servizi, l’autorità competente può richiedere integrazioni alla documentazione, anche al fine di valutare la applicabilità di specifiche misure alternative o aggiuntive, indicando il termine massimo non superiore a 90 giorni per la presentazione della documentazione integrativa. In tal caso, il termine per il completamento della procedura resta sospeso fino alla presentazione della documentazione integrativa.
Autorità competente Rilascio o diniego dell’AIA
(commi 10 e 12)
L’autorità competente esprime le proprie determinazioni sulla domanda di autorizzazione integrata ambientale entro 150 giorni dalla presentazione della domanda.
Ogni autorizzazione integrata ambientale deve includere le modalità previste dal presente decreto per la protezione dell’ambiente, nonché, la  data  entro la quale le prescrizioni debbono essere attuate.
Autorità competente Messa a disposizione delle informazioni al pubblico
(commi 13 e 14)
Copia dell’autorizzazione integrata ambientale e di qualsiasi suo successivo aggiornamento, è messa tempestivamente a disposizione del pubblico, presso l’ufficio già individuato per il deposito dei documenti e gli atti inerenti il procedimento.
Presso il medesimo ufficio sono inoltre rese disponibili:
a) informazioni relative alla partecipazione del pubblico al procedimento;
b) i motivi su cui è basata la decisione;
c) i risultati delle consultazioni condotte, anche coinvolgendo altri Stati ai sensi dell’art. 32-bis del D.Lgs. n. 152/2006 (nel caso in cui il funzionamento di un impianto possa avere effetti negativi e significativi sull’ambiente di un altro Stato dell’Unione europea), prima dell’adozione della decisione e una spiegazione della modalità con cui se ne è tenuto conto nella decisione;
d) il titolo dei documenti di riferimento sulle BAT pertinenti per l’installazione o l’attività interessati;
e) il metodo utilizzato per determinare le condizioni di autorizzazione, ivi compresi i valori limite di emissione, in relazione alle migliori tecniche disponibili e ai livelli di emissione ivi associati;
f) se è concessa una deroga ai limiti di emissione associati alle BAT (ai sensi dell’art. 29-sexies, comma 9-bis), i motivi specifici della deroga sulla base dei criteri indicati in detto comma e le condizioni imposte;
g) le informazioni pertinenti sulle misure adottate dal gestore, (in applicazione dell’art. 29-sexies, comma 9-quinquies) al momento della cessazione definitiva delle attività;
h) i risultati del controllo delle emissioni, richiesti dalle condizioni di autorizzazione e in possesso dell’autorità competente.

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